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Home Cinema e Tv

Mia 2026, il Mercato internazionale dell’audiovisivo attrae 2.800 professionisti da 64 Paesi

by Redazione
28 Ottobre 2026
in Cinema e Tv
Mia 2026: 2.800 professionisti audiovisivi da 64 Paesi al Mercato internazionale

Il mercato internazionale audiovisivo chiude la 12ª edizione con 2.800 professionisti da 64 Paesi e 630 progetti sottomessi, segnando un record di partecipazione globale.

Oltre 2.800 professionisti provenienti da 64 Paesi hanno preso parte alla 12ª edizione del MIA | Mercato Internazionale Audiovisivo, chiusasi il 23 ottobre 2026 a Roma con numeri che segnano un nuovo record per l’appuntamento più importante del settore audiovisivo in Italia. Cinque giorni intensi, sette sedi ufficiali distribuite tra Via Veneto e Piazza Barberini, e un programma denso che ha trasformato il cuore della capitale in un crocevia globale di idee, progetti e accordi commerciali, confermando Roma come uno dei poli di riferimento del mercato internazionale audiovisivo.

Una crescita che non conosce rallentamenti

Il dato più eloquente di questa edizione non è soltanto la platea di 2.800 partecipanti, ma la traiettoria che esso rappresenta. A raccontare con maggiore precisione la vitalità del MIA è il numero dei progetti sottomessi: 630 lavori da 83 Paesi, con un incremento del 26% rispetto al 2025. Si tratta di una crescita che non lascia spazio a interpretazioni ambigue: il MIA non è più soltanto un mercato italiano con una vocazione internazionale, ma un evento che il mondo audiovisivo considera un passaggio obbligato nel proprio calendario annuale.

Nel dettaglio, 104 progetti provenienti da 43 Paesi hanno partecipato alle sessioni del Co-Production & Gap Financing Market e alle sessioni Work-In-Progress, due aree che rappresentano il cuore operativo dell’evento: è qui che le idee si trasformano in accordi, che i produttori incontrano i finanziatori, che le coproduzioni prendono forma concreta. Il fatto che quasi la metà dei Paesi rappresentati abbia portato progetti in questa fase avanzata del mercato testimonia quanto il MIA sia percepito, a livello globale, come un luogo dove le trattative producono risultati reali.

→ Leggi anche: Festa del Cinema di Roma, 120mila presenze: il bilancio della ventunesima edizione

Il programma: 85 voci internazionali per interpretare il futuro

Accanto alla dimensione commerciale, il MIA 2026 ha consolidato la propria identità come piattaforma di riflessione e dibattito sull’industria audiovisiva. In cinque giorni si sono tenute oltre 40 conferenze, tavole rotonde e incontri, animati da 85 relatori internazionali chiamati a confrontarsi sui temi più urgenti del settore: dall’impatto dell’intelligenza artificiale sulla produzione creativa alle nuove dinamiche della distribuzione streaming, passando per le strategie di finanziamento delle coproduzioni e il ruolo dei fondi pubblici nel sostenere l’industria indipendente.

Un elemento che merita attenzione specifica riguarda la composizione del panel dei relatori: più del 40% erano donne, una quota che riflette un impegno dichiarato verso una rappresentanza più equilibrata all’interno di un settore storicamente dominato da voci maschili. Non si tratta di una nota marginale: in un’industria che produce contenuti destinati a pubblici globali e diversificati, la pluralità delle prospettive nei momenti di confronto ha un peso specifico che va ben oltre la simbolica.

Il ruolo di ANICA, APA e la direzione artistica

Il MIA è promosso da due associazioni che rappresentano l’ossatura organizzativa dell’industria audiovisiva italiana. ANICA — l’Associazione Nazionale Industrie Cinematografiche Audiovisive e Digitali — è presieduta da Alessandro Usai, mentre APA — l’Associazione Produttori Audiovisivi — è guidata da Chiara Sbarigia. La direzione dell’evento è affidata a Gaia Tridente, la cui visione ha contribuito a strutturare un format capace di bilanciare la dimensione di mercato con quella culturale e formativa.

→ Leggi anche: Roma 2026, la Festa del Cinema si prepara alla 21ª edizione con star internazionali e titoli in concorso

Questa triade istituzionale garantisce al MIA una solidità organizzativa che si traduce in continuità strategica: non un evento costruito anno per anno, ma un progetto di lungo periodo che ha saputo crescere in modo coerente, aggiungendo edizione dopo edizione nuove componenti senza perdere la propria identità. La scelta di mantenere Roma come sede permanente, con la concentrazione delle attività nell’asse Via Veneto–Piazza Barberini, rafforza ulteriormente questo senso di radicamento e continuità.

Roma come palcoscenico del mercato internazionale audiovisivo

La scelta della capitale italiana come sede del mercato internazionale audiovisivo non è casuale né puramente simbolica. Roma porta con sé un peso storico nell’industria cinematografica mondiale — Cinecittà, i grandi studi, decenni di coproduzioni internazionali — ma soprattutto offre oggi un ecosistema produttivo in piena espansione, sostenuto da incentivi fiscali e da una crescente attrattività per le produzioni straniere che scelgono l’Italia come location o come partner creativo.

Le sette sedi ufficiali distribuite tra due dei quartieri più iconici della città hanno creato una geografia dell’evento percorribile a piedi, favorendo gli incontri informali che spesso precedono o accompagnano le trattative formali. In un settore dove le relazioni personali contano quanto i contratti, questa dimensione urbana e umana del MIA rappresenta un valore aggiunto difficile da replicare in contesti fieristici più convenzionali.

Con 630 progetti sottomessi, 104 lavori in fase avanzata di sviluppo e una platea di quasi tremila professionisti da ogni continente, il MIA 2026 consegna all’industria audiovisiva italiana un segnale chiaro: la capacità di attrarre, connettere e mettere in dialogo i principali attori del settore è in crescita, e Roma sta consolidando il proprio ruolo di capitale europea del mercato audiovisivo. La 13ª edizione, qualunque forma prenderà, partirà da una base più solida che mai — e da un’aspettativa globale che sarà difficile ignorare. Per approfondire i dati ufficiali dell’evento, è possibile consultare il sito ufficiale del MIA.

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Questo articolo è stato realizzato con il supporto dell'AI e sottoposto a revisione editoriale.

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Tags: coproduzioni internazionalifinanziamento progettiindustria cinematograficamercato audiovisivo
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