Art
di Sandro Giorello 17 Ottobre 2016

2501, quando la street art trasforma i muri in loop ipnotici

Dai muri ai progetti video, l’artista milanese ci racconta il suo mondo visivo

2501-copertina

Jacopo Ceccarelli – aka 2501 – è sicuramente uno degli street artist italiani più interessanti e complessi degli ultimi tempi. Nato a Milano nel 1981, ha realizzato le sue opere in molte città del mondo come Mosca, Chicago, New York e Rio. A San Paolo, dove ha vissuto per un anno, ha collaborato con molti dei writers più importanti della scena sudamericana come Os Gemeos, Herbert Baglione, Higraff e altri ancora.

Nonostante prediliga lavori su muri e palazzi, ha portato avanti negli anni numerosi progetti indoor dove ha sperimentato il suo stile su altri materiali come tela e ceramica, in più non mi ha mai abbandonato la sua passione per il montaggio degli audiovisivi sviluppando diverse serie di video. L’abbiamo intervistato.

Hai alle spalle un percorso da autodidatta, è un tipo di formazione che consiglieresti a tutti?
Dipingere è un antidoto nella maniera più banale del termine, perché è una pratica, un modo di esprimersi con il corpo e con la mente in una sorta di un rituale ripetuto. Questa ripetizione porta alla continuità, che è poi quella del percorso che sto seguendo ininterrottamente da oltre quindici anni. Il dipingere si trasforma in pratica meditativa, nel momento in cui l’attività pittorica crea uno spazio interiore di raccoglimento in cui nascono idee e suggestioni. A questa idea si sono aggiunte motivazioni personali e una ricerca artistica condotta in modo indipendente: non avendo seguito studi artistici accademici o tradizionali, l’evoluzione del mio stile pittorico è arrivata sempre passo dopo passo da autodidatta. Il risultato è una reinterpretazione tutta personale di tradizioni, input di ogni natura che si declinano in immagini cariche di suggestioni, simboli, astrazioni da interpretare

Spesso prediligi il bianco e nero, perché?
Questa scelta deriva dalla natura funzionale di questi due “colori”: sopratutto il nero in china è facile da trasportare e molto potente in proporzione alla quantità necessaria per dipingere. Per dipingere un palazzo a Kiev in Ucraina di ventisei piani ho usato solo 8 litri di nero china.

Si può dire che la linea è uno degli elementi più importanti nei tuoi lavori?
Le linee nere dipinte a mano sul bianco del muro, della ceramica e della tela in modo astratto, preciso, ma espressivo hanno l’intento di conferire una sorta di spessore al dipinto che alteri la percezione della superficie bidimensionale. La linea stessa come forma pura mi ha permesso di trasferire il gesto del dipingere in strada nel lavoro in studio e viceversa. La costante resta la tensione, il movimento, il loop. E sempre la linea e la sua ripetizione ha generato la sperimentazione dei pennelli e degli strumenti che uso nell’ottica di indagare tutte le possibili varianti della linea stessa.

Never2501 in Rome for Wunderkammern-© Giorgio Coen Cagli 2501.org.uk/ - Never2501

 

Tra i tuoi lavori c’è la forma ricorrente dell’uovo, veniva anche riportata in un ipotetico tuo manifesto presente sul tuo sito tempo fa. Perché è così importante?
Più che dalla forma dell’uovo sono affascinato dal cerchio, o dall’armonia della circolarità in senso estetico e ideale. Legato ad una astrazione della forma, il cerchio è il punto di partenza per intreccio di forme e figure irregolari. La mia idea è quella di sviluppare una pittura basata sulla continuità dell’esperienza, una sorta di flusso legato al movimento. Si tratta di una scelta in costante contrapposizione con un approccio statico, che premia il movimento. Le immagini e le visioni pittoriche realizzate, sono statiche se prese singolarmente all’interno di un contesto, ma al tempo stesso raccontano una storia di movimento e sono il risultato di processi pittorici realizzati in luoghi e tempi sempre diversi.

