Nightmare Before Christmas compie 25 anni — e non è invecchiato di un secondo. Uscito il 29 ottobre nei cinema americani, il film di animazione stop motion prodotto da Tim Burton e diretto da Henry Selick ha attraversato un quarto di secolo senza perdere un grammo della sua magia sinistra: le sue canzoni risuonano ancora nelle playlist di Halloween, i suoi personaggi affollano i cosplay di mezzo mondo e la sua estetica gotico-romantica continua a ispirare moda, tatuaggi e design. Pochi film d’animazione possono vantare una longevità simile, e vale la pena chiedersi perché.
Un film rivoluzionario che ha riscritto le regole dell’animazione
Nel 1993, grandi e piccini affollarono i cinema per vedere un film rivoluzionario, che usava l’antica tecnica dello stop motion, cioè dei pupazzi che vengono fotografati ad ogni movimento e che sullo schermo sembravano animati per magia. Il titolo della pellicola è Nightmare Before Christmas e da sempre è erroneamente attribuita a Tim Burton, ma in realtà il regista (e genio dell’animazione a passo uno) è Henry Selick (che ha diretto anche James e la Pesca Gigante e Coraline e la Porta Magica).
Di Tim Burton è l’idea iniziale, la produzione, il soggetto e qualche idea sui personaggi. Tutto nasce da un suo ricordo di bambino, in cui ha visto un negoziante rimuovere le decorazioni della sua amata festa di Halloween per fare spazio a quelle di Natale. Tim Burton ne avrebbe voluto fare una poesia illustrata fin dai tempi in cui lavorava per la Disney, ma l’azienda più positiva del mondo non accettò i suoi toni dark e lui fu costretto a tenere l’idea nel cassetto finché non avesse avuto il nome per fare un po’ quello che gli pareva, cosa che è successa esattamente così.
Halloween o Natale? Il film che non sceglie — e vince due volte
Il film negli Stati Uniti uscì il 29 ottobre, poco prima di Halloween, mentre in Italia fu relegato a film natalizio. Questa doppia identità, lungi dall’essere un difetto, si è rivelata il suo asso nella manica: Nightmare Before Christmas è l’unico titolo che puoi mettere in loop da ottobre a gennaio senza che nessuno protesti. In ogni caso, ha avuto un successo strepitoso e ancora oggi è amato dai fan che non perdono occasione per travestirsi da Jack o Sally, principali interpreti della storia d’amore più dark dell’epoca moderna.
La trama: Jack Skeletron, Sally e il Natale in pericolo
La trama la ricorderete tutti: la città di Halloween è popolata da personaggi mostruosamente bellissimi tra cui spicca Jack Skeletron, il Re delle Zucche. Sally, una bambola vivente creata dallo scienziato pazzo Finklestein è innamorata di lui e sembra l’unica che riesce a capire il suo spleen. Jack non è più felice di festeggiare Halloween e rapisce Babbo Natale per impossessarsi della festa più gioiosa che ci sia. Purtroppo facendo così, rischia di far cancellare il Natale, ma come da copione finisce tutto bene.
Danny Elfman, Renato Zero e le canzoni che non si dimenticano
Beh, il film è più articolato di così ma lo ricorderete senz’altro, come non avrete dimenticato le canzoni musicate dal genio sinistro di Danny Elfman e cantate nella versione italiana (tra gli altri) da Renato Zero. Di questo capolavoro di animazione resta intatta, a 25 anni di distanza, la maestria nel costruire una storia che sia al contempo oscura e per tutti, che parli d’amore e di morte, per farla recitare da pupazzi inanimati che diventano vivi di fronte ai nostri occhi. La colonna sonora è un caso di studio: ogni brano è costruito come un numero teatrale autonomo, capace di raccontare emozioni complesse — la noia esistenziale di Jack, la devozione silenziosa di Sally — senza mai risultare soffocante o didascalico.
Perché Nightmare Before Christmas non è invecchiato di un secondo
La risposta più onesta è che il film parla di qualcosa di universale e senza data di scadenza: il desiderio di essere compresi, la paura di non appartenere a nessun posto, la tensione tra ciò che siamo e ciò che vorremmo essere. Jack Skeletron non è un villain né un eroe — è un personaggio nervoso, inquieto, profondamente umano nonostante le ossa a vista. E Sally, con la sua pazienza sorda e il suo coraggio sottovoce, è uno dei personaggi femminili più sfumati che l’animazione abbia mai prodotto. A questo si aggiunge una tecnica artigianale — lo stop motion — che l’era del CGI non ha reso obsoleta, anzi: ogni fotogramma ha una fisicità tattile che i film in computer grafica faticano ancora a replicare. Guardarlo oggi significa vedere qualcosa di fatto a mano, fotogramma per fotogramma, con una cura che si sente.
Dunque oggi vale proprio la pena guardare di nuovo il musical più bello di Halloween per cantare insieme le canzoni e vivere un’avventura emozionante e piena di humor nerissimo, perfettamente a metà tra film di Halloween e film di Natale.
FAQ su Nightmare Before Christmas
- Nightmare Before Christmas è un film di Halloween o di Natale?
- Entrambe le cose: negli USA uscì a fine ottobre, in Italia fu distribuito come film natalizio. La sua doppia anima è uno dei motivi per cui è rimasto rilevante per decenni.
- Chi ha diretto Nightmare Before Christmas?
- Il regista è Henry Selick, non Tim Burton. Burton ha ideato il soggetto, prodotto il film e contribuito alla creazione dei personaggi, ma la regia è interamente di Selick.
- Chi ha cantato le canzoni nella versione italiana?
- La colonna sonora italiana vede tra i protagonisti Renato Zero, che ha prestato la voce a Jack Skeletron per le parti cantate, contribuendo a rendere il film un cult anche nel nostro paese.
- Dove si può vedere Nightmare Before Christmas oggi?
- Il film è disponibile su Disney+, la piattaforma di streaming del gruppo che detiene i diritti. È uno dei titoli più cercati ogni ottobre e dicembre.
- Nightmare Before Christmas compie davvero 25 anni?
- Sì: il film è uscito nel 1993, il che significa che ha già superato il traguardo del quarto di secolo. Eppure, come dimostrano i dati di streaming e la presenza costante nei cosplay e nella cultura pop, non è invecchiato di un secondo.
Questo articolo è stato realizzato con il supporto dell'AI e sottoposto a revisione editoriale.






