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di Simone Stefanini 28 Ottobre 2016

I 10 errori da non commettere se vuoi fare il cosplayer al Lucca Comics

Fare il cosplayer è un lavoro duro, che mette alla prova chiunque. Vagare per ore col costume non è certo semplice, ma se volete farlo, va fatto bene

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Cos’è un cosplayer? Chiariamo subito il concetto:

Cosplay (コスプレ) è un termine della lingua giapponese che indica la pratica di indossare un costume che rappresenti un personaggio riconoscibile in un determinato ambito e interpretarne il modo di agire.” 

E così ci siamo tolti il pensiero di chiarire ai neofiti il motivo per il quale, durante i  giorni del Lucca Comics & Games, vaghino orde di militari in tenuta d’assalto, di giovani con parrucche multicolor e giganti spade di cartone, ragazze discinte con le nudità pitturate, gente che viene fuori dai film di fantascienza e così via.

Perché esiste una società, nemmeno troppo segreta, che fa centinaia di chilometri in auto o in treno e poi centinaia di chilometri vagando per Lucca con addosso un costume, solo per il piacere di venire fotografato dal pubblico.

Di venire ammirato, lodato, pure additato, l’importante è che se ne parli, che si veda. Perché da quel che ho capito nei giorni del Comic-Con italiano tra i più grandi in Europa, essere un cosplayer come si deve, è una missione. In molti ci provano, in altrettanti falliscono. Ci prendiamo la pena e di certo il gusto di segnalare 10 errori da non commettere assolutamente se si vuol far parte di questa scena:

 

1) A fine ottobre non è mai stata estate
Se decidete di partecipare alla rassegna della carne umana indossando un costume che metta in mostra ampie porzioni del tuo corpo nudo, dovete ricordarvi il motto “only the brave” e non ricorrere a dolcevita color carne sotto il vestito da Cenerentola. Avete deciso di ballare, andate fino in fondo. E pazienza se, tornando a casa, avrete preso la polmonite. Un cosplay ben fatto vale molto di più. (Dai che avete fortuna, quest’anno la temperatura è mite anche se forse pioverà sempre).

2) Occhio alle scarpe
Siete partiti da Bari o da Udine per raggiungere la Toscana, avete un costume che costa 3000€, pesante come un menhir e comodo come un sacco di iuta sulla pelle nuda: ormai ci sei, non rovinate tutto con le Nike Air Vortex ai piedi. Nessuno proveniente dalla Terra di Mezzo o da Westeros ha mai calzato variopinte sneakers. Non siete nel personaggio, siete VOI il personaggio. E il martire. Se servono piedi nudi, servono piedi nudi. Oppure nascondete le calzature sotto uno strato di tessuto in simil piede e via.

3) Lo zaino sulle spalle rovina ogni tipo di travestimento Se avete deciso di travestirvi, mettiamo, da Lord Petyr Baelish di Game of Thrones e avete i tratti somatici giusti, il costume perfetto e le calzature adeguate, non recate dietro di voi con poca fierezza lo zaino Invicta Jolly, direttamente dalla gita di suola media alle Cinque Terre. Avete qualcuno che vi accompagna? Cedete a lui i tuoi averi mortali, in quel momento siete Ditocorto, state tramando nell’ombra per bombarvi Sansa, non dovete portarvi dietro soldi o il panino. Siete rimasti soli? Resistete, pensate a Sansa.

 

4) Un solo dettaglio non ti rende cosplayer, né simpatico
Orde di ragazzi coi vestiti normali, addirittura vestiti male, alla moda del cercatore di Black Lotus a Magic (maglione di pile, maglia nera dei Saxon, jeans largotti che una volta seduti scoprono il culo, scarpe tecniche con le molle) che poi brandiscono una katana o indossano un cappello da pirata. NO. O ci si immola per la causa, oppure si lascia perdere il travestimento della domenica. Niente lenti a contatto bianche o trucco sommario da zombie, se poi non vi vestite alla bisogna.

5) La coppia che scoppia
Se avete deciso di fare il red carpet in coppia, dovete decidervi. Non puoi camminare tutto il giorno vestito da SpongeBob mano nella mano a Sakura Haruno di Naruto. Il crossover è troppo destabilizzante e potrebbe portare qualche nerd old school al collasso.

6) Esiste un solo Waldo
Viviamo in un’epoca densa d’incertezze e di instabilità. Le poche sicurezze che ci sono, per favore, non distruggetele. A Lucca ci sono più di 200.000 persone. Bene. Ma ci dev’essere un solo Waldo da trovare. Mettetevi d’accordo prima, fate un casting, un contest, una battaglia all’ultimo sangue ma poi, chi si veste da Waldo dev’essere uno e la gioia di trovarlo in mezzo ad una moltitudine sarà totale.

 

7) Nessuno vuole i vostri abbracci gratis
Prendere un cartone per strada e scriverci FREE HUGS non fa di voi dei cosplayer nè una persona originale. Almeno 1000 tipi tutto-brufoli come voi si aggirano per le strade della città portando con loro un carico di sfiga da riempirci zaini pieni. Peggiora la situazione se vi giocate la carta simpatia e ci scrivete Free Rimjob o Free Handjob.

8) A Lucca vale tutto?
È un mondo difficile ma non l’abbiamo scelto noi. Non insaccatevi malamente dentro un costume che vi rende un kebab, non mostrate più di quanto sareste disposti a fare normalmente, solo perché a Lucca vale tutto. Nonostante i giochi di carte Squillo e Orgasmo, il casting per YouPorn si fa da un’altra parte.

9) Basta con V per Vendetta/Casa di carta/Joker
Oggi, indossare la maschera di Guy Fawkes/Salvador Dalì/Joker vuol dire essere conformista, più che rivoluzionario. La maschera del protagonista del fumetto di Alan Moore oggi è stata riempita di connotati politici che poi, visti sulla faccia di un ragazzino di 13 anni, non fanno nemmeno tenerezza.

 

10) Travestitevi da hipster in fila pr farsi autografare una grahic novel
C’era una volta in cui il pubblico di Lucca Comics era formato dai nerd in stile film americano anni ’80: brutti, occhialuti, vergini, avidi, cospiratori, vendicativi. Da un po’ di tempo a questa parte, il cosplayer più gettonato è invece quello del ragazzo alla moda che si fa mille ore di file per portare a casa l’autografo con disegnetto delle superstar del fumetto. Travestitevi da loro e durante le ore di coda potreste anche trovare l’anima gemella.

Dai che scherziamo, vestitevi come volete e divertitevi!

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