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Monte dei Cocci a Testaccio, apertura straordinaria il 7 giugno: visita guidata a costo ridotto per i residenti di Roma

Un'occasione imperdibile per conoscere meglio uno dei tesori che ha fatto la storia di Roma: il Monte dei Cocci.

by Francesca Testa
5 Giugno 2026
in Cultura
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Visitatori in fila su un sentiero che sale una collina di cocci, con grotte alla base e panorama urbano sullo sfondo

Un gruppo di visitatori risale il Monte dei Cocci lungo il percorso guidato, tra strati di frammenti e veduta sulla città.

Domenica 7 giugno 2026, a Testaccio, i residenti di Roma avranno la possibilità di partecipare a un’apertura straordinaria del Monte dei Cocci, il Mons Testaceum, con una visita guidata a costo ridotto. La partenza è fissata alle 11.10 da via Zabaglia 24, all’angolo con via Galvani. Un’occasione per entrare da vicino in uno dei luoghi più singolari della città, nato dall’accumulo delle anfore olearie scaricate nell’area del porto fluviale sul Tevere e diventato, col passare dei secoli, parte della storia e dell’identità del quartiere. I posti sono pochi, la prenotazione è obbligatoria, e il percorso mette insieme archeologia, paesaggio urbano e memoria sociale fino alla cima della collina artificiale.

La salita al Mons Testaceum, passo dopo passo, tra cocci e panorama su Roma

La visita al Monte dei Cocci si fa tutta a piedi e il consiglio è semplice: presentarsi con scarpe comode. Il percorso non è lungo, ma segue l’andamento del rilievo e richiede un minimo di attenzione. Il gruppo partirà da via Nicola Zabaglia 24 e risalirà il pendio del Mons Testaceum, il più noto monte artificiale di Roma, costruito strato dopo strato con frammenti di ceramica.

Lungo la salita si vedono bene gli strati di cocci, le testae da cui il colle prende il nome, e si capisce anche il criterio con cui vennero sistemate le anfore, in particolare quelle usate per trasportare l’olio. È uno degli aspetti più sorprendenti: non un ammasso disordinato, ma un accumulo regolare, cresciuto nel tempo. In cima si arriva in un punto che nei secoli ha avuto anche un forte valore simbolico e religioso, come ricorda la croce ancora presente sulla sommità, legata alla tradizione della Via Crucis del Venerdì Santo. Da lassù lo sguardo si apre sul quadrante sud della città: Testaccio sotto, l’Aventino poco più in là, il traffico che continua a scorrere.

Dalle anfore alle osterie, il Monte dei Cocci racconta la storia di Testaccio

Il Monte dei Cocci racconta una storia molto concreta della città: commercio, trasporti, vita quotidiana. Il colle si formò in età antica con l’accumulo delle anfore olearie arrivate dal vicino porto fluviale del Tevere e destinate al mercato romano. Una volta svuotate, molte venivano rotte e disposte con ordine, fino a creare, secolo dopo secolo, la collina artificiale che ancora oggi segna il paesaggio di Testaccio.

Monte dei Cocci Testaccio visite gratis
Monte dei Cocci Testaccio, l’opportunità di visitarlo con una guida gratuita (DailyBest.it)

Ma il monte non parla solo di archeologia. Alla base della collina, in epoche successive, furono scavate grotte e cavità usate come cantine, grazie alla temperatura più stabile garantita dai cocci. Poi quegli spazi cambiarono volto e funzione. Diventarono osterie, luoghi di ritrovo e di festa, tappe delle tradizionali Ottobrate romane e di altri momenti popolari che hanno segnato la vita del quartiere. Gli organizzatori spiegano che la visita toccherà anche questo lato della storia, ripercorrendo usi e consuetudini dal Medioevo all’età contemporanea, tra Carnevale, tauromachie e ritualità religiose. È qui che il monte mostra forse il suo tratto più forte: tenere insieme Roma antica e Roma popolare senza separarle.

Quanto costa la visita e quali sono le regole da sapere prima di partire

Per i residenti a Roma è previsto un biglietto ridotto da 15 euro, che comprende ingresso, visita guidata e radiolina. La stessa tariffa vale anche per i possessori di Mic Card, per i giornalisti, per le persone con disabilità con un accompagnatore e per studenti e docenti di materie artistiche. Per i non residenti il costo è di 19 euro, mentre scende a 18 euro per i visitatori tra 6 e 25 anni, per i docenti, per chi ha un abbonamento annuale Metrebus Card e Atac e per i possessori di Bibliocard.

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Le regole fissate dagli organizzatori sono chiare: i gruppi sono molto limitati, i biglietti non sono rimborsabili, anche se possono essere ceduti a terzi, ed è richiesto il pagamento anticipato. Resta inoltre la raccomandazione a non partecipare in caso di stato febbrile o sintomi riconducibili al Covid-19. C’è poi una nota pratica: dal 2023 gli auricolari monouso non sono più forniti gratis, per evitare sprechi di plastica, quindi ai partecipanti viene consigliato di portare i propri. Quanto agli animali, la normativa sui beni culturali consente l’accesso soltanto ai cani guida per non vedenti.

Via Zabaglia, prenotazione entro il 5 giugno e tutte le indicazioni utili

L’appuntamento è in via Zabaglia 24, angolo via Galvani, nel cuore di Testaccio, e la prenotazione obbligatoria deve essere fatta entro venerdì 5 giugno. La richiesta va inviata solo per iscritto, tramite WhatsApp o SMS al numero 335 67 47 268, indicando nome e cognome dei partecipanti, recapito telefonico, indirizzo mail ed eventuali riduzioni. Gli organizzatori spiegano che questa modalità è preferita alle chiamate, perché durante il lavoro non sempre riescono a rispondere subito.

A guidare il gruppo sarà Chiara Proietti, nome indicato anche nelle informazioni diffuse per l’evento, con l’invito a verificare all’inizio della visita l’effettiva conduzione da parte della guida segnalata. Una precisazione insolita, ma esplicita. Il consiglio, per chi vuole partecipare, è di muoversi per tempo: l’apertura straordinaria del Monte dei Cocci riguarda infatti un luogo normalmente non accessibile al pubblico in forma ordinaria e, proprio per questo, i posti tendono a finire in fretta. Per i residenti è l’occasione di tornare in un luogo spesso visto soltanto da fuori, magari attraversando ogni giorno il quartiere, ma raramente conosciuto davvero. Testaccio lo conoscono in tanti. Il Mons Testaceum, molto meno.

Francesca Testa

Francesca Testa

Classe 1988, laureata in lettere con specialistica in informazione e sistemi editoriali. Dopo oltre 10 anni di impegno come caporedattrice di CheDonna.it, passa a dirigere ciaostyle (testata dedicata al mondo della moda) e poi diverse testate del gruppo Velvet e, infine, DailyBest.it. Nel mezzo tanto studio, una passione incrollabile per tutto ciò che ruota attorno all’universo femminile e a quello dell’informazione in generale.

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