Trent’anni di cinema, fede e domande scomode sul senso dell’esistenza: il Tertio Millennio Film Fest taglia un traguardo importante e sceglie di farlo con una delle opere più discusse e premiate degli ultimi anni. Dal 18 al 21 novembre 2026, Roma ospiterà la trentesima edizione del festival, e l’apertura è affidata a Fjord di Cristian Mungiu, vincitore della Palma d’Oro alla 79ª edizione del Festival di Cannes. Una scelta che non è solo un colpo di prestigio, ma un segnale preciso su dove il festival vuole posizionarsi nel panorama culturale della città.
Un traguardo che poche rassegne raggiungono
Arrivare alla trentesima edizione per un festival cinematografico a Roma non è un fatto scontato. Il panorama dei festival romani è affollato, competitivo, e spesso dipendente da finanziamenti instabili e attenzione mediatica discontinua. Il Tertio Millennio Film Fest ha costruito nel tempo una propria identità riconoscibile, legata all’intreccio tra linguaggio cinematografico e riflessione spirituale, etica, antropologica — un territorio che pochi altri festival in Italia presidiano con la stessa continuità.
Tre decenni di programmazione significano anche tre decenni di scelte editoriali coerenti: portare a Roma film che altrimenti faticano a trovare spazio nella distribuzione commerciale, aprire spazi di discussione intorno a opere che interrogano lo spettatore piuttosto che limitarsi a intrattenerlo. Il trentesimo compleanno è dunque un momento di bilancio, ma soprattutto un punto di rilancio, e la scelta del film inaugurale lo dimostra con chiarezza.
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Fjord di Mungiu: la Palma d’Oro arriva a Roma
Fjord è l’opera con cui Cristian Mungiu — regista romeno già autore di 4 mesi, 3 settimane e 2 giorni e Oltre le colline — ha conquistato la Palma d’Oro alla 79ª edizione del Festival di Cannes. Si tratta di uno dei riconoscimenti più importanti del cinema mondiale, e il fatto che il Tertio Millennio Film Fest abbia scelto questo film come apertura della propria edizione del trentennale è un segnale di ambizione programmatica tutt’altro che casuale.
La proiezione inaugurale è fissata per mercoledì 18 novembre alle 21:00, in quella che sarà una premiere nel contesto del festival romano. Mungiu è un autore che lavora sistematicamente sui temi della coscienza individuale, della pressione comunitaria, del peso delle scelte morali in contesti di crisi — esattamente il tipo di cinema che il Tertio Millennio ha storicamente messo al centro della propria proposta. Fjord si inserisce in questa tradizione con la forza di un’opera già consacrata dal giudizio internazionale, ma che a Roma arriverà con tutta la sua capacità di disturbare e interrogare.
Quattro giorni nel calendario romano di novembre
Il festival si svilupperà su quattro giorni, dal 18 al 21 novembre 2026. Novembre è un mese denso per il cinema romano — la Festa del Cinema di Roma occupa tradizionalmente la prima metà del mese — e il Tertio Millennio Film Fest si colloca nella seconda parte, ritagliandosi uno spazio temporale preciso e una proposta editoriale distinta rispetto alla rassegna del MAXXI e dell’Auditorium Parco della Musica.
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Mentre la Festa del Cinema punta su grandi nomi, anteprime internazionali e red carpet, il Tertio Millennio lavora su un registro diverso: più raccolto, più orientato alla riflessione, più attento alla dimensione del dibattito e dell’approfondimento. Non è una competizione tra modelli, ma una complementarietà che arricchisce l’offerta culturale della città. Per chi segue il cinema con un’attenzione che va oltre il semplice consumo, novembre a Roma offre così due esperienze molto diverse e ugualmente necessarie.
Perché questo festival conta ancora
La domanda che ogni festival deve saper rispondere, soprattutto al trentesimo anno di vita, è se esiste ancora una ragione per continuare. Nel caso del Tertio Millennio Film Fest, la risposta sembra affermativa, e non solo per inerzia istituzionale. Il cinema che affronta domande di senso — identità, comunità, fede, morte, responsabilità — non è mai stato così necessario come in un momento storico in cui le piattaforme di streaming tendono a premiare il contenuto veloce, seriale, progettato per trattenere l’attenzione piuttosto che per stimolare il pensiero.
Portare a Roma Fjord di Mungiu — un film lungo, esigente, costruito con la precisione formale tipica del cinema dell’Europa orientale — è una dichiarazione di metodo. Il festival dice, in sostanza, che esiste ancora un pubblico disposto a sedersi in sala, a stare con un’opera difficile, a uscire con qualcosa che non si risolve facilmente. Trent’anni di storia sembrano dargli ragione.
Per chi vuole seguire il programma completo e gli aggiornamenti sull’edizione 2026, il riferimento è il sito ufficiale del Tertio Millennio Film Fest. La premiere di Fjord il 18 novembre alle 21:00 è il punto di partenza: quattro giorni in cui Roma tornerà a fare i conti con il cinema che non si dimentica facilmente.
Questo articolo è stato realizzato con il supporto dell'AI e sottoposto a revisione editoriale.





