L’unica cosa peggiore della Nazionale è la telecronaca della Nazionale sulla RAI

Più che dei commentatori, i telecronisti dell’Italia sono dei giustificatori

Calcio
di Marco Villa facebook 10 ottobre 2017 14:09
L’unica cosa peggiore della Nazionale è la telecronaca della Nazionale sulla RAI

“Ci mettiamo tanta buona volontà”. È questa frase di Alberto Zaccheroni il miglior riassunto possibile della situazione attuale della Nazionale italiana di calcio e dei suoi telecronisti RAI. Cinque parole pronunciate intorno alla metà del secondo tempo di Albania-Italia, per descrivere l’ennesima corsa di Eder, terminata con uno scarico sbagliato verso un compagno.

Albania-Italia è stata l’ultima partita dell’Italia all’interno delle qualificazioni ai prossimi Mondiali, previsti in Russia nel 2018. Siamo arrivati ad Albania-Italia con due certezze: la certezza di non poter raggiungere la Spagna in testa alla classifica del nostro gruppo e la certezza di partecipare agli spareggi di novembre con le altre migliori seconde per giocarsi il posto al Mondiale. L’ultima volta che l’Italia non si è qualificata direttamente ai Mondiali, ma è dovuta passare dai playoff è stato nel 1997, quando dovette battere la Russia per poter partecipare ai Mondiale di Francia 1998.

Non accadeva, quindi, da vent’anni, ma non è questo il problema: in questi stessi vent’anni, infatti, hanno dovuto passare dai playoff nazionali come la Spagna, la Germania o la Francia (due volte). Questioni di sorteggio, insomma: se nel tuo gruppo di qualificazione c’è una nazione molto forte (come la Spagna in questo caso), i playoff sono una prospettiva comprensibile. Del resto, l’ha detto anche il ct Giampiero Ventura a fine partita: raggiungere i playoff come testa di serie era l’obiettivo più realistico fin dall’inizio ed è stato raggiunto.

Tutto ok, quindi? Eh no, per niente. L’Italia vista nelle ultime partite è una squadraccia che prova a correre da una parte all’altra, senza un’idea di gioco. Grosse responsabilità del tecnico, ovviamente, ma anche la consapevolezza che il materiale che Ventura ha a disposizione non è dei migliori: nella serata di ieri, per dire, partivano titolari Eder, Gagliardini e Candreva, tre giocatori dell’Inter che nel loro club non scendono in campo con regolarità dal primo minuto.

In sostanza, anche per infortuni e indisponibilità, l’Italia non è riuscita a schierare 11 giocatori che siano titolari inamovibili nelle proprie squadre. Meglio non parlare, poi, di stelle, di campioni. La conclusione è quella di essere di fronte a tanta mediocrità. E quando si è in questa situazione, l’unica cosa che si possa fare è mettere “tanta buona volontà”, per tornare alla frase di apertura.

Tutto lineare, non fosse che questa situazione non passa assolutamente dai commenti dei giornalisti al seguito della Nazionale. Per tutta la durata delle partite contro Macedonia e Albania, il telecronista RAI Alberto Rimedio e il commentatore tecnico Alberto Zaccheroni non hanno mai avuto la forza di muovere critiche precise e chiare a quanto stavano vedendo sul campo. Al contrario, il loro unico obiettivo era quello di sottolineare in modo sproporzionato ogni minimo tentativo di uscire dal pantano.

Arriviamo quindi di nuovo a quella “buona volontà“ elogiata da Zaccheroni, come se limitarsi a correre tanto contro l’Albania fosse comunque un merito e non un limite gigantesco. Ancora, sempre nella partita di ieri, al 63esimo minuto il centrocampista albanese Grezda ha tirato in porta, costringendo Gigi Buffon a una parata non semplice: immediatamente Rimedio e Zaccheroni l’hanno sottolineata come un miracolo, inventandosi una deviazione da parte di un difensore azzurro per provare a rendere ancora più eroica la parata del portiere.

Giusto due esempi, ma ce ne potrebbero essere tanti: l’impressione è che più che in un commento giornalistico, Rimedio e Zaccheroni si siano specializzati in una sorta di training psicologico, come se il loro compito non fosse analizzare a valutare quello che succede in campo, ma sostenere gli sforzi degli Azzurri. Attenzione: non si tratta di un approccio da tifoso, già sperimentato in tante telecronache, perché il tifoso è viscerale, sa esaltarsi come infuriarsi. Il motivatore, invece, per contratto non può deprimersi, deve sempre e solo guardare l’aspetto positivo della situazione, anche quando stai sbagliando tutto lo sbagliabile contro l’Albania. In questo momento, quindi, c’è solo una cosa peggiore della situazione della Nazionale italiana ed è la telecronaca della Nazionale italiana sulla RAI.

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