Dietro ad ogni tuo lavoro c’è un lungo periodo di progettazione?
La pittura è sicuramente più situazionista e istintiva. I progetti video e di sperimentazioni hanno una progettazione, una realizzazione e una durata complessiva più lunga. Le differenze tra dipingere e dirigere sono ovviamente tantissime, anche se c’è un’unica grande cosa che le accomuna: il pensare per immagini. Il video per me è sempre stato fondamentale. È come se una parte di me ragionasse comunque sempre per inquadrature, e mi capita spesso di pensare anche ad alcuni quadri proprio in termini di scene. Gli ultimi progetti video come Glimpse of America o Nomadic experiment hanno generato progettazioni diverse. Il progetto Nomadic experiment nella sua forma virtuale di sito web, è una raccolta di video realizzati negli ultimi tre anni che progressivamente si amplia con l’aggiunta di nuovi video dal numero ancora indefinibile perché ne ho stabilito una durata di dieci anni per l’intero progetto.

 

2501-street-artist18 2501.org.uk - Mosca

 

Per ogni artista la scelta del muro su cui rappresentare un’opera è spesso significativa. Quali sono i fattori più importanti per te quando scegli una location?
Come spesso accade i miei murales sono influenzati dagli impulsi e dalla sensazioni del luogo, spesso intercettati attraverso la presenza di persone sconosciute, di dettagli unici.  La ricerca della location quindi, attraverso un meccanismo di azione-reazione, crea con l’ambiente circostante una sorta di conversazione tra l’ambiente architettonico e quello sociale.

Cosa ti piace di più del lavorare outdoor e cosa invece preferisci dell’indoor?
Lavorare in uno spazio pubblico ti offre la libertà e un grande margine di improvvisazione, che viene stimolato dagli spunti offerti dall’ambiente, rendendo l’arte viva e vibrante. Credo che qualsiasi processo artistico che funziona debba far nascere nel pubblico la necessità di uno scambio, di un confronto personale con l’opera, che sia stimolo, arricchimento e riflessione. Dipingere in luoghi esterni e illegalmente ha un valore già nella scelta di farlo; intervenire su un’architettura ha una forza, un impatto visivo indubbiamente più incisivo e collettivo rispetto a lavoro indoor. Preferisco lavorare outdoor, motivo per cui i lavori e le istallazioni per delle mostre continuano a nutrirsi della mia esperienza in strada.

Oltre alle arti figurative ti interessa sei appassionato di video, di regia e sei diplomato alla Scuola Civica di Cinema di Milano. Quali sono i tuoi registi preferiti?
In seguito agli studi di montaggio alla Scuola Civica di Cinema di Milano, ho avuto la fortuna di lavorare con Box Studio e Sun Wu-Kung Collective, che si occupavano di video, grafica, motion graphics. Lavorare a contatto con artisti come Tatiana, GGT, Riccardo Arena, Nunzio Cicero, a cui si aggiungono Bo130, Microbo e Claudio Sinatti è stato decisivo per plasmare la mia attitudine all’arte e al medium video. Per quanto riguardo il cinema miei registi preferiti sono Elio Petri, Wim Wenders, Werner Herzog.

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Senza Titolo Serigrafia di Marino Neri

