Urlare in metro (per vedere di nascosto l’effetto che fa)

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di Marta Blumi Tripodi 8 novembre 2012 01:11
Urlare in metro (per vedere di nascosto l’effetto che fa)

In metropolitana, specie all’ora di punta la mattina, succedono un sacco di cose strane e si incontrano un sacco di personaggi bizzarri:  l’esperienza di chi vi scrive è limitata soprattutto a quella di Milano e consta di cantori e musicisti di ogni tipo, vecchietti armati di cacatua in gabbia, gente travestita da supereroe e qualche occasionale cabarettista. Ma il fotografo, dobbiamo ammetterlo, ci mancava.

A colmare la lacuna arriva il thailandese Benz Thanachart, che ha lanciato un progetto fotografico molto particolare. In sostanza, per mesi è salito sulla metropolitana di Bangkok urlando all’improvviso una parola a caso, per poi fotografare istantaneamente le reazioni della gente. Alcuni critici hanno affermato che in città ciniche e navigate come New York nessuno si sarebbe mai neanche voltato, fatto sta che questo è il risultato dell’esperimento. Ecco cosa succede quando Benz urla:

Granturco!

 

 

Khalil Gibran!

 

 

Erezione mattutina!

 

 

Torre di Tokyo!

 

 

Coccodrillo!

 

 

Omelette!

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