Art
di Andrea Girolami 14 Marzo 2016

Dalle opere di Blu alle vignette rubate per Charlie Hebdo: ecco l’arte del “silenzio assenso”

Perché le strade delle nostre città e della rete internet sono gli spazi più ingovernabili che conosciamo?

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La vicenda è recentissima eppure già stranota. Per protestare contro l’organizzazione della mostra “Street Art. Banksy & Co. – L’arte allo stato urbano” a Bologna che conterrà anche tre sue opere staccate dai muri senza la propria autorizzazione lo street artist Blu ha deciso di cancellare tutti gli altri suoi lavori in città.

Blu è uno degli artisti italiani più conosciuti al mondo, inserito nelle più importanti classifiche mondiali ha lavorato alla Tate Modern, così come a Los Angeles dove ha incrociato altri tipi di polemiche. Proprio questa sua notorietà ha attirato immediatamente ogni genere di commento al clamoroso gesto. C’è chi ha rivendicato la sua legittimità come a dire “Le opere sono mie e le gestisco io“, c’è chi lo ha criticato perché ha recato un danno alla città rendendola più brutta, chi come Artribune ha giustamente indagato i confini legali di un gesto distruttivo del genere scrivendo:

Come noto, la legge sul diritto d’autore (Legge n. 633/41) tutela, per il fatto della creazione, le opere dell’ingegno di carattere creativo. Tra i requisiti di protezione dell’opera non è menzionata la liceità, con la conseguenza che sono tutelabili anche le opere contrarie alla legge, all’ordine pubblico e al buon costume. Sotto tale profilo, il fatto che le opere di Street Art nascano spesso come opere illegali – in assenza di commissione pubblica o privata – non esclude di per sé la tutela di diritto d’autore di tali creazioni. La legge riconosce agli autori il diritto patrimoniale di sfruttamento economico dell’opera e i diritti morali. L’autore, pertanto, è l’unico soggetto legittimato a sfruttare economicamente l’opera e ogni utilizzazione da parte di terzi deve essere previamente autorizzata.

 

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Insomma per farla breve chi voleva staccare i lavori di Blu dai muri era in torto e lui era invece in diritto di cancellare il proprio lavoro, tanto più se minacciato da un utilizzo improprio. Eppure neppure questo della legalità è il punto. Sarebbe paradossale ridurre il dibattito su un’azione artistica (di Blu) e di presunta tutela di questa arte (i curatori della mostra) ad una mera questione di diritto. La discussione e il coinvolgimento generale è stato tale perché quanto accaduto sabato a Bologna racconta un più ampio scontro culturale riguardo la proprietà intellettuale che sta avvenendo tra la testa e la coda della nostra società.

Ricordate giusto qualche tempo fa il maldestro furto da parte del Corriere della Sera di tante vignette fatte da artisti italiani subito dopo il massacro nella redazione di Charlie Hebdo? Allora come oggi la foglia di fico dietro cui il Corriere e RCS si erano nascosti era l’urgenza dell’evento così come il “bene più grande” che muove a decisioni estreme di questo tipo. Giustificazioni che somigliano da vicino a quelle di uno dei curatori della contestata mostra di Bologna di questi giorni, Christian Omodeo che intervistato da Repubblica giustifica così il proprio operato nei confronti del lavoro di Blu: “Gliel’abbiamo chiesto, e non ha risposto. Anche il rifiuto di dialogare è una forma di marketing”. Una risposta praticamente identica a quella del direttore del Corriere che a proposito della questione delle vignette rubate scriveva scusandosi: “Abbiamo contattato coloro che siamo riusciti a raggiungere, precisando di essere a disposizione degli autori per i diritti…“.

Proprio come per l’espianto degli organi anche per l’appropriazione della proprietà intellettuale vale la regola del “silenzio assenso”. Sorpassando i giudizi di merito e il facile esercizio di distinguere alla lavagna i buoni dai cattivi vale la pena invece chiedersi come mai le grandi case editrici così come le istituzioni statali si sentono improvvisamente libere di prendere possesso delle opere altrui senza nessun consenso, per di più inserendole in un ambito commerciale. Il volume pubblicato da RCS che conteneva le vignette copia/incollate da Internet  veniva venduto in abbonamento al Corriere della Sera (i ricavati del libro andavano in beneficenza ma quelli del quotidiano no) e la mostra che aprirà a Bologna nei prossimi giorni sarà ovviamente a pagamento.

 

resize  Alcune delle reazioni dei fumettisti italiani al “furto” del Corriere

 

Istituzioni e gruppi editoriali si trovano improvvisamente sempre più confusi, isolati e staccati da una realtà che non risponde più alle regole della mera legalità (che per altro dimostrano di non rispettare) superata da dinamiche sociali in continua evoluzione e da uno sviluppo tecnologico che va vissuto dall’interno per essere compreso e assimilato. Se l’allora direttore del Corriere Ferruccio De Bortoli avesse passato un po’ più di tempo su Facebook avrebbe capito da solo che salvare nel proprio computer delle vignette pubblicate online per poi farle stampare in migliaia di copie dalla sua casa editrice “non si fa“. Così come i curatori di mostre sulla street art dovrebbero vivere e comprendere i contesti in cui determinai lavori nascono e crescono per comprendere la semplice logica che raschiarle da un muro significa violentarle. La giustificazione che possiamo trovare è che mai prima d’ora ci siamo trovati in una così grande incertezza dei termini d’ingaggio in fatto di proprietà intellettuale. Tutta colpa o merito della “fotocopiatrice più grande del mondo” come qualcuno chiama amichevolmente internet.