Serigrafia a due colori, dimensioni 20×30 cm Edizione limitata di 40 esemplari Marino Neri Marino Neri è fumettista e illustratore. I suoi libri a fumetti sono Il Re dei Fiumi (Kappa Edizioni, 2008) e La Coda del Lupo (Canicola, 2011), tradotti e pubblicati anche in differenti lingue e paesi. I suoi disegni sono apparsi su riviste nazionali e internazionali e ha partecipato a diverse esposizioni collettive e personali in tutta Europa. Nel 2012 il Napoli Comicon e il Centro Fumetto Andrea Pazienza gli assegnano il Premio Nuove Strade come miglior talento emergente. È attualmente al lavoro sul suo nuovo libro a fumetti Cosmo. Tratto dal catalogo della mostra La bellezza fa 40
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Serigrafia a due colori, dimensioni 20×30 cm Edizione limitata di 40 esemplari CT L’opera di CT affonda le sue radici nella cultura del Writing. Dalle prime sperimentazioni, influenzate dagli stili più classici dei graffiti, è passato in modo progressivo ad una ricerca minuziosa capace di cogliere ed evidenziare i cambiamenti del paesaggio urbano. Le fascinazioni ricevute dai graffiti sono tuttavia presenti nelle fasi di questo processo: il soggetto-oggetto della sua analisi, le tecniche utilizzate ed in parte i luoghi scelti per i suoi interventi. L’interesse per il lettering si è quindi trasformato in espediente per lo studio della forma fino ad approdare, oggi, ad una ricerca più ampia relativa allo spazio e alle dinamiche contemporanee. Tratto dal catalogo della mostra La bellezza fa 40
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Senza Titolo Serigrafia di Martina Merlini

Serigrafia a due colori, dimensioni 20×30 cm Edizione limitata di 40 esemplari Martina Merlini Martina Merlini, artista visiva bolognese, classe 1986, vive e lavora a Milano. Il percorso artistico di Martina Merlini si snoda multiformemente nel solco dell’esplorazione, coinvolgendo una pluralità di tecniche, materiali e supporti che convergono nella ricerca di un equilibrio formale delicatamente costruito sull’armonia di elementi astratti e geometrici. Attiva dal 2009, ha esposto in numerose gallerie europee e americane. Dal 2010 al 2013, insieme a Tellas, intraprende il progetto installativo Asylum, che viene presentato a Palermo, Bologna, Milano e Foligno. Nell’estate del 2012 viene invitata a partecipare a Living Walls, primo festival di Street Art al femminile, ad Atlanta. Nel dicembre 2013 inaugura la sua seconda personale, «Wax» all’interno degli spazi di Elastico, Bologna, dove indaga l’utilizzo della cera come medium principale del suo lavoro, ricerca approfondita nella sua prima personale americana, «Starch, Wax, Paper & Wood», presso White Walls & Shooting Gallery, San Francisco. Tratto dal catalogo della mostra La bellezza fa 40  
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Senza Titolo Serigrafia di Thomas Raimondi

Serigrafia a due colori, dimensioni 20×30 cm Edizione limitata di 40 esemplari Thomas Raimondi Nato a Legnano (MI) il 17 Maggio 1981. Laureato al Politecnico di Milano in Design della Comunicazione. Graphic e visual designer freelance attivo nella scena underground con numerose pubblicazioni (Luciver Edition, Faesthetic, Belio, Le Dernier Cri, Laurence King.) e mostre in Italia e all’estero. Le ultime personali «Burn Your House Down» nel 2013 presso la galleria Kalpany Artspace di Milano (Circuito Rojo) e la residenza d’artista per Alterazioni Festival 2014, Arcidosso (GR) con l’istallazione site-specific «Inside/Outside». Lavora e ha lavorato per diverse realtà nazionali ed internazionali come VICE, Rolling Stone Magazine, Rockit, Mondadori, Men’s Health, Salomon, Motorpsycho, T-Post e molte altre. Nel 2008 ha ricoperto il ruolo di docente d’illustrazione presso l’accademia NABA di Milano continuando, a oggi, a collaborare con regolarità. Tratto dal catalogo della mostra La bellezza fa 40
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Senza Titolo Serigrafia di StencilNoire

