Sul palco di Rock in Roma, all’Ippodromo delle Capannelle, porteranno il tour che festeggia i quarant’anni di “17 Re”, uno dei dischi che più hanno segnato la storia del rock italiano. Per chi li segue da sempre, ma anche per chi li ha scoperti dopo, magari attraverso i brani diventati ormai dei classici, è una di quelle serate destinate a richiamare pubblici diversi, con età e aspettative lontane tra loro.
Biglietti, cancelli e start del live: tutto quello che c’è da sapere
L’organizzazione è quella delle grandi serate estive alle Capannelle. L’ingresso è da via Appia Nuova 1245, nella zona sud-est della città, un punto di riferimento noto a chi frequenta il festival. Come spesso accade nelle serate più affollate, però, conviene muoversi con un po’ di anticipo. I cancelli apriranno alle 18.30, mentre l’inizio del concerto è previsto alle 21. I biglietti sono già in vendita sui circuiti principali, Ticketone e Ticketmaster. Il consiglio, in questo caso, è semplice: meglio non aspettare troppo. Quando in cartellone ci sono nomi con una storia come quella dei Litfiba, Roma risponde e la disponibilità può cambiare in fretta.
“17 Re” pesa ancora: perché la data romana va oltre la nostalgia
Nel cartellone 2026 di Rock in Roma, dove compaiono artisti molto diversi tra loro come Marilyn Manson, Emma e The Offspring, il ritorno dei Litfiba con “Quarant’anni di 17 Re” ha un significato che va oltre la semplice celebrazione. “17 Re” non è solo un album da anniversario: per molti è il simbolo di una stagione precisa della musica italiana, quando il rock cercava una lingua sua e riusciva ancora a spostare gusti, immaginario e identità. Anche per questo la tappa romana si annuncia come una serata dal pubblico davvero intergenerazionale: ci saranno quelli che quel disco lo hanno consumato appena uscito e quelli che lo hanno scoperto dopo, spesso passando da una generazione all’altra. È una presenza che si incastra bene nello spirito di Rock in Roma, festival che da anni tiene insieme memoria e presente senza farsi troppi problemi di etichette. In una città dove l’offerta live è ampia ma spesso dispersa, una serata così riporta al centro un repertorio che continua a dire qualcosa, magari in modo diverso da ieri, ma senza sembrare mai fuori posto.

