Art
di Stefano Yamato 18 Novembre 2011

Henri Cartier-Bresson: 10 insegnamenti fondamentali per la Street Photography

 

Henri Cartier-Bresson è il padre indiscusso della street photography. L’amore per la macchina fotografica lo ha portato in molti angoli del pianeta: Cina, Canada, Stati Uniti, Messico, Cuba, India, Giappone e molti altri luoghi. Cartier-Bresson fu il primo fotografo occidentale che riuscì a muoversi liberamente per fotografare in quella Unione Sovietica del dopo-guerra che conservava ancora mille segreti. E’ l’esempio del fotoreport contemporaneo che gira il mondo per fotografare la realtà dalla strada, con lo stesso punto di vista delle persone comuni, ma trovando angoli visuali unici che descrivono interi immaginari sociali e raccontano la storia attraverso le immagini della gente. La sua carriera è diventata un esempio unico ed inimitabile, che ha segnato generazione di fotografi. Ecco i 10 insegnamenti fondamentali che ci ha lasciato.

1. Focalizzarsi sulla geometria

Henri Cartier-Bresson, ha sempre considerato la geometria come una forma di poesia. Guardando le sue fotografie, c’è una relazione intima tra angolo verticale, orizzontale e diagonale. Un’armonia perfetta tra figure triangolari, curve, linee ed ombre. La geometria diventa una sorta di struttura immaginifica nella quale incastrare le emozioni, scatto dopo scatto.

2. Essere pazienti

Quando Henri Cartier-Bresson parlava di “Decisive Moment” intendeva qualcosa di spontaneo, istintivo che però poteva arrivare soltanto tramite la pazienza. Una sorta di metodo per ricercare la scintilla in quell’unico momento giusto. Non scattava centinaia di foto, ma attendeva sempre l’attimo decisivo nel quale tutti gli elementi assumevano un equilibrio perfetto (persone, sfondi, luci, dettagli visivi). Non andava a caccia compulsiva di immagini, attendeva con pazienza che la scena giusta comparisse davanti alla sua macchina fotografica. E’ proprio la pazienza uno dei suoi insegnamenti fondamentali: è necessario attendere il momento in cui la realtà si configura spontaneamente nel modo ideale per una grande foto.

3. Viaggiare

Henri Cartier-Bresson ha viaggiato in tutto il mondo, praticamente in ogni continente, catturando le sfaccettature di luoghi completamente diversi, spesso vivendo direttamente a contatto con le popolazioni locali, entrando nei loro usi e costumi. Per esempio, quando viaggiò in India, si immerse per oltre un anno nella società più povera di quel Paese. E’ solo il viaggio e l’esperienza diretta con popoli diversi che consente di aprire gli occhi e trasformare una normale fotografia in un momemnto indimenticabile che sintetizza una cultura intera.

4. Essere fedeli ad un solo obiettivo

Sebbene Henri Cartier-Bresson abbia usato diversi obiettivi durante la sua carriera, aveva una sorta di fede spirituale verso i 50mm, che considerava un’estensione dei propri occhi. Secondo Cartier-Bresson, ogni fotografo dovrebbe sperimentare ogni tipo di obiettivo per trovare quello che più rappresenta il suo modo di guardare la realtà, per poi farsi accompagnare da esso in ogni futuro scatto. E’ fondamentale essere fedeli ad un unico obiettivo con un rapporto quasi intimo tra macchina fotografica e visione oculare.

5. Fotografare i bambini

Una celebre foto di Henri Cartier-Bresson presenta un bambino che trasporta sotto le braccia due bottiglie di vino con l’aria di chi ha appena vinto un trofeo. Henri Cartier-Bresson è stato un vero genio delle fotografie ai bambini, riuscendo ad immortalarli in espressioni spesso rare per la loro età. Oggi è sicuramente più complicato scattare liberamente fotografie a minori e bisogna essere sempre molto coscienziosi, rispettosi ed avere le dovute autorizzazioni. I bambini però restano uno dei soggetti fotografici più densi di emozioni e poesia per chi pratica la street photography, perchè riescono a mantenere verità e purezza di fronte ad un obiettivo, cosa che raramente riesce agli adulti.

6. Non essere invadenti

Quando Henri Cartier-Bresson scendeva in strada a cercare nuovi scatti, era solito stare in disparte rispetto alle scene che osservava, cercando di non interferire in alcun modo con ciò che aveva intorno. Sembra che addirittura cercasse di camuffare la sua Leica. Per seguire il suo metodo è necessario calarsi nella realtà come un elemento perfettamente integrato ed anonimo, senza spiccare in alcun modo, muovendosi come felini e cercando di non essere notati.

7. Guardare il mondo come un pittore

Prima che Henri Cartier-Bresson diventasse un fotografo, il suo interesse principale, al quale poi tornò nell’ultima fase della sua vita, era la pittura. Questa sua passione lo guidava concettualmente anche quando scattava fotografie. Le sue immagini avevano le stesse suggestioni e lo stesso romanticismo della pittura classica. Per diventar un ottimo street photographer, occorre analizzare la realtà come farebbe un pittore. Studiare le tecniche di pittura può fornire un metodo di analisi per osservare il mondo anche dietro un obiettivo, usando il diaframma come un pennello. Secondo Bresson, per diventare un grande fotografo, ci si può ispirare direttamente ad un grande pittore.

8. Non tagliare le foto

Henri Cartier-Bresson era assolutamente contrario a qualsiasi forma di manipolazione delle fotografie, in particolare era contro il “cropping” ovvero il tagliare le fotografie dopo averle scattate per migliorare l’immagine definitiva escludendo particolari non desiderati. Secondo Bresson le fotografie dovevano essere tagliare direttamente nella macchina al momento dello scatto. Se la foto si fosse rivelata non perfetta, doveva essere gettata via. Sicuramente questo principio è oggi stato in gran parte abbandonato per via delle macchine digitali in alta risoluzione che consentono di scattare foto ampi e poi tagliarle riprendendo solo i dettagli migliori. L’insegnamento di Cartier-Bresson dovrebbe però essere seguito anche nell’era della fotografia digitale.

9. Non sviluppare le foto da soli

Nonostante Henri-Cartier Bresson fosse molto abile in camera oscura, preferiva sempre affidare ad altri lo sviluppo dei suoi scatti. Questo gli consentiva da un lato di guadagnare tempo da dedicare alla fotografia, dall’altro evitava il rischio di interferire arbitrariamente nello sviluppo delle foto. Nell’era moderna sono ormai pochi i fotografi che ancora usano sviluppare analogicamente i loro scatti, ormai affidati all’elaborazione digitale ed al fotoritocco. Questo insegnamento dovrebbe comunque essere preso a cuore, evitando di ritoccare digitalmente le foto dopo averle scattate. Una brutta foto, deve restare tale.

10. Pensare solo alla prossima fotografia

Henri Cartier-Bresson non si è mai dimostrato particolarmente affezionato alle sue foto. Nelle sue interviste ha sempre dichiarato che la bellezza di una foto era al momento dello scatto, poi diventava preziosa per qualcun altro, perché lui era affezionato solo alla prossima foto che avrebbe scattato. Sebbene questa posizione sia un po’ estrema, Cartier-Bresson insegna a non mitizzare il proprio lavoro e non cristallizzarsi sul lavoro passato. Un buon portfolio può essere utile e piacevole da possedere, ma la foto migliore che avete mai scattato deve sempre essere la prossima.

COSA NE PENSI? (Sii gentile)

DAL NOSTRO SHOP

17,32 €

Kit tie dye

Kit tie dye, utilizzabile con tessuti come il cotone e rayon. Perfetti per personalizzare qualsiasi capo, dalle tshirt, ai jeans, fino a borse e sciarpe. Caratteristiche: 12/10/8/18 coloranti 8 colori: rosso, arancione, giallo, verde, blu scuro, viola, marrone, nero  10 colori: rosso, arancione, giallo, verde, acido orange, blu navy, blu scuro, viola, marrone, nero  12 colori: viola profondo rosso, rosso, arancione, giallo, verde, arancione acido, blu navy, blu scuro, viola, viola, marrone, nero  18 colori versione: fucsia, rosso, arancione, giallo, acid orange, verde, blu scuro, blu chiaro, viola, blu, viola scuro, marrone, nero, corallo rosso, rosso vino, verde oliva, rosa, verde acqua, blu chiarissimo 40 bande di gomma 8 guanti usa e getta 1 tovaglia 1  manuale Prodotto spedito dalla Cina.Tempi di consegna: 20/30  
35,00 €

Senza Titolo Serigrafia di Giò Pistone

Serigrafia a due colori, dimensioni 20×30 cm Edizione limitata di 40 esemplari Giò Pistone Gio Pistone è nata a Roma. La scelta dei soggetti, spesso figure di fantasia tendenti al mostruoso, caratterizzati da colori molto forti, nasce prestissimo a seguito di incubi notturni. Disegnarli il mattino seguente fu un’idea della madre per affrontare la paura. Presto gli incubi si sono trasformati in vere e proprie visioni da cui ancora oggi attinge. Si è appassionata alla scenografia di teatro dove ha continuato ad approfondire i suoi sogni e il suo innato amore per il grande. In seguito ha lavorato e viaggiato con La Sindrome Del Topo, un gruppo di creatori di strutture di gioco e sogno, con cui si occupava di disegnare, costruire e progettare giostre e labirinti. Ha cominciato a lavorare in strada nel ‘98 attaccando in giro per Roma i suoi disegni fotocopiati. Ha collaborato con varie realtà italiane e internazionali. Ha partecipato a mostre in tutta Europa in particolare presso il Museo MADRE di Napoli, l’Auditorium di Roma, il Museo Macro di Roma e partecipato ad eventi di Street Art quali «Scala Mercalli», «Pop up», «Subsidenze», «Visione Periferica», «Alterazioni», «M.U.Ro». Tratto dal catalogo della mostra La bellezza fa 40  
15,00 €

Serigrafia Unicorno

Il bellissimo unicorno tutto righe di Andrea Minini  è una serigrafia ad 1 colore, di dimensioni 50x70 cm
35,00 €

