Premio Biagio Agnes 2026 a Roma: il 25 giugno, in piazza di Spagna, torna la cerimonia che premia giornalismo, informazione e comunicazione. La XVIII edizione del Premio Internazionale, realizzata in collaborazione con la Rai e sotto l’Alto Patrocinio del Parlamento europeo, sarà poi trasmessa su Rai1 il 3 luglio, in seconda serata.
A condurre la serata saranno Mara Venier e Alberto Matano, chiamati ad accompagnare il pubblico dentro un appuntamento costruito attorno ai volti e alle storie del giornalismo italiano.
La XVIII edizione accende piazza di Spagna
La scelta di piazza di Spagna non è solo una questione di bellezza. Portare qui il Premio Biagio Agnes 2026 significa legare la cerimonia a uno dei luoghi più riconoscibili di Roma, davanti a un pubblico nazionale e internazionale. Il 25 giugno si ritroveranno giornalisti, autori, volti televisivi, rappresentanti delle istituzioni e professionisti della comunicazione. Una formula che negli anni si è allargata, senza perdere il suo punto fermo: l’informazione come lavoro quotidiano, fatto di verifica, attenzione ai fatti e capacità di raccontare anche ciò che è complicato.
La presenza annunciata del sindaco Roberto Gualtieri e dell’assessore ai Grandi Eventi, Sport, Turismo e Moda Alessandro Onorato conferma il peso dell’appuntamento per la città. Non una semplice passerella, dunque, ma una serata che richiama il valore pubblico del giornalismo, in un tempo segnato da pressioni politiche, cambiamenti digitali e difficoltà del mercato editoriale.

La giuria di Gianni Letta premia le firme dell’informazione
La giuria presieduta da Gianni Letta ha assegnato i riconoscimenti guardando a diversi volti del mestiere: carta stampata, inviati, corrispondenti, divulgazione. Il Premio Carta Stampata va a Paolo Bricco, firma de Il Sole 24 Ore, giornalista abituato a leggere industria, economia e società tenendo insieme numeri, imprese e trasformazioni del Paese. Il Premio Giornalista Scrittore è stato attribuito a Claudio Cerasa, direttore de Il Foglio, autore di L’antidoto. Libertà, ambiente, tecnologia. Manifesto ottimista contro la dittatura del catastrofismo.
Una scelta che riconosce un giornalismo d’opinione netto, riconoscibile, spesso discusso, ma fondato su una forte identità editoriale. Per la divulgazione scientifica il premio va a Vincenzo Schettini, volto del progetto La fisica che ci piace, capace di spiegare temi complessi con parole semplici, senza rinunciare alla competenza. Il Premio Under 30 è stato assegnato a Valentina Pigliautile, giornalista de Il Messaggero: un segnale rivolto a una generazione che entra nelle redazioni tra contratti fragili, nuove piattaforme e un mestiere sempre più esigente.
Libertà di stampa, inviati e corrispondenti: i premi più simbolici
Il riconoscimento dal peso più forte è il Premio Speciale Libertà di Stampa, assegnato a La Stampa, al direttore Andrea Malaguti e alla redazione. La motivazione richiama l’attacco e le intimidazioni subite da un gruppo di antagonisti di Askatasuna il 29 novembre 2025, premiando il coraggio dei giornalisti nella difesa del proprio lavoro e della propria autonomia. È uno dei passaggi più significativi della serata, perché tocca un punto delicato: il rapporto tra informazione, sicurezza, dissenso e spazio democratico.
Il Premio Inviati va a Giovan Battista Brunori della Rai e ad Andrea Nicastro del Corriere della Sera, scelti per il racconto dei conflitti e delle aree più sensibili del mondo. In un tempo in cui le guerre arrivano spesso attraverso immagini veloci e frammenti sui social, il lavoro degli inviati resta essenziale: andare sul posto, verificare, distinguere i fatti dalle versioni.
Il Premio Corrispondenti è stato attribuito a Rosalba Castelletti de la Repubblica e a Leonardo Panetta di Mediaset, due figure legate al racconto dall’estero, dove la distanza deve diventare chiarezza per chi legge o guarda dall’Italia. È la parte più giornalistica del premio, quella che ricorda come il prestigio di una firma nasca spesso lontano dagli studi televisivi, in luoghi difficili, instabili, a volte pericolosi.
Dalla televisione al digitale, tutti i protagonisti della serata Rai
La parte più popolare del Premio Biagio Agnes 2026 guarda alla televisione, allo spettacolo e ai nuovi modi di seguire l’informazione. Per la tv vengono premiati Gerry Scotti e Stefano De Martino, due volti molto diversi per storia, stile e pubblico. Scotti rappresenta una lunga stagione della televisione generalista, fatta di familiarità, ritmo e rapporto diretto con gli spettatori. De Martino racconta invece una figura più recente, cresciuta tra intrattenimento, conduzione e presenza su più piattaforme.
Il Premio alla Carriera va a Lino Banfi, protagonista di oltre sessant’anni di spettacolo, capace di attraversare cinema, fiction e televisione popolare con una riconoscibilità rara. Nel settore audiovisivo il premio viene assegnato a Sandokan, per il ritorno della saga di Emilio Salgari a cinquant’anni dallo storico sceneggiato Rai. Il riconoscimento coinvolge il cast formato da Can Yaman, Alessandro Preziosi e Alanah Bloor, con la regia di Jan Maria Michelini e Nicola Abbatangelo.
Lo sport entra nella serata con Arianna Ravelli, vicedirettrice digitale de La Gazzetta dello Sport, premiata per il giornalismo sportivo in una fase in cui anche il racconto dello sport passa tra dirette, analisi, social e formati brevi. Il Premio Generazione Digitale Podcast va ad Andrea Gerli di Rai per la Sostenibilità e a Guglielmo Nappi de Il Messaggero, riconoscendo il peso ormai stabile dell’informazione audio.
Chiude il quadro il Premio Comunicazione Creativa, assegnato a Tutti suonano Sanremo, corto della Direzione Comunicazione Rai tratto dalla campagna promozionale del Festival di Sanremo 2026 condotto da Carlo Conti.
La messa in onda su Rai1 il 3 luglio porterà al pubblico una serata sospesa tra memoria professionale e industria culturale, con un punto da tenere fermo: celebrare la popolarità, certo, ma senza dimenticare chi cerca notizie, controlla le fonti e racconta il mondo anche quando farlo costa fatica.