In conclusione è suggestivo vedere come le strade delle nostre città si trovano improvvisamente sullo stesso piano delle “autostrade digitali” dei social network che navighiamo ogni giorno. Spazi senza un insieme di regole precise, prese d’assalto da interessi e azioni violente che non ne rispettano natura e struttura in un’eterogenesi dei fini per cui ogni azione di promozione e curatela finisce per avere fini distruttivi, delle opere stesse come della reputazione di chi opera.

Negli anni ho imparato ad associare Blu a Bologna. Per me che vengo dalle Marche Blu ERA Bologna, un corregionale (lui originario di Senigallia) che aveva saputo raccontare una città meglio dei suoi stessi abitanti. Blu è stato l’espressione visiva, invadente, potentissima e affascinante di un mondo fatto di controcultura, graffiti, fumetti, arte da incasellare e protesta con lo sguardo alzato al cielo che sono gli aspetti più affascinanti del capoluogo Emiliano. Oggi tutto questo non c’è più ed è la dimostrazione di una città e forse tutta una nazione improvvisamente costretta a trovare un nuovo modo di raccontarsi.

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Serigrafia a due colori, dimensioni 20×30 cm Edizione limitata di 40 esemplari Thomas Raimondi Nato a Legnano (MI) il 17 Maggio 1981. Laureato al Politecnico di Milano in Design della Comunicazione. Graphic e visual designer freelance attivo nella scena underground con numerose pubblicazioni (Luciver Edition, Faesthetic, Belio, Le Dernier Cri, Laurence King.) e mostre in Italia e all’estero. Le ultime personali «Burn Your House Down» nel 2013 presso la galleria Kalpany Artspace di Milano (Circuito Rojo) e la residenza d’artista per Alterazioni Festival 2014, Arcidosso (GR) con l’istallazione site-specific «Inside/Outside». Lavora e ha lavorato per diverse realtà nazionali ed internazionali come VICE, Rolling Stone Magazine, Rockit, Mondadori, Men’s Health, Salomon, Motorpsycho, T-Post e molte altre. Nel 2008 ha ricoperto il ruolo di docente d’illustrazione presso l’accademia NABA di Milano continuando, a oggi, a collaborare con regolarità. Tratto dal catalogo della mostra La bellezza fa 40
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Serigrafia a due colori, dimensioni 20×30 cm Edizione limitata di 40 esemplari StencilNoire StencilNoire, classe ’75, vive e opera in un paesino del sud Italia, Massafra, dove le problematiche socio-culturali danno spunto quotidiano alle sue opere. Veterano dell’uso del colore, sin da bambino ha fatto dell’arte la sua più grande passione, sperimentando tutte le tecniche artistiche, dai colori a olio, al carboncino, all’aerografo, approdando, nel ’95, nella cultura dello stencil e dello sticker. Ha partecipato a numerosi eventi, sia a livello personale, che col gruppo «South Italy Street Art», del quale è co-fondatore. Fra gli ultimi eventi si annoverano le partecipazioni allo Jonio Jazz Festival, svoltosi a Faggiano (TA), al Calafrika music Festival svoltosi a Pianopoli (CZ), e a Residence Artistic in Country Secret Zone, un esperimento artistico di Street Art chiamato «Torrent 14» organizzato da Biodpi in collaborazione con Ortika, svoltosi a Sant’Agata de’Goti. Vincitore della giuria artisti del 1° Concorso Internazionale d’Arte su Vinile, organizzato dall’associazione Artwo in collaborazione con Ortika Street Art Lovers, dedicato a Domenico Modugno, in occasione dei 20 anni della sua scomparsa. Tratto dal catalogo della mostra La bellezza fa 40
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Serigrafia a due colori, dimensioni 20×30 cm Edizione limitata di 40 esemplari Luca Zamoc Luca Zamoc è nato a Modena nel 1986. Sin da piccolo ha trovato ispirazione nei fumetti anni ‘80, nella Bibbia e nell’anatomia umana. Ha frequentato l’Accademia delle Belle Arti di Milano, dove ha conseguito un titolo in Graphic Design & Art Direction. Il suo lavoro abbraccia diversi media, dal digitale ai muri, passando all’inchiostro, carta e fumetto. Negli ultimi anni ha lavorato e vissuto in diverse città quali Milano, Berlino, Londra, Los Angeles, New York e Istanbul. Oggi vive e lavora a Barcellona. Tratto dal catalogo della mostra La bellezza fa 40
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Serigrafia a due colori, dimensioni 20×30 cm Edizione limitata di 40 esemplari VitoManoloRoma Attualmente vive a Milano e lavora come freelance in qualità di grafico, illustratore, animatore e fumettista. Si forma presso il Liceo Artistico statale di Busto Arsizio, poi la compagnia di teatro sperimentale Radicetimbrica e termina gli studi al Politecnico di Milano dove si avvicina al Graphic Design. Durante i primi anni di professione come progettista e illustratore in alcuni studi di grafica milanesi, continua a disegnare e partecipa a mostre collettive di illustratori, fra le quali «Spaziosenzatitolo» (Roma), «Doppiosenso» (Beirut) e «Manifesta» (Milano). Con il collettivo di satira a fumetti L’antitempo fonda l’omonima rivista con la quale vince il Premio Satira 2013 come miglior realtà editoriale italiana. Appassionato di musica africana, afroamericana e jamaicana, colleziona vinili che seleziona con i collettivi Bigshot! e Soulfinger nei locali neri e non di Milano. Tratto dal catalogo della mostra La bellezza fa 40
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Monica Bellucci Serigrafia di Checko's art

Serigrafia a due colori, dimensioni 20×30 cm Edizione limitata di 40 esemplari Checko's art Nato nel 1977 a Lecce. Uno degli esponenti della Street Art italiana. Il suo percorso artistico ha inizio a Milano nel 1995 come writer. Attualmente abita al 167B «STREET», uno spazio fisico dedicato all’arte che, partendo dalla periferia (la 167B di Lecce, noto quartiere popolare), si propone come centro espositivo in continua mutazione. I suoi lavori si basano prettamente su murales, realizzati negli spazi pubblici, non solo con intento di riqualificare le zone grigie, ma per comunicare con le nuove generazioni. Ha partecipato a numerose mostre d’arte e contest collettivi in Italia e all’estero. Tratto dal catalogo della mostra La bellezza fa 40
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Serigrafia a due colori, dimensioni 20×30 cm Edizione limitata di 40 esemplari Ester Grossi Nata ad Avezzano (AQ) nel 1981. Diplomata in Moda, Design e Arredamento presso l’Istituto d’Arte Vincenzo Bellisario, nel 2008 ha conseguito la laurea specialistica in Cinema, Televisione e Produzione Multimediale presso il DAMS di Bologna. Si dedica da anni alla pittura e ha all’attivo diverse mostre in Italia e all’estero; è vincitrice del Premio Italian Factory 2010 e finalista del Premio Cairo 2012. Nel 2011 è stata invitata alla 54° Biennale di Venezia (Padiglione Abruzzo). Come illustratrice ha realizzato manifesti per festival di cinema e musica (Imaginaria Film Festival, MIAMI, Teatro Lirico Sperimentale di Spoleto) e cover per album di band musicali (A Classic Education, LIFE&LIMB). Collabora frequentemente con musicisti per la realizzazione di mostre e installazioni pittoriche-sonore. Tratto dal catalogo della mostra La bellezza fa 40
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Senza Titolo Serigrafia di Marino Neri

Serigrafia a due colori, dimensioni 20×30 cm Edizione limitata di 40 esemplari Marino Neri Marino Neri è fumettista e illustratore. I suoi libri a fumetti sono Il Re dei Fiumi (Kappa Edizioni, 2008) e La Coda del Lupo (Canicola, 2011), tradotti e pubblicati anche in differenti lingue e paesi. I suoi disegni sono apparsi su riviste nazionali e internazionali e ha partecipato a diverse esposizioni collettive e personali in tutta Europa. Nel 2012 il Napoli Comicon e il Centro Fumetto Andrea Pazienza gli assegnano il Premio Nuove Strade come miglior talento emergente. È attualmente al lavoro sul suo nuovo libro a fumetti Cosmo. Tratto dal catalogo della mostra La bellezza fa 40
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Inés Sastre Serigrafia di Alessandro Baronciani

Serigrafia a due colori, dimensioni 20×30 cm Edizione limitata di 40 esemplari Alessandro Baronciani Alessandro Baronciani vive a Pesaro e lavora a Milano come Art Director, grafico e illustratore. Ha lavorato per diverse agenzie pubblicitarie come direttore di campagne a cartoni animati. Le sue illustrazioni sono state stampate per molti brand come Martini, Coca Cola, Bacardi, Nestlè, Audi, Poste Italiane e Vodafone. Lavora per libri per bambini pubblicati da Mondadori, Feltrinelli e Rizzoli, quest’ultima ha anche pubblicato il suo primo libro, Mi ricci!, completamente pensato, scritto e illustrato da lui. Alessandro disegna fumetti. Ha pubblicato 3 libri di fumetti intitolati Una storia a fumetti, Quando tutto diventò blu e Le ragazze dello studio Munari. Per molti anni ha disegnato e pubblicato i suoi fumetti da solo, come un esperimento fai-da-te mai provato prima in Italia: i suoi fumetti venivano spediti in abbonamento e gli abbonati diventano parte delle storie che disegnava. Suona inoltre la chitarra e canta nella punk band di culto Altro. Tratto dal catalogo della mostra La bellezza fa 40
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