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Home Cinema e Tv

Roma davanti allo schermo: 5 pellicole imprescindibili che raccontano l’anima della Capitale

Da De Sica a Sorrentino, viaggio in cinque pellicole cult che hanno immortalato il fascino, le contraddizioni e la bellezza immortale della Città Eterna.

by Giuliana Marra
13 Giugno 2026
in Cinema e Tv
La grande bellezza film roma Dailybest.it

Parlare di Roma attraverso il cinema significa sfogliare l’album di una città che non è mai stata una semplice scenografia, ma una vera e propria attrice protagonista. Amata, odiata, sventrata e idealizzata, la Capitale ha prestato i suoi vicoli e i suoi monumenti ai più grandi registi della storia, capaci di catturarne la doppia anima: quella monumentale e aristocratica e quella popolare, dolente e verace.

Nel catalogo dei ricordi cinematografici di ogni appassionato, Roma occupa un posto d’onore. Per questo abbiamo selezionato cinque pellicole che, dal dopoguerra a oggi, hanno saputo raccontare l’essenza più profonda e contraddittoria della città eterna, offrendo cinque sguardi unici che superano il tempo.

Il neorealismo e la commedia: quando la strada diventa palcoscenico

Il legame viscerale tra la città e la cinepresa si solidifica nel secondo dopoguerra, quando i registi abbandonano i teatri di posa per scendere nei quartieri reali. Il punto di partenza non può che essere Ladri di biciclette (1948), il capolavoro assoluto di Vittorio De Sica. La trama ruota attorno ad Antonio Ricci, un operaio disoccupato che trova finalmente lavoro come attaccatore di manifesti, ma a condizione di possedere una bicicletta. Quando il mezzo gli viene rubato il primo giorno di lavoro, Antonio inizia una disperata ricerca domenicale insieme al piccolo figlio Bruno attraverso una Roma spettrale, indifferente e ferita dalle macerie della guerra. Questo film va visto perché rappresenta la quintessenza del Neorealismo: De Sica trasforma una drammatica vicenda quotidiana in un’epopea universale sulla dignità umana, mappando la città da Porta Portese a Piazza Vittorio e mostrando il volto più autentico e doloroso della Roma popolare.

Pochi anni dopo, la drammaticità del dopoguerra lascia il posto all’ironia graffiante della commedia all’italiana con un titolo iconico come Un americano a Roma (1954), diretto da Steno. Il film segue le esilaranti vicende di Nando Mericoni, interpretato da un monumentale Alberto Sordi, un giovane di Trastevere ossessionato dal mito della cultura americana, che tenta goffamente di imitare nello stile di vita, nell’abbigliamento e persino nell’alimentazione.

La pellicola è una pietra miliare del nostro cinema perché, dietro la memorabile comicità delle gag (su tutte la celeberrima scena del piatto di maccheroni), fotografa con straordinaria lucidità l’Italia del boom economico e l’ingenua fascinazione della gioventù romana per l’immaginario d’oltreoceano. Nando Mericoni è diventato una maschera immortale, incarnazione di una “romanità” buffa, sognatrice e profondamente genuina.

La dolce vita roma film Dailybest.it
La Dolce Vita (Credits Instagram)

Dalla Hollywood sul Tevere allo splendore della decadenza moderna

Negli anni Sessanta la città cambia pelle, trasformandosi nel centro del jet-set internazionale e nella culla del desiderio. È in questo contesto che nasce La dolce vita (1960) di Federico Fellini, la pellicola che ha ridefinito l’immaginario della Capitale nel mondo. Attraverso gli occhi del giornalista scandalistico Marcello Rubini (Marcello Mastroianni), il regista ci accompagna in un viaggio a episodi attraverso le notti di Via Veneto, tra aristocratici decadenti, attrici hollywoodiane e intellettuali in crisi d’identità.

Vi consigliamo questo capolavoro perché è un affresco monumentale e malinconico di una città sospesa tra il sacro e il profano. Fellini ne cattura lo splendore barocco e la profonda solitudine esistenziale dei suoi protagonisti, regalando sequenze entrate di diritto nella storia dell’umanità, come il bagno di Anita Ekberg nella Fontana di Trevi.

Facendo un salto in avanti di mezzo secolo, quel testimone felliniano viene raccolto da Paolo Sorrentino in La grande bellezza (2013), pellicola premiata con l’Oscar al miglior film straniero. Il protagonista è Jep Gambardella (Toni Servillo), uno scrittore cinico e disilluso che, arrivato al compimento dei suoi 65 anni, si ritrova a vagare tra le feste sfarzose dell’alta borghesia romana e i monumenti silenziosi della città, alla ricerca di un senso profondo o di una purezza ormai perduta. Il motivo per cui non potete perdervi questo film risiede nella sua strabiliante potenza visiva: Sorrentino mette in scena una Roma di una bellezza abbacinante, quasi ultraterrena, contrapponendola alla miseria morale e alla vacuità dei personaggi che la popolano. È un’elegia moderna sulla caducità del tempo, dove la città eterna resta l’unica vera entità immortale.

Il nostro percorso si conclude infine nella periferia pasoliniana con il cinema di genere contemporaneo di Lo chiamavano Jeeg Robot (2015), diretto da Gabriele Mainetti. Ambientato tra i palazzoni di Tor Bella Monaca, il film racconta la storia di Enzo Ceccotti, un piccolo delinquente solitario che, a causa del contatto con sostanze radioattive nel Tevere, acquisisce una forza sovrumana, decidendo inizialmente di usarla per i propri scopi criminali prima di scontrarsi con il sadico criminale “Lo Zingaro”. Questa pellicola è un piccolo miracolo produttivo: Mainetti è riuscito a sdoganare il genere dei supereroi in Italia, calandolo in una realtà romana cruda, periferica e pop, senza mai perdere di credibilità. Un film innovativo che dimostra come Roma sappia ancora essere il set ideale per reinventare i codici del grande cinema internazionale.

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Giuliana Marra

Giuliana Marra

Giornalista e redattrice specializzata nel settore entertainment e del cinema con oltre 7 anni di esperienza. Esperta di gossip e spettacolo, racconta quotidianamente l’universo dei reality e della televisione con un occhio attento alle dinamiche del costume. Nel corso della sua carriera ha consolidato la propria firma collaborando con numerose testate di rilievo nel panorama dell'intrattenimento

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