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Home Food

Bucatini all’amatriciana, il classico romano che conquista tutti

by Toobeedev
9 Agosto 2026
in Food
Piatto di bucatini all’amatriciana con guanciale, pecorino grattugiato e pepe su tavolo rustico

Bucatini all’amatriciana con guanciale e pecorino, serviti in stile casalingo su un tavolo di legno.

Nel cuore della cucina italiana, i bucatini all’amatriciana tornano in tavola oggi, 9 agosto 2026, come ricetta di casa firmata da Carmelo Scuderi, pensata per chi cerca un primo piatto saporito, rapido e legato alla tradizione laziale, pur con qualche variante domestica — dalla cipolla ai pomodorini — rispetto alla versione codificata ad Amatrice.

Bucatini all’amatriciana, un piatto nato semplice e diventato simbolo

I bucatini all’amatriciana sono uno di quei piatti che sembrano facili, quasi immediati, e invece chiedono attenzione nei passaggi essenziali: il taglio del guanciale, la cottura del pomodoro, il momento in cui la pasta incontra il sugo. Nella ricetta proposta, le dosi parlano di una tavola generosa: 600 grammi di bucatini, 160 grammi di guanciale magro, 100 grammi di pecorino grattugiato, oltre a olio, cipolla, pomodorini, pepe e peperoncino.

La base resta quella riconoscibile dell’amatriciana, con il grasso del guanciale che dà struttura al condimento e il pecorino che chiude il piatto con una nota decisa. Qui, però, compare anche mezza cipolla, ingrediente che divide spesso gli appassionati: nella ricetta tradizionale di Amatrice non è prevista, ma nelle cucine familiari — da Roma in giù, e non solo — entra spesso in padella. “A casa mia si è sempre fatta così”, direbbe più di qualcuno. Ed è proprio lì, nelle abitudini tramandate senza troppe spiegazioni, che molte ricette trovano una seconda vita.

Gli ingredienti e il ruolo del guanciale nella ricetta

Il protagonista dei bucatini all’amatriciana resta il guanciale, tagliato a pezzi e rosolato in poco olio fino a rilasciare il suo grasso. La ricetta indica di toglierlo dal tegame dopo la rosolatura: un gesto semplice, ma utile, perché evita che diventi secco mentre il fondo accoglie gli altri ingredienti. In quel momento la cucina cambia odore. Prima il grasso caldo, poi il peperoncino, infine la cipolla che si ammorbidisce.

Quando la cipolla si è imbiondita, entrano i pomodorini tagliati a filettini, con sale e pepe. La cottura indicata è di circa dieci minuti, il tempo necessario perché il pomodoro perda l’acqua in eccesso e si leghi al fondo. Solo allora si rimette il guanciale in padella, così da restituirgli calore e sapore senza rovinarne la consistenza. È un equilibrio minuto, quasi da sorvegliare con il cucchiaio in mano.

Il pecorino grattugiato, previsto in quantità consistente, non va trattato come una semplice guarnizione. Nei bucatini all’amatriciana serve a dare sapidità, carattere, anche una certa ruvidità al morso. Meglio aggiungerlo al momento del servizio, quando la pasta è già nel piatto o appena mantecata lontano dal fuoco, per evitare che si ammassi. Piccole cautele. Ma fanno differenza.

Preparazione dei bucatini: cottura al dente e mantecatura

La preparazione dei bucatini all’amatriciana procede su due tempi paralleli: da una parte il sugo, dall’altra la pentola per la pasta. I bucatini, secondo la ricetta, vanno “fatti a pezzi”, un uso non raro nelle cucine di famiglia, specie quando si vuole rendere il formato più gestibile nel piatto. La cottura deve restare al dente, perché la pasta passerà poi nella salsa e assorbirà parte del condimento.

Una volta scolati, i bucatini vanno versati direttamente nel tegame con la salsa all’amatriciana. Qui non serve fretta. Bisogna mescolare, lasciare che il sugo entri nel foro della pasta e la rivesta fuori, senza asciugarla troppo. Se necessario, si può conservare poca acqua di cottura, da aggiungere a cucchiaiate: non è indicata nella ricetta originale fornita, ma è una pratica comune per legare meglio pomodoro, guanciale e pecorino.

Il servizio deve essere immediato. I bucatini all’amatriciana non amano attese lunghe, perché il condimento tende a stringersi e il pecorino cambia consistenza. Una spolverata finale, un giro di pepe, il profumo del guanciale ancora caldo. A tavola il piatto arriva così, diretto, senza bisogno di presentazioni elaborate. Conta il sapore.

Tradizione, varianti e consigli per portarla in tavola

La amatriciana è una ricetta identitaria, spesso al centro di discussioni accese tra puristi e cuochi domestici. La versione riconosciuta ad Amatrice prevede ingredienti essenziali come guanciale, pecorino, pomodoro, peperoncino e pasta, mentre esclude di norma cipolla e aglio. La ricetta di Carmelo Scuderi, invece, appartiene alla categoria delle interpretazioni familiari: mantiene il cuore del piatto, ma introduce un fondo più dolce e morbido.

Per una riuscita equilibrata dei bucatini all’amatriciana, il consiglio è scegliere un guanciale di buona qualità, non troppo salato, e un pecorino dal gusto netto ma non eccessivo. Anche i pomodorini contano: devono cuocere abbastanza da formare una salsa, senza diventare acquosi. Il peperoncino va dosato con misura, perché deve sostenere il piatto, non coprirlo.

Quanto alle porzioni, con 600 grammi di bucatini si serve una tavola da cinque o sei persone, a seconda dell’appetito e del resto del menu. Le calorie non sono indicate in modo attendibile nella scheda, che riporta “0 a porzione”, dato da considerare non valido. Resta un primo ricco, da gustare come piatto principale, magari con un’insalata semplice a seguire. E con il pecorino grattugiato a portata di mano, perché qualcuno, quasi sempre, ne chiede ancora.

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