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di Mattia Nesto 13 Dicembre 2019

I 10 migliori videogiochi dell’anno

Death Stranding è per Dailybest il miglior gioco del 2019. Non ce ne voglia Sekiro, che abbiamo amato alla follia, ma il modo di narrare di Kojima ci ha colpito nel cuore

Questa notte sono stati consegnati i premi dei The Game Awards, ovvero gli Oscar del videogioco. Se l’anno scorso la battaglia fu dura e senza esclusione di colpi tra God of War, poi uscito vincitore, e Red Dead Redemption 2 (ve l’abbiamo raccontato qui), a questo giro la palma come miglior gioco dell’anno pareva destinata, piuttosto in maniera scontata, a Death Stranding (qui la cronaca delle prime, incredibili, cinque ore di gioco).

E invece no, a gran sorpresa a vincere è stato Sekiro Shadow Die Twice (se volete saperne di più ecco il nostro approfondimento).

Ecco dopo aver fatto nottata a seguire i premi (che profumavano di anni Novanta come non mai vista la presenza dei Green Day, di Michelle Rodriguez e Vin Diesel) abbiamo provato a mente fredda in redazione a buttare la nostra, personalissima, classifica dei migliori dieci titoli dell’anno. Qui di seguito ecco il risultato del nostro delirio mattutino.

10. The Other Worlds 

La nostra classifica si apre con il Fallout che tutti avremmo voluto vedere e che invece non abbiamo avuto. Già perché il team Obsdian, che si è occupato di The Outer Worlds, si è occupato, del bellissimo, Fallout New Vegas e in questo nuovo action rpg si sentono proprio fortemente le atmosfere di quel gioco che ci è così tanto piaciuto. Grazie ad una direzione artistica ispirata e alla possibilità di prendere tante strade e di fare molte scelte, The Outer Worlds è un gioco di ruolo davvero impattante, con un livello di scrittura sublime e con quei personaggi completamente folli che abbiamo imparato ad adorare nella serie dei Fallout. In più il sapore sci-fi dell’avventura per noi è stato oro colato!

 

9. Untitled Goose Game

No, non potevamo assolutamente tenere fuori dalla nostra classifica il gioco dell’oca. Già perché Untitled Goose Game muove da un concetto al contempo semplice e del tutto folle: che cosa faresti in un gioco se impersonassi un’oca? Ecco la risposta degli sviluppatori degli studios Panic è stata, più o meno: un sacco di cose. Ed ecco allora che il gioco dell’oca si presenta come un titolo ricco di sfaccettature, con un sacco di animazioni, un botto di momenti stealth e di mini-giochi dentro mini-giochi che proiettano Untitled Goose Game nell’Olimpo dei migliori videgiochi dell’anno. E poi, vogliamo dire: non è forse troppo divertente mordicchiare il sedere, starnazzando all’impazzata, ad un bambino paffutello e fifone?

 

8. Gears 5

Chiaro ed evidente che con un trailer così non è che potevano tenere fuori Gears 5. Tuttavia lo storico franchise oltre ad essere stata la principale esclusiva Xbox di quest’anno è stata anche una piacevole riscoperta per gli appassionati della serie e per i nuovi giocatori. Uno sparatutto in seconda persona con una campagna tamarra il giusto ma non banale, capace di tenerci incollati per oltre quindici ore di, adrenalinico, gioco. Nonostante il motore grafico non sia dei più innovativi, abbiamo molto apprezzato i giochi di luce e la veridicità degli scontri a fuoco che, grazie al classico meccanismo delle coperture, praticamente marchio di fabbrica della serie, ci hanno divertito come non mai. Anche la modalità orda e il comparto co-operativo ci ha decisamente convinto.

 

7. Astral Chain

Che i Platinum Games siano maestri degli action-game non lo scopriamo certamente oggi, tuttavia quanto hanno fatto in Astral Chain è andato al di là di ogni nostