Art
di Edoardo De Martinis 15 dicembre 2017

Zacharie Gaudrillot-Roy fotografa le case fatte solo di facciate

L’esperimento del fotografo francese Zacharie Gaudrillot-Roy trasmette un senso di surreale inquietudine

Foto ©Zacharie Gaudrillot-Roy  Foto ©Zacharie Gaudrillot-Roy

 

Siamo nel 2017 e ormai si sa che con Photoshop si possono compiere i più disparati miracoli fotografici: possiamo comparire affianco alle nostre amiche star di Hollywood o creare divertentissimi fotomontaggi quando chiediamo un favore ad un amico grafico o ci addormentiamo sulla nostra scrivania a lavoro.

 

In questo caso, però, l’intervento del ritocco fotografico ha una valenza ben diversa e l’incredibile risultato rasenta la realtà. Il fotografo francese Zacharie Gaudrillot-Roy ha creato questa particolarissima serie di foto raffiguranti case composte solamente dalle proprie facciate. In pratica le case hanno perso una dimensione, diventando quasi in 2D.
A prima vista possono sembrare delle sviste di Google Maps e Street View, quelle che tanto ci fanno ridere, ma in realtà sono opera di una minuziosa post produzione, passando ore ed ore su Photoshop per eliminare magicamente quello che rende una casa abitabile.

 

Un post condiviso da Zacharie Gaudrillot-Roy (@zachariegroy) in data:

Secondo lo stesso Gaudrillot-Roy, questo è “un modo diverso di guardare l’ordinario“, perchè questi palazzi in origine non hanno nulla di particolarmente eccitante o degno di nota, ma cancellando il resto della loro struttura, si trasformano in strani paesaggi surreali, creando una certa inquietudine negli occhi dell’osservatore.
“Mi è sempre piaciuto vagare in giro per le città. Cammino per le strade pensando a cosa succederà se ci atteniamo alla superficialità di una prima visione? Se la vita quotidiana di “The Other” era solo uno scenario? Questa serie di fotografie offre quindi una visione di un mondo sconosciuto che sarebbe solo un’immagine, senza intimità o spazio, dove l’aspetto è l’unico rifugio”. Il pensiero richiama quindi un mondo in cui ciò che vediamo in apparenza resta l’impressione più persistente e difficilmente andiamo ad approfondire ciò che può star dietro a ciò che vediamo.

FONTE |  So Bad So Good

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