Serigrafia a due colori, dimensioni 20×30 cm Edizione limitata di 40 esemplari StencilNoire StencilNoire, classe ’75, vive e opera in un paesino del sud Italia, Massafra, dove le problematiche socio-culturali danno spunto quotidiano alle sue opere. Veterano dell’uso del colore, sin da bambino ha fatto dell’arte la sua più grande passione, sperimentando tutte le tecniche artistiche, dai colori a olio, al carboncino, all’aerografo, approdando, nel ’95, nella cultura dello stencil e dello sticker. Ha partecipato a numerosi eventi, sia a livello personale, che col gruppo «South Italy Street Art», del quale è co-fondatore. Fra gli ultimi eventi si annoverano le partecipazioni allo Jonio Jazz Festival, svoltosi a Faggiano (TA), al Calafrika music Festival svoltosi a Pianopoli (CZ), e a Residence Artistic in Country Secret Zone, un esperimento artistico di Street Art chiamato «Torrent 14» organizzato da Biodpi in collaborazione con Ortika, svoltosi a Sant’Agata de’Goti. Vincitore della giuria artisti del 1° Concorso Internazionale d’Arte su Vinile, organizzato dall’associazione Artwo in collaborazione con Ortika Street Art Lovers, dedicato a Domenico Modugno, in occasione dei 20 anni della sua scomparsa. Tratto dal catalogo della mostra La bellezza fa 40
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Inés Sastre Serigrafia di Alessandro Baronciani

Serigrafia a due colori, dimensioni 20×30 cm Edizione limitata di 40 esemplari Alessandro Baronciani Alessandro Baronciani vive a Pesaro e lavora a Milano come Art Director, grafico e illustratore. Ha lavorato per diverse agenzie pubblicitarie come direttore di campagne a cartoni animati. Le sue illustrazioni sono state stampate per molti brand come Martini, Coca Cola, Bacardi, Nestlè, Audi, Poste Italiane e Vodafone. Lavora per libri per bambini pubblicati da Mondadori, Feltrinelli e Rizzoli, quest’ultima ha anche pubblicato il suo primo libro, Mi ricci!, completamente pensato, scritto e illustrato da lui. Alessandro disegna fumetti. Ha pubblicato 3 libri di fumetti intitolati Una storia a fumetti, Quando tutto diventò blu e Le ragazze dello studio Munari. Per molti anni ha disegnato e pubblicato i suoi fumetti da solo, come un esperimento fai-da-te mai provato prima in Italia: i suoi fumetti venivano spediti in abbonamento e gli abbonati diventano parte delle storie che disegnava. Suona inoltre la chitarra e canta nella punk band di culto Altro. Tratto dal catalogo della mostra La bellezza fa 40
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Senza Titolo Serigrafia di Giò Pistone

Serigrafia a due colori, dimensioni 20×30 cm Edizione limitata di 40 esemplari Giò Pistone Gio Pistone è nata a Roma. La scelta dei soggetti, spesso figure di fantasia tendenti al mostruoso, caratterizzati da colori molto forti, nasce prestissimo a seguito di incubi notturni. Disegnarli il mattino seguente fu un’idea della madre per affrontare la paura. Presto gli incubi si sono trasformati in vere e proprie visioni da cui ancora oggi attinge. Si è appassionata alla scenografia di teatro dove ha continuato ad approfondire i suoi sogni e il suo innato amore per il grande. In seguito ha lavorato e viaggiato con La Sindrome Del Topo, un gruppo di creatori di strutture di gioco e sogno, con cui si occupava di disegnare, costruire e progettare giostre e labirinti. Ha cominciato a lavorare in strada nel ‘98 attaccando in giro per Roma i suoi disegni fotocopiati. Ha collaborato con varie realtà italiane e internazionali. Ha partecipato a mostre in tutta Europa in particolare presso il Museo MADRE di Napoli, l’Auditorium di Roma, il Museo Macro di Roma e partecipato ad eventi di Street Art quali «Scala Mercalli», «Pop up», «Subsidenze», «Visione Periferica», «Alterazioni», «M.U.Ro». Tratto dal catalogo della mostra La bellezza fa 40  
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