I 10 ruoli per cui avremmo dato l’Oscar a Leonardo DiCaprio

Mentre l’attore torna al cinema con The Revenant ripercorriamo i momenti salienti di una grande carriera

Cinema
di Silvia Rossi 29 dicembre 2015 11:57
I 10 ruoli per cui avremmo dato l’Oscar a Leonardo DiCaprio

leonardo di caprio, the revenant  Leo Di Caprio in The Revenant

 

Partiamo da una doverosa premessa. Il fatto che Leonardo DiCaprio non abbia mai vinto un Oscar, per quanto ci riguarda, crediamo sia una cosa positiva. E poco ci importa se ha sempre avuto la sfiga di essere in lizza con altri film e ruoli più spettacolari del suo, per noi rimane uno dei più fighi in assoluto proprio perché non lo ha mai vinto e perché si è sempre mantenuto distante dalle logiche esteticamente più pop di Hollywood. Ma quest’anno mi sa che ci siamo. Perché se è stato battuto – giustamente – da Matthew McConaughey nel 2014 per la performance indimenticabile in Dallas Buyers Club, contro la sua seppur magistrale interpretazione in The Wolf of Wall Street, questa volta abbiamo tutti come l’impressione che con The Revenant – Il redivivo di Alejandro González Iñárritu non ci sia scampo.

 

the revenant, leo di caprio, alejandro gonzales inarritu  Leonardo Di Caprio e Alejandro González Iñárritu sul set di The Revenant

 

Perché solo a vedere il trailer percepiamo la follia e la tecnica che un attore deve avere per arrivare a tanto e soprattutto leggendo e ascoltando le dichiarazioni dello stesso interprete abbiamo addirittura paura di vedere cosa sono stati in grado di fare. Sappiamo bene che Leo DiCaprio è fortissimo nel cosiddetto freak out, ovvero nell’ ”dare di matto” e nel Redivivo (questo il titolo italiano del film) possiamo anche solo immaginare quanto un morto che si risveglia possa andare fuori di testa. E quindi, nello stilare una lista delle sue migliori performance per le quali a nostro parere avrebbe dovuto vincere l’Oscar, abbiamo deciso di seguire il filone della follia. Perché sappiamo che in fondo quella faccia d’angelo idolo delle ragazzine degli Anni ’90 in realtà è un fuori di testa.

 

1 – The Revenant di Alejandro González Iñárritu (2016)

Abbiamo deciso di metterlo nella lista anche se non l’abbiamo ancora visto perché crediamo ci siano tutti i presupposti per pensare che sia un film pazzesco. Alejandro González Iñárritu, il regista messicano premio Oscar per Birdman nel 2015, lo co-produce e lo scrive insieme a Mark L. Smith, adattando l’omonimo romanzo di Michael Punke ispirato alla vita del cacciatore Hugh Glass, eroe della mitologia western.  Il film uscirà in Italia il 14 gennaio e racconta del famoso esploratore e cacciatore di pellicce che mentre è impegnato in una spedizione viene attaccato da un orso. Dato per morto, viene derubato dai suoi stessi compagni  che uccidono anche suo figlio adottivo, nativo americano. Sepolto un po’ alla buona,  l’uomo si risveglia ed è pronto alla più feroce delle vendette. Davanti a lui un durissimo inverno. Girato per la maggior parte in Canada in condizioni climatiche freddissime e quasi sempre tra le cinque e le otto di sera per utilizzare la giusta luce naturale. Il film ha messo a dura prova Leonardo DiCaprio che parlando della scena dell’orso l’ha definita come una delle cose più difficili che abbia mai girato in tutta la mia carriera. Tant’è che per un po’ è circolata in rete la notizia un po’ assurda che l’attore fosse stato violentato ripetutamente dall’orso. Notizia infondata e smentita anche dalla Fox. DiCaprio ha aggiunto anche che si tratta di una scena che mai nessuno ha visto al cinema e sarà sconvolgente. Cosi come è stato sconvolgente per lui mangiarsi un bel pezzo di stomaco di bisonte essendo lui vegetariano. Insomma non sappiamo se essere eccitati o spaventati all’idea di vederlo. Con lui nel cast c’è anche un altro figo indiscusso del cinema: Tom Hardy.

 

2 – The Wolf of Wall Street di Martin Scorsese (2014)

Beh, sul fatto che Martin Scorsese con The Wolf Of Wall Street abbia esagerato concedendosi tutti gli sfizi che un regista può togliersi in un film siamo d’accordo tutti vero? E attenzione questo non vuol dire che non sia un film meraviglioso. Così come non credo ci siano obiezioni sul fatto che Leonardo DiCaprio abbia dato il meglio di sé nell’interpretazione del  bastardo cinico e strafatto broker Jordan Belfort. Noi il nostro personalissimo Oscar glielo avremmo dato anche solo per la scena epica di lui sotto effetto Quaalude quando subisce una paralisi quasi totale a causa di una eccessiva dose da tempo scaduta della droga e per questo con un effetto ritardato. Vederlo arrancare faticosamente verso la sua Lamborghini per tornare a casa è uno spasso. Anche nella realtà andò esattamente così, compresi gli incidenti, solo che l’auto era una Mercedes.

 

3 – Django Unchained di Quentin Tarantino (2012)

C’era dell’indecisione nel scegliere o meno Django. Ma alla fine abbiamo optato per il si. Il motivo è semplice. È forse la prima volta in cui DiCaprio interpreta un vero cattivo. Ed è inquietante. Fino a questo film abbiamo sempre tifato per lui, ma Tarantino è stato in grado di metterci contro di lui. E il suo spregiudicato sadismo ci ha conquistati. Qui è appunto il terribile Calvin Candie, spietato proprietario di una piantagione del Sud degli Stati Uniti, negli anni immediatamente precedenti la Guerra Civile che avrebbe portato all’abolizione della schiavitù. Tra i suoi hobby c’è quello di organizzare combattimenti tra schiavi. Anche qui la scena di lui che va fuori di testa è quella per cui avrebbe meritato un premio. È da ricordare anche la parte di improvvisazione che diede DiCaprio, quando dopo essersi ferito accidentalmente la mano, decise di non fermarsi ma usare quella ferita per esagerare con la povera schiava (Kerry Washington).

 

4 – Revolutionary Road di Sam Mendes (2008)

In questa pellicola la magia sta proprio nelle scene di furia rabbiosa che scattano tra Kate Winslet e Leonardo DiCaprio. I due tornano a lavorare insieme dopo parecchi anni e invece di amarsi si odiano. E nelle loro interpretazioni c’è tutta l’oppressione scatenata dal vivere in un mondo fatto di ipocrisie e conformismi dell’America degli Anni ’50. Emblematica la scena del litigio in casa dove DiCaprio arriva al limite e lancia uno di quei “fuck you” indimenticabili. È così vera la frustrazione che mette in scena che la percepiamo anche noi in pancia.

 

5 – The Departed di Martin Scorsese (2006)

Tormentato, triste e aggressivo. In The Departed la sua performance ha un’intensità sublime. Nel film è Bill Costigan, l’infiltrato super segreto della polizia nella banda del temibile boss Costello. Senza dubbio uno dei migliori film di Scorsese, nonché l’unico che gli valse la statuetta (a Scorsese che sia chiaro) dove DiCaprio spicca su un cast che vanta nientemeno che Jack Nicholson, Matt Damon, Mark Wahlberg e Martin Sheen. Un’interpretazione che ti rimane addosso. La scena per cui Leo si sarebbe meritato l’Oscar è sicuramente quella del duello finale con Damon.

 

6 – The Aviator di Martin Scorsese (2004)

Anche se è stato criticato per aver volutamente omesso certi dettagli, Martin Scorsese con The Aviator scava nella biografia delicata e interessante di un uomo che ha ispirato anche Orson Welles. Howard Hughes è stato infatti uno dei più noti produttori cinematografici nonché appassionato di aviazione, affetto purtroppo da disordine ossessivo-compulsivo. È su questo che punta Scorsese, ma soprattutto sulla capacità di risorgere di un uomo. Docile e seducente, folle e sofferente. Sono queste le due facce dell’Howard Hughes di Leonardo DiCaprio che con dedizione interpreta un personaggio complesso e dalle varie sfaccettature. Oltre alla scena della pazzia in cui DiCaprio si misura con la sua follia, a noi colpisce e incolla allo schermo l’ultima immagine del film, quella del primo piano su un DiCaprio fragile e determinato allo stesso tempo che dà un significato unico e intenso a tutto il film. Fu candidato all’Oscar ma vinse Jamie Foxx per Ray.

 

7 – Prova a prendermi di Steven Spielberg (2002)


Perché gli avremmo dato l’Oscar? Dai è facile. Praticamente interpreta mille ruoli diversi e cambia identità più velocemente dei propri abiti. In questo film di Steven Spielberg dove recita insieme a Tom Hanks è divertente e strafottente e finisce per fregarti sempre. La pellicola riesce a mixare perfettamente il registro della commedia e quello della suspense quasi alla Hitchcock. E DiCaprio va alla ricerca della propria identità insieme al suo antagonista.

 

8 -Ritorno dal nulla di Scott Kalvert (1995)

Se non fosse per DiCaprio e Juliette Lewis, forse, questo film non sarebbe stato un gran che. Il regista esordiva sul grande schermo dopo esperienze televisive e di video musicali. Ma proprio grazie a loro la storia vera di Jim Carroll e del suo arrendersi alla droga diventa interessante. DiCaprio conquista per la sua bellezza giovane, per la sua vulnerabilità mossa da un’energia nascosta, è febbrile e insano. Il suo pallore da sportivo stanco e la sua indiscussa capacità recitativa hanno fatto di lui, allora ventenne, una star importante e una presenza pesante nel cinema. La scena clou è quella dove all’apice della fattanza e della crisi d’astinenza supplica la madre per avere dei soldi.

 

9 – Buon Compleanno Mr Grape di Lasse Hallström (1993)

La prima candidatura all’Oscar per DiCaprio. Troppo giovane? Forse. Vince Tommy Lee Jones per Il Fuggitivo, ma la sua performance rimane indelebile nei cuori di appassionati e cinefili. In questo film è il fratello ritardato mentale di Johnny Depp il quale si prenderà cura di lui a seguito del suicidio del padre. Oltre alla commovente interpretazione di DiCaprio, quello che determina la riuscita del film è anche la relazione che Depp e DiCaprio riescono a costruire tra i loro personaggi.

 

10 – Voglia di Ricominciare di Michael Caton-Jones (1993)

Questo è il suo primo vero ruolo in un film drammatico e da subito la strafottenza e la determinazione con cui interpreta la crescita del ragazzino protagonista che si batte contro le violenze gratuite del patrigno sono sorprendenti. Regge la scena con Robert De Niro con grande capacità. La sua voce è ancora quella di un adolescente ma l’interpretazione faceva già capire dove sarebbe potuto arrivare.

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