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Home Economia

Rottamazione-quater, rata in scadenza: chi deve pagare entro l’8 giugno e cosa si rischia se si salta il termine

La vera scadenza, per chi è dentro la Rottamazione-quater, resta il 31 maggio 2026.

by Roberto Torcolacci
28 Maggio 2026
in Economia
Rottamazione-quater, rata in scadenza: chi deve pagare entro l’8 giugno e cosa si rischia se si salta il termine

Rottamazione-quater, rata in scadenza: chi deve pagare entro l’8 giugno e cosa si rischia se si salta il termine

Ma tra i cinque giorni di tolleranza previsti dalla legge e gli slittamenti legati al calendario, i pagamenti saranno considerati validi fino a lunedì 8 giugno. È questo il passaggio che in queste ore riguarda migliaia di contribuenti, anche a Roma e nel Lazio: in quella finestra si decide la possibilità di tenere in piedi la definizione agevolata e continuare a pagare il debito senza sanzioni, interessi di mora e aggio. Il punto, come spesso succede con queste scadenze, è che basta davvero poco per perdere i benefici.

Le rate coinvolte: dodicesima, undicesima e quarta per i contribuenti riammessi

La rata da pagare non è la stessa per tutti. Per la maggior parte dei contribuenti che stanno seguendo regolarmente il piano, entro l’8 giugno va versata la dodicesima rata. Per chi invece ha residenza, sede legale o sede operativa nei territori colpiti dal Decreto Alluvione del 2023, la scadenza riguarda l’undicesima rata, perché quel calendario ha seguito un percorso diverso. C’è poi un terzo gruppo: i contribuenti riammessi alla definizione agevolata dalla Legge n. 15 del 2025. In questo caso, adesso, scade la quarta rata.

Può sembrare un dettaglio tecnico, ma non lo è. In questi mesi molti hanno perso il conto tra rinvii, riammissioni e piani aggiornati. La regola pratica è una sola: bisogna usare il bollettino giusto, quello legato alla propria posizione, e rispettare il termine utile senza pensare di poter rimediare dopo con qualche giorno di ritardo. Con la rottamazione, quando si esce dal percorso, rientrare non è affatto scontato. E spesso non basta nemmeno la buona volontà: serve una nuova norma, che può arrivare oppure no.

Dove e come pagare: moduli, pagoPa, sportelli e App Equiclick

Il pagamento va fatto con i moduli della rata in scadenza, quelli allegati alla comunicazione già ricevuta oppure scaricabili dal sito dell’Agenzia delle entrate-Riscossione. I canali sono quelli già noti: banca, uffici postali, tabaccherie e ricevitorie, sportelli bancomat abilitati, home banking e i prestatori di servizi che aderiscono a pagoPa. Restano disponibili anche il portale dell’Agenzia e l’App Equiclick. Agli sportelli fisici dell’ente si può andare, ma solo con appuntamento.

Chi non trova più i moduli può recuperarli nell’area riservata con Spid, Cie o Cns e, per imprese e professionisti, anche con le credenziali dell’Agenzia delle Entrate. In alternativa si possono chiedere via mail dall’area pubblica, allegando un documento. Sul sito è attivo anche ContiTu, il servizio che permette di pagare solo alcune cartelle contenute nella comunicazione, senza perdere la definizione agevolata su quelle scelte. È una strada utile per chi non riesce a coprire l’intero importo, ma va usata con prudenza: prima di decidere cosa pagare e cosa lasciare fuori, bisogna avere ben chiara la propria posizione.

Decadenza dalla definizione agevolata: cosa succede se si paga in ritardo, solo in parte o non si paga

È qui che sta il nodo vero. Se il pagamento non arriva entro il termine utile, se arriva in ritardo oppure se viene versato solo in parte, il contribuente decade dalla definizione agevolata. In parole semplici, saltano i benefici della rottamazione e il debito torna alla gestione ordinaria, con tutto quello che la misura aveva tolto: sanzioni, interessi iscritti a ruolo, interessi di mora e aggio, salvo le regole particolari previste per multe e sanzioni amministrative.

Le somme già versate non vanno perse, ma vengono considerate acconti sul debito che resta. Ed è proprio questo il punto che molti scoprono troppo tardi: aver pagato diverse rate non mette al riparo dalla decadenza se poi una scadenza salta, o viene rispettata male. Per chi ha costruito il proprio equilibrio familiare o aziendale su questo piano di rientro, la differenza è concreta: cambia il totale ancora da pagare e cambia anche il peso con cui quel debito torna a farsi sentire. In questi casi c’è poco spazio per le interpretazioni, anche se il sistema, tra norme sovrapposte e strumenti digitali non sempre lineari, continua a chiedere al contribuente una precisione che nella vita di tutti i giorni non è così semplice.

Roberto Torcolacci

Roberto Torcolacci

Roberto Torcolacci, romano classe 1979, vive nel cuore della Capitale. Dopo gli studi in Giurisprudenza presso l’Università di Roma Tor Vergata, ha intrapreso fin da giovanissimo un percorso imprenditoriale che lo ha portato a confrontarsi con diversi settori, sviluppando una forte esperienza nel mondo della comunicazione, della pubblicità e del marketing. Da sempre appassionato di media e informazione, considera la comunicazione uno strumento fondamentale per creare connessioni e raggiungere un pubblico sempre più ampio. Negli anni ha coltivato numerosi interessi legati allo sport, ai motori e al motorsport professionistico, con esperienze anche nel mondo del cinema e della produzione. Dal 2020 ha riscoperto e approfondito la passione per la scrittura, trasformandola in una parte centrale della propria attività editoriale. Oggi si occupa principalmente di temi legati al territorio, alla mobilità, alla politica locale, agli eventi, allo sport e al mondo dei motori, con particolare attenzione a Roma e al Lazio. Sposato e padre di due figli adolescenti, ama raccontare la contemporaneità con uno sguardo diretto, curioso e concreto, cercando sempre di unire informazione, passione e attenzione ai dettagli. Anche se, come gli ricordano spesso i figli, con qualche inevitabile sfumatura da “boomer”.

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