Quanto Basta – Il viaggio #1: il fumetto che inizia con un black out e non ti lascia più
C’è qualcosa di magnetico nel modo in cui Quanto Basta apre il primo episodio di Il viaggio: un nome, una storia di trenta secondi di buio totale, e una bambina che sale in macchina senza sapere dove sta andando. Tre elementi bastano a costruire un mondo intero — ed è esattamente questo il talento che ha reso la serie uno dei fumetti italiani più discussi del momento.
Chi è Lilla e perché il suo nome conta
“Lilla” significa buia come la notte, papà mi ha detto che mi hanno chiamata così perchè, quando sono nata, l’ospedale ha avuto un black out, tutto nero per 30 secondi. Papà diceva sempre di essere stato lui ad averlo pensato, e mamma l’aveva trovato perfetto…
Il nome non è un dettaglio decorativo: è la chiave di lettura dell’intera storia. Lilla porta con sé, fin dalla nascita, un’assenza di luce che diventa metafora narrativa. In Il viaggio #1, Quanto Basta costruisce la sua protagonista attraverso pochi tratti precisi — un nome insolito, un padre che non c’è più nella scena, una madre silenziosa — e lascia che sia il lettore a riempire i vuoti.
La scena delle valige: il silenzio come linguaggio
È da giorni che mamma sta facendo le valige: piega vestiti e non parla, riempie sacche e svuota l’armadio. Ogni tanto mi chiede di darle una mano, ma niente di più. Oggi mi ha detto che ce ne andiamo per l’estate. “Dove andiamo?”.
Questo articolo è stato realizzato con il supporto dell'AI e sottoposto a revisione editoriale.