Senza Titolo Serigrafia di Marino Neri

Serigrafia a due colori, dimensioni 20×30 cm Edizione limitata di 40 esemplari Marino Neri Marino Neri è fumettista e illustratore. I suoi libri a fumetti sono Il Re dei Fiumi (Kappa Edizioni, 2008) e La Coda del Lupo (Canicola, 2011), tradotti e pubblicati anche in differenti lingue e paesi. I suoi disegni sono apparsi su riviste nazionali e internazionali e ha partecipato a diverse esposizioni collettive e personali in tutta Europa. Nel 2012 il Napoli Comicon e il Centro Fumetto Andrea Pazienza gli assegnano il Premio Nuove Strade come miglior talento emergente. È attualmente al lavoro sul suo nuovo libro a fumetti Cosmo. Tratto dal catalogo della mostra La bellezza fa 40
35,00 €

Senza Titolo Serigrafia di Roberta Maddalena

Serigrafia a due colori, dimensioni 20×30 cm Edizione limitata di 40 esemplari Roberta Maddalena Artist, creativity trainer Roberta Maddalena nasce a Giussano nel 1981.Vive e lavora a Milano. Laureata in Design per la Comunicazione al Politecnico di Milano, si specializza in parallelo all’università in Incisione Calcografica, e successivamente in cultura tipografica e Type Design. Segue studi musicali, specializzandosi in vocalità extraeuropee ed ergonomia vocale, sviluppando profondo interesse per l’etnomusicologia, in particolare per l’Asia, esperienza che la porterà ad avvicinarsi a calligrafia orientale e danza contemporanea. Da questi percorsi nascono nel 2013 le sue performance a inchiostro, esperienze fondate sulla relazione segno-corpo, e disegni e dipinti in cui forme e colori evocano la realtà universalmente percepibile e conosciuta, ma ne svelano l’aspetto più mistico e intimo. Sempre nel 2013, dopo sei anni di attività come illustratrice, nascono progetti di creativity training rivolti a privati e aziende: workshop in cui i partecipanti sono guidati nello sviluppo della propria creatività fuori dal quotidiano, per sviluppare capacità di osservazione e movimento, applicabili nella vita come nella professione. Tratto dal catalogo della mostra La bellezza fa 40
35,00 €

Senza Titolo Serigrafia di Thomas Raimondi

Serigrafia a due colori, dimensioni 20×30 cm Edizione limitata di 40 esemplari Thomas Raimondi Nato a Legnano (MI) il 17 Maggio 1981. Laureato al Politecnico di Milano in Design della Comunicazione. Graphic e visual designer freelance attivo nella scena underground con numerose pubblicazioni (Luciver Edition, Faesthetic, Belio, Le Dernier Cri, Laurence King.) e mostre in Italia e all’estero. Le ultime personali «Burn Your House Down» nel 2013 presso la galleria Kalpany Artspace di Milano (Circuito Rojo) e la residenza d’artista per Alterazioni Festival 2014, Arcidosso (GR) con l’istallazione site-specific «Inside/Outside». Lavora e ha lavorato per diverse realtà nazionali ed internazionali come VICE, Rolling Stone Magazine, Rockit, Mondadori, Men’s Health, Salomon, Motorpsycho, T-Post e molte altre. Nel 2008 ha ricoperto il ruolo di docente d’illustrazione presso l’accademia NABA di Milano continuando, a oggi, a collaborare con regolarità. Tratto dal catalogo della mostra La bellezza fa 40
19,90 €

Milano Music Map

Un poster con una speciale mappa di Milano fatta con i nomi delle band e dei musicisti che abitano le rispettive zone. Un oggetto di arredo per tutti i milanesi appassionati di musica!  
35,00 €

Senza Titolo Serigrafia di Martina Merlini

Serigrafia a due colori, dimensioni 20×30 cm Edizione limitata di 40 esemplari Martina Merlini Martina Merlini, artista visiva bolognese, classe 1986, vive e lavora a Milano. Il percorso artistico di Martina Merlini si snoda multiformemente nel solco dell’esplorazione, coinvolgendo una pluralità di tecniche, materiali e supporti che convergono nella ricerca di un equilibrio formale delicatamente costruito sull’armonia di elementi astratti e geometrici. Attiva dal 2009, ha esposto in numerose gallerie europee e americane. Dal 2010 al 2013, insieme a Tellas, intraprende il progetto installativo Asylum, che viene presentato a Palermo, Bologna, Milano e Foligno. Nell’estate del 2012 viene invitata a partecipare a Living Walls, primo festival di Street Art al femminile, ad Atlanta. Nel dicembre 2013 inaugura la sua seconda personale, «Wax» all’interno degli spazi di Elastico, Bologna, dove indaga l’utilizzo della cera come medium principale del suo lavoro, ricerca approfondita nella sua prima personale americana, «Starch, Wax, Paper & Wood», presso White Walls & Shooting Gallery, San Francisco. Tratto dal catalogo della mostra La bellezza fa 40  
TENIAMOCI IN CONTATTO
>
Iscriviti alla newsletter, niente spam, solo cose buone
>
CORRELATI >