Skin Tales: il nudo, le donne e il femminismo secondo Lady Tarin

Un occhio femminile che racconta l’erotismo per immagini come nessun altro

lady tarin  Lisa © Lady Tarin

 

Si è conclusa da poco alla galleria Beat Tricks di Milano Skin Tales, la prima personale della fotografa e artista romagnola Lady Tarin.

È stata un’occasione imperdibile per ammirare della splendida fotografia e contemporaneamente, perdersi in pensieri di amori estivi e fugaci con le sensualissime donne ritratte dalla Tarin. Noi ne abbiamo parlato direttamente con lei, per poi allargarci a discutere di fotografia erotica e della figura della donna.

 

 

Ciao Tarin, come hai lavorato al percorso della mostra e agli scatti esposti? 
La mostra è nata perché Beatrice, la gallerista, mi ha contattato, poi, in un secondo momento, è arrivata Rossella Farinosi, la curatrice. Insieme abbiamo selezionato i lavori. Non è stato facile perché lo spazio non è grande mentre il mio materiale è tantissimo, frutto di otto anni di lavoro. In realtà ho trovato la galleria perfetta proprio per la sua dimensione intima, da appartamento, in un cortile interno della vecchia Milano, è una cosa che mi piace molto. Con Rossella ci conosciamo da qualche anno, ci siamo incontrate nel 2010 e c’è stato subito un certo feeling sia umano che lavorativo. Quando abbiamo deciso di sviluppare questa mostra insieme lei ha voluto riscoprire il mio mondo nel dettaglio e studiare bene il mio percorso con le ragazze che ho fotografato. Per creare un quadro – anche da un punto di vista umano – che andasse dall’origine quando ancora non facevo i nudi arrivando fino ad oggi. Abbiamo seguito un percorso fra le opere, dal 2009 al 2013, e, proprio per questo, abbiamo incluso le polaroid, foto a colori e in bianco e nero, e un progetto speciale, una quadreria molto intima dal sapore vintage.

 

Lady Tarin Lady Tarin - Céline © Lady Tarin

 

Cosa ti colpisce in una ragazza, cos’è quel qualcosa che ti fa pensare “lei è perfetta per me”?
Nelle ragazze che fotografo cerco un potenziale su cui poter lavorare per tradurre in immagine la mia idea di erotismo. È molto importante il tipo di relazione che si instaura. Non c’entra con l’aspetto fisico, le donne che scelgo sono tutte esteticamente molto diverse fra loro, ma sono unite da un carattere poco convenzionale. Oggi, è importante che le ragazze che ritraggo condividano la mia stessa idea e che siano consapevoli del percorso che si è intrapreso, anche a distanza di anni. Per questo preferisco donne che abbiano più di 30 anni e che abbiano alle spalle un certo tipo di vissuto.

 

lady tarin Lady Tarin - Elena © Lady Tarin

 

Come arrivi a questo punto di naturalezza e complicità con le tue modelle? È sempre un percorso naturale oppure ti capita di trovare qualche barriera?
Ho sempre notato la sensualità nelle donne nella vita di tutti i giorni e come questo aspetto non venisse raffigurato nelle immagini di nudo in generale. Quelle immagini in cui lo stereotipo sostituisce la donna stessa. Il punto di naturalezza e la complicità con la donna ritratta, avvengono grazie a una comprensione del soggetto ritratto e a una forte identificazione. È percependo questo, emozionalmente, che posso capire chi ho di fronte. La nostra storia è simile. Inoltre, a livello estetico, ho tolto gli elementi ridondanti presenti nelle foto di nudo in generale, lingerie da gattona, make up pesante, e tutta l’attitudine che ne consegue. Mentre le barriere, quando ci sono, le avverto prima di arrivare allo shooting.

