La pasta e fagioli, piatto della cucina italiana preparato oggi nelle case e nelle trattorie di molte regioni, torna al centro della tavola perché unisce ingredienti poveri, cottura lenta e sapore pieno: nella versione proposta da Carmelo Scuderi, con fettuccine spezzate, fagioli freschi e grasso di prosciutto, la ricetta recupera una tradizione domestica fatta di pentole capienti, soffritto e tempi senza fretta.
Pasta e fagioli, il piatto italiano nato dalla cucina di casa
La pasta e fagioli è uno di quei piatti che cambiano accento a seconda della regione, ma restano riconoscibili al primo cucchiaio. C’è chi la preferisce più brodosa, chi la lascia riposare fino a renderla densa, quasi cremosa; in alcune case si usa la pasta corta, in altre — come in questa ricetta — le fettuccine sminuzzate, una scelta pratica e molto familiare.
La base è semplice: fagioli freschi, olio extravergine d’oliva, cipolla, sedano, aglio, poco pomodoro e un’aggiunta sapida, il grasso di prosciutto tagliato a pezzetti. È il dettaglio che dà corpo al brodo, senza coprire il gusto dei legumi. “La pasta e fagioli deve sapere di dispensa, non di ristorante”, direbbe più di una cuoca di casa, controllando la pentola con il cucchiaio di legno in mano.
Ingredienti e dosi: fettuccine, fagioli freschi e soffritto
Per preparare questa pasta e fagioli servono 200 grammi di fettuccine, da spezzare prima della cottura, e 500 grammi di fagioli freschi. Alla lista si aggiungono olio extravergine d’oliva, una cipolla, un gambo di sedano, aglio, due pomodori pelati, un po’ di brodo ottenuto anche con un dado, quindi sale, pepe e il già citato grasso di prosciutto.
Sono ingredienti comuni, da cucina quotidiana. Il punto, però, è l’equilibrio: il soffritto non deve bruciare, il pomodoro deve restare discreto, i fagioli devono ammorbidirsi senza disfarsi subito. In base alla grandezza dei legumi e alla loro freschezza, i tempi possono variare; per questo conviene assaggiare più volte, senza affidarsi soltanto all’orologio.
Preparazione passo dopo passo, dalla pentola al piatto
Si parte con un soffritto preparato in una pentola dal fondo spesso: olio, aglio, cipolla e sedano tritati vanno lasciati appassire a fuoco medio, mescolando spesso. Solo allora si aggiungono i pomodori pelati, schiacciati con la forchetta, un mestolo di brodo e il grasso di prosciutto tagliato a pezzetti piccoli, così da sciogliersi lentamente e profumare la base.
A questo punto entrano in pentola i fagioli freschi. Devono cuocere finché risultano morbidi, ma ancora presenti al morso; se il fondo si asciuga troppo, si aggiunge altro brodo caldo, poco alla volta. Quando i legumi sono pronti, si uniscono le fettuccine sminuzzate e si completa la cottura direttamente nella minestra, regolando di sale e pepe solo alla fine. Un riposo di qualche minuto, fuori dal fuoco, aiuta la pasta e fagioli a legare meglio.
Consigli di servizio e varianti regionali senza perdere la ricetta
La pasta e fagioli si serve calda, con un filo di olio extravergine d’oliva a crudo e, per chi lo gradisce, una macinata di pepe nero. In tavola arriva spesso in piatti fondi, meglio se non troppo liquida: la consistenza giusta sta nel mezzo, tra minestra e primo piatto. Il giorno dopo, riscaldata con poca acqua o brodo, può risultare ancora più saporita.
Le varianti sono molte. In Veneto si incontrano versioni più cremose, nel Centro Italia non manca l’uso del lardo o del prosciutto, al Sud il pomodoro può essere più presente. Questa ricetta, indicata come italiana e firmata da Carmelo Scuderi, mantiene una linea essenziale: pochi passaggi, ingredienti accessibili, nessun effetto speciale. Conta la cottura. E quel profumo di fagioli, soffritto e pasta spezzata che, appena sale dalla pentola, dice subito casa.





