Una gattina padronale di Viterbo, chiamata Nerina, è stata salvata nella mattinata del 14 agosto dai vigili del fuoco dopo essere rimasta per tre giorni bloccata su un terrazzo del vecchio Ospedale degli Infermi, stabile chiuso in attesa dei lavori di recupero disposti dalla Regione Lazio, dove era finita dopo essersi allontanata da casa.
Nerina intrappolata nel vecchio Ospedale degli Infermi
La disavventura di Nerina, una gattina conosciuta nel quartiere e appartenente a una famiglia della zona, è cominciata nei giorni scorsi, quando l’animale si è allontanato da casa e si è infilato nel complesso dell’ex Ospedale degli Infermi di Viterbo. Lo stabile, oggi chiuso e non accessibile al pubblico, si trova in una fase di attesa: sono previsti interventi di recupero, ma al momento porte e accessi restano serrati.
Secondo le prime ricostruzioni raccolte sul posto, la gattina avrebbe esplorato alcuni ambienti interni del vecchio edificio fino a raggiungere un terrazzo, dal quale non è più riuscita a scendere. Né verso l’alto, né verso il basso. Da lì, esposta al caldo di agosto e senza un riparo adeguato, ha cominciato a miagolare attirando l’attenzione di chi passava lungo la strada.
Per tre giorni, raccontano alcuni residenti, quei versi sono arrivati a intermittenza dalle mura dell’ex ospedale. “Si sentiva piangere, ma non capivamo subito da dove venisse”, ha confidato una donna che abita poco distante. Solo dopo diversi tentativi, con gli occhi puntati verso la struttura, alcuni passanti hanno individuato la sagoma scura di Nerina sul terrazzo.
Il quartiere si mobilita sotto il sole di agosto
Nella mattinata del 14 agosto, sotto la palazzina dove la gatta era rimasta bloccata, si è formato un piccolo capannello di persone. Residenti, commercianti, passanti. Tutti con il naso all’insù, qualcuno con il telefono in mano, altri a cercare un varco o un numero utile da chiamare.
Il problema, però, non era semplice. Il complesso è chiuso, e alla vigilia di Ferragosto reperire rapidamente le chiavi di uno stabile pubblico non è stato facile. “Bisognava fare qualcosa, era lì da troppo tempo”, ha detto uno dei presenti, mentre altri provavano a capire se esistesse un accesso laterale o una finestra raggiungibile in sicurezza.
In attesa dell’arrivo dei soccorsi, alcuni cittadini hanno tentato di aiutare la gattina come potevano. Sono stati preparati piccoli lanci con palloncini pieni d’acqua e con del cibo, nella speranza di far arrivare a Nerina almeno un po’ di ristoro. Un gesto improvvisato, certo, ma dettato dall’urgenza: il sole batteva sul terrazzo e l’animale appariva sempre più provato.
L’intervento dei vigili del fuoco e le difficoltà in strada
La svolta è arrivata con l’intervento dei vigili del fuoco, allertati dopo i tentativi dei cittadini e il passare delle ore. Anche per i soccorritori, però, il recupero non è stato immediato. La particolare conformazione della strada e gli spazi ridotti non hanno consentito un accesso agevole dell’autoscala, mezzo che in situazioni simili permette di raggiungere terrazzi e piani alti in modo rapido.
Sul posto è intervenuta anche la polizia locale di Viterbo, che ha supportato le operazioni gestendo l’area e facilitando l’avvicinamento dei mezzi di soccorso. In quel momento, raccontano alcuni testimoni, il gruppo di persone raccolto sotto l’edificio è rimasto in silenzio, seguendo ogni movimento dei caschi rossi.
I pompieri hanno valutato la struttura e individuato il modo più sicuro per raggiungere la gattina senza esporre a rischi né gli operatori né l’animale. Non è stata un’operazione lunga, ma nemmeno scontata. Lo stabile, chiuso da tempo, presenta passaggi e accessi non ordinari; ogni movimento, hanno spiegato fonti presenti sul posto, doveva essere calibrato.
Alla fine i vigili del fuoco sono riusciti a raggiungere Nerina e a metterla in sicurezza. La gattina, ormai stremata dalla sete e dal caldo, è stata recuperata tra il sollievo dei presenti. Qualcuno ha applaudito, qualcun altro ha tirato un sospiro. “Meno male, non ce la facevamo più a sentirla piangere”, ha ammesso una residente.
Il lieto fine e l’attesa per il recupero dello stabile
Dopo il salvataggio, Nerina è stata affidata alle cure necessarie e riconsegnata, secondo quanto riferito sul posto, al circuito di persone che si era attivato per riportarla al sicuro. Le sue condizioni sono apparse compatibili con i tre giorni trascorsi all’aperto, senza acqua a sufficienza e sotto temperature alte, ma il recupero è avvenuto in tempo.
La vicenda ha richiamato l’attenzione anche sul destino del vecchio Ospedale degli Infermi, edificio noto ai viterbesi e oggi chiuso in attesa degli interventi previsti dalla Regione Lazio. Un luogo grande, complesso, con spazi interni e terrazze che, se raggiunti per caso da un animale, possono trasformarsi in una trappola.
Per il quartiere, però, la giornata si è chiusa con un piccolo sollievo collettivo. Una storia minima, di quelle che nascono da un miagolio sentito per strada e finiscono con una squadra di soccorso al lavoro sotto il sole. Nerina è salva. E per chi ha passato la mattinata a guardare verso quel terrazzo, è bastato questo.