 

lady tarin Lady Tarin - Lisa © Lady Tarin

 

Aiutami a fare qualche nome di fotografo che riesce a rappresentare le donne in modo sincero e sensuale. Ho letto che hai sempre ammirato il lavoro di Newton
A mio avviso i fotografi che hanno saputo rappresentare le donne in modo sensuale e sincero sono quelli che hanno saputo amarle veramente. Helmut Newton con la complicità della moglie June ha creato un immaginario inconfondibile. Le foto che preferisco sono quelle scattate a Charlotte Rampling. Amo molto anche le sue polaroid. Man Ray, in modo opposto, ha rappresentato l’erotismo nell’intimità di casa sua, senza lasciarsi trascinare da troppi preconcetti.

 

lady tarin Lady Tarin - © Lady Tarin

 

Avrai osservato con interesse il panorama della fotografia di nudo in questi anni: credi che il tuo lavoro abbia aperto la mente e la strada ad altre fotografe che si dedicheranno alla fotografia erotica?
Veramente no. Non ho osservato con interesse il panorama della fotografia di nudo. Come ho accennato, non amo il genere. Penso sia stata l’esperienza personale ad ispirarmi. Un lavoro, per essere originale, deve essere il più possibile personale e i riferimenti sono sicuramente importanti; io, personalmente, non mi sono rivolta alla fotografia, ho preferito il cinema, quello di Buñuel e Ophüls, per esempio. Credo di aver aperto la strada più ad altri fotografi che ad altre fotografe, a giudicare da chi mi sta seguendo… e non credo che essere una donna sia sufficiente per ritrarre l’erotismo di un’altra donna. La competizione fra donne è un problema statico che si ripresenta continuamente e impedisce alle donne di andare avanti, di evolversi.

 

lady tarin Lady Tarin - Emmanuelle © Lady Tarin

 

C’è un paese, uno stato, che reputi abbastanza avanzato per quanto riguarda la presenza della donna nella società? Cosa ti auguri che gli uomini italiani capiscano perché si arrivi a un rispetto maggiore sia dell’immagine, del corpo, della psiche femminile?
I paesi anglosassoni tendono a essere più meritocratici, le donne hanno lottato per ottenere un simile risultato. In Italia le donne detengono ancora il subdolo potere nell’interno della famiglia e gli uomini si sentono dunque autorizzati a ricoprire cariche non necessariamente meritate. Penso che le donne dovrebbero uscire e confrontarsi con un mondo non solo domestico ed imparare l’alleanza fra donne, ma anche quella con gli uomini.  Innanzitutto andrebbe cambiata l’educazione: le donne non vanno cresciute come se fossero piante. Ci si scandalizza se la donna punta tutto sul suo aspetto, dimenticando che è proprio il sistema che educa la donna a essere solo quello. Non si parla mai di realizzazione personale ma solo di ciclo biologico. Come ti dicevo se un cambiamento è possibile, è in mano alla donna.

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Senza Titolo Serigrafia di Luca Zamoc

Serigrafia a due colori, dimensioni 20×30 cm Edizione limitata di 40 esemplari Luca Zamoc Luca Zamoc è nato a Modena nel 1986. Sin da piccolo ha trovato ispirazione nei fumetti anni ‘80, nella Bibbia e nell’anatomia umana. Ha frequentato l’Accademia delle Belle Arti di Milano, dove ha conseguito un titolo in Graphic Design & Art Direction. Il suo lavoro abbraccia diversi media, dal digitale ai muri, passando all’inchiostro, carta e fumetto. Negli ultimi anni ha lavorato e vissuto in diverse città quali Milano, Berlino, Londra, Los Angeles, New York e Istanbul. Oggi vive e lavora a Barcellona. Tratto dal catalogo della mostra La bellezza fa 40
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Serigrafia a due colori, dimensioni 20×30 cm Edizione limitata di 40 esemplari Alessandro Baronciani Alessandro Baronciani vive a Pesaro e lavora a Milano come Art Director, grafico e illustratore. Ha lavorato per diverse agenzie pubblicitarie come direttore di campagne a cartoni animati. Le sue illustrazioni sono state stampate per molti brand come Martini, Coca Cola, Bacardi, Nestlè, Audi, Poste Italiane e Vodafone. Lavora per libri per bambini pubblicati da Mondadori, Feltrinelli e Rizzoli, quest’ultima ha anche pubblicato il suo primo libro, Mi ricci!, completamente pensato, scritto e illustrato da lui. Alessandro disegna fumetti. Ha pubblicato 3 libri di fumetti intitolati Una storia a fumetti, Quando tutto diventò blu e Le ragazze dello studio Munari. Per molti anni ha disegnato e pubblicato i suoi fumetti da solo, come un esperimento fai-da-te mai provato prima in Italia: i suoi fumetti venivano spediti in abbonamento e gli abbonati diventano parte delle storie che disegnava. Suona inoltre la chitarra e canta nella punk band di culto Altro. Tratto dal catalogo della mostra La bellezza fa 40
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Senza Titolo Serigrafia di Roberta Maddalena

Serigrafia a due colori, dimensioni 20×30 cm Edizione limitata di 40 esemplari Roberta Maddalena Artist, creativity trainer Roberta Maddalena nasce a Giussano nel 1981.Vive e lavora a Milano. Laureata in Design per la Comunicazione al Politecnico di Milano, si specializza in parallelo all’università in Incisione Calcografica, e successivamente in cultura tipografica e Type Design. Segue studi musicali, specializzandosi in vocalità extraeuropee ed ergonomia vocale, sviluppando profondo interesse per l’etnomusicologia, in particolare per l’Asia, esperienza che la porterà ad avvicinarsi a calligrafia orientale e danza contemporanea. Da questi percorsi nascono nel 2013 le sue performance a inchiostro, esperienze fondate sulla relazione segno-corpo, e disegni e dipinti in cui forme e colori evocano la realtà universalmente percepibile e conosciuta, ma ne svelano l’aspetto più mistico e intimo. Sempre nel 2013, dopo sei anni di attività come illustratrice, nascono progetti di creativity training rivolti a privati e aziende: workshop in cui i partecipanti sono guidati nello sviluppo della propria creatività fuori dal quotidiano, per sviluppare capacità di osservazione e movimento, applicabili nella vita come nella professione. Tratto dal catalogo della mostra La bellezza fa 40
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Serigrafia a due colori, dimensioni 20×30 cm Edizione limitata di 40 esemplari Thomas Raimondi Nato a Legnano (MI) il 17 Maggio 1981. Laureato al Politecnico di Milano in Design della Comunicazione. Graphic e visual designer freelance attivo nella scena underground con numerose pubblicazioni (Luciver Edition, Faesthetic, Belio, Le Dernier Cri, Laurence King.) e mostre in Italia e all’estero. Le ultime personali «Burn Your House Down» nel 2013 presso la galleria Kalpany Artspace di Milano (Circuito Rojo) e la residenza d’artista per Alterazioni Festival 2014, Arcidosso (GR) con l’istallazione site-specific «Inside/Outside». Lavora e ha lavorato per diverse realtà nazionali ed internazionali come VICE, Rolling Stone Magazine, Rockit, Mondadori, Men’s Health, Salomon, Motorpsycho, T-Post e molte altre. Nel 2008 ha ricoperto il ruolo di docente d’illustrazione presso l’accademia NABA di Milano continuando, a oggi, a collaborare con regolarità. Tratto dal catalogo della mostra La bellezza fa 40
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Senza Titolo Serigrafia di Virginia Mori

Serigrafia a due colori, dimensioni 20×30 cm Edizione limitata di 40 esemplari Virginia Mori Nasce a Cattolica nel 1981. Vive e lavora a Pesaro. Si perfeziona in Illustrazione e Animazione all’Istituto Statale d’Arte di Urbino, esperienza formativa che contribuisce a costruire e consolidare il suo immaginario artistico e che le permette di muovere i primi passi nella realizzazione di corti di animazione tradizionale e nell’illustrazione. Tratto dal catalogo della mostra La bellezza fa 40
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Senza Titolo Serigrafia di StencilNoire

Serigrafia a due colori, dimensioni 20×30 cm Edizione limitata di 40 esemplari StencilNoire StencilNoire, classe ’75, vive e opera in un paesino del sud Italia, Massafra, dove le problematiche socio-culturali danno spunto quotidiano alle sue opere. Veterano dell’uso del colore, sin da bambino ha fatto dell’arte la sua più grande passione, sperimentando tutte le tecniche artistiche, dai colori a olio, al carboncino, all’aerografo, approdando, nel ’95, nella cultura dello stencil e dello sticker. Ha partecipato a numerosi eventi, sia a livello personale, che col gruppo «South Italy Street Art», del quale è co-fondatore. Fra gli ultimi eventi si annoverano le partecipazioni allo Jonio Jazz Festival, svoltosi a Faggiano (TA), al Calafrika music Festival svoltosi a Pianopoli (CZ), e a Residence Artistic in Country Secret Zone, un esperimento artistico di Street Art chiamato «Torrent 14» organizzato da Biodpi in collaborazione con Ortika, svoltosi a Sant’Agata de’Goti. Vincitore della giuria artisti del 1° Concorso Internazionale d’Arte su Vinile, organizzato dall’associazione Artwo in collaborazione con Ortika Street Art Lovers, dedicato a Domenico Modugno, in occasione dei 20 anni della sua scomparsa. Tratto dal catalogo della mostra La bellezza fa 40
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Senza Titolo Serigrafia di Giò Pistone

Serigrafia a due colori, dimensioni 20×30 cm Edizione limitata di 40 esemplari Giò Pistone Gio Pistone è nata a Roma. La scelta dei soggetti, spesso figure di fantasia tendenti al mostruoso, caratterizzati da colori molto forti, nasce prestissimo a seguito di incubi notturni. Disegnarli il mattino seguente fu un’idea della madre per affrontare la paura. Presto gli incubi si sono trasformati in vere e proprie visioni da cui ancora oggi attinge. Si è appassionata alla scenografia di teatro dove ha continuato ad approfondire i suoi sogni e il suo innato amore per il grande. In seguito ha lavorato e viaggiato con La Sindrome Del Topo, un gruppo di creatori di strutture di gioco e sogno, con cui si occupava di disegnare, costruire e progettare giostre e labirinti. Ha cominciato a lavorare in strada nel ‘98 attaccando in giro per Roma i suoi disegni fotocopiati. Ha collaborato con varie realtà italiane e internazionali. Ha partecipato a mostre in tutta Europa in particolare presso il Museo MADRE di Napoli, l’Auditorium di Roma, il Museo Macro di Roma e partecipato ad eventi di Street Art quali «Scala Mercalli», «Pop up», «Subsidenze», «Visione Periferica», «Alterazioni», «M.U.Ro». Tratto dal catalogo della mostra La bellezza fa 40  
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Senza Titolo Serigrafia di Martina Merlini

Serigrafia a due colori, dimensioni 20×30 cm Edizione limitata di 40 esemplari Martina Merlini Martina Merlini, artista visiva bolognese, classe 1986, vive e lavora a Milano. Il percorso artistico di Martina Merlini si snoda multiformemente nel solco dell’esplorazione, coinvolgendo una pluralità di tecniche, materiali e supporti che convergono nella ricerca di un equilibrio formale delicatamente costruito sull’armonia di elementi astratti e geometrici. Attiva dal 2009, ha esposto in numerose gallerie europee e americane. Dal 2010 al 2013, insieme a Tellas, intraprende il progetto installativo Asylum, che viene presentato a Palermo, Bologna, Milano e Foligno. Nell’estate del 2012 viene invitata a partecipare a Living Walls, primo festival di Street Art al femminile, ad Atlanta. Nel dicembre 2013 inaugura la sua seconda personale, «Wax» all’interno degli spazi di Elastico, Bologna, dove indaga l’utilizzo della cera come medium principale del suo lavoro, ricerca approfondita nella sua prima personale americana, «Starch, Wax, Paper & Wood», presso White Walls & Shooting Gallery, San Francisco. Tratto dal catalogo della mostra La bellezza fa 40  
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