Con un montepremi complessivo di € 500.750 e una platea potenzialmente globale di candidature, la Galleria Borghese ha lanciato il 14 ottobre 2026 uno dei concorsi di architettura più attesi del panorama culturale italiano: una gara internazionale per l’ampliamento galleria Borghese, pensata per trasformare uno dei musei più amati e visitati di Roma senza toccare neppure un mattone dell’edificio storico che lo ospita. Un equilibrio delicato tra conservazione e innovazione, che pone al centro della riflessione architettonica contemporanea la questione di come far crescere un’istituzione culturale d’eccellenza senza tradirne l’identità.
Un museo che ha bisogno di più spazio — senza cambiare faccia
La Galleria Borghese è uno dei gioielli assoluti del patrimonio museale romano: ospita capolavori di Bernini, Caravaggio, Raffaello e Tiziano, custoditi nella Casino Borghese all’interno del parco di Villa Borghese. Ma proprio la straordinaria concentrazione di opere in uno spazio architettonicamente vincolato ha reso il museo, negli anni, sempre più stretto rispetto alle proprie ambizioni. Una parte significativa della collezione non è attualmente visibile al pubblico, i flussi di visitatori sono difficili da gestire e la sicurezza richiede soluzioni strutturali più robuste.
Il concorso internazionale risponde esattamente a queste esigenze. Secondo quanto dichiarato, il progetto vincitore dovrà redistribuire i flussi dei visitatori, rafforzare i sistemi di sicurezza e — soprattutto — portare all’attenzione del pubblico opere che oggi rimangono nei depositi, lontane dagli occhi di chi attraversa le sale del museo. Francesca Cappelletti, direttrice della Galleria Borghese, guida un’istituzione che con questo bando dichiara apertamente la propria volontà di crescere in modo responsabile e sostenibile.
→ Leggi anche: Caput Mundi: quasi 300 interventi conclusi nel programma PNRR, Roma accelera la rigenerazione
Le regole del concorso: fino a 3.000 metri quadrati, edificio storico intoccabile
Il bando stabilisce con chiarezza i confini entro cui i progettisti potranno muoversi. L’ampliamento della Galleria Borghese potrà avvenire in due modalità: acquisendo nuovo spazio all’interno del parco di Villa Borghese, oppure riprogettando una struttura esistente già presente nell’area. In entrambi i casi, la superficie massima consentita è fissata a 3.000 metri quadrati — un limite che impone creatività e precisione progettuale, escludendo soluzioni di espansione indiscriminata.
Il vincolo più rilevante, tuttavia, è quello che riguarda il Casino Borghese: l’edificio storico non potrà essere in alcun modo alterato. Si tratta di una condizione non negoziabile, che orienta la riflessione progettuale verso soluzioni complementari e dialoganti con il contesto, piuttosto che invasive. Questo approccio riflette una tendenza sempre più consolidata nell’architettura museale internazionale, dove l’espansione avviene spesso attraverso interventi che si mettono in relazione con il costruito storico senza sovrapporsi ad esso.
Sul piano procedurale, il concorso si articola in due fasi distinte: una fase di preselezione aperta a tutti gli studi e professionisti interessati, seguita da una fase competitiva anonima, che garantisce imparzialità nella valutazione delle proposte. Le registrazioni sono aperte fino al 13 novembre 2026, mentre il vincitore sarà annunciato entro il 14 maggio 2027.

Proger S.p.A. e la regia tecnica del progetto
A promuovere e sponsorizzare il concorso è Proger S.p.A., una delle principali società di ingegneria indipendenti italiane, con una consolidata presenza internazionale nel settore Arts & Culture. La scelta di affidare la gestione tecnica del bando a un operatore di questo profilo non è casuale: garantisce standard elevati nella conduzione della procedura concorsuale e assicura alla Galleria Borghese un interlocutore capace di gestire la complessità di un progetto che intreccia vincoli storico-artistici, esigenze funzionali e ambizioni architettoniche.
→ Leggi anche: Il Colosseo di sera riapre al pubblico: tornano le visite guidate notturne nel Parco Archeologico
Il ruolo di Proger è quello di strutturare un processo competitivo credibile e trasparente, capace di attrarre i migliori studi di architettura a livello mondiale. Il montepremi di € 500.750 è in questo senso un segnale preciso: si tratta di una cifra che posiziona il concorso nella fascia alta del panorama internazionale, sufficiente ad attirare l’interesse di realtà progettuali di primo piano. Per ulteriori dettagli sul bando è possibile consultare la pagina ufficiale del concorso su competitions.archi.
Perché questo ampliamento conta per il sistema museale italiano
Il progetto di ampliamento della Galleria Borghese non è soltanto una questione interna a un singolo museo romano. Rappresenta, più in profondità, un test per l’intero sistema culturale italiano: la capacità di investire in infrastrutture museali moderne, di aprire le proprie collezioni a un pubblico più ampio e di farlo attraverso processi progettuali trasparenti e competitivi.
In un contesto in cui molti musei italiani faticano a trovare risorse per la manutenzione ordinaria, il fatto che la Galleria Borghese abbia scelto di lanciare un concorso internazionale con un montepremi significativo e regole chiare è un segnale di vitalità istituzionale. La sfida non è banale: trovare 3.000 metri quadrati di nuova funzionalità all’interno di uno dei parchi più preziosi di Roma, rispettando i vincoli paesaggistici e storico-artistici dell’area, richiede una visione progettuale capace di essere al tempo stesso ambiziosa e discreta.
Le opere oggi invisibili al pubblico, custodite nei depositi del museo, sono il cuore pulsante di questa operazione: portarle alla luce senza snaturare l’identità della Galleria è la vera misura del successo che il concorso si propone di raggiungere. Entro la primavera del 2027 si saprà quale studio architettonico avrà convinto la giuria di aver trovato la risposta giusta a una domanda che, in realtà, riguarda il futuro dell’intera cultura museale italiana.
Questo articolo è stato realizzato con il supporto dell'AI e sottoposto a revisione editoriale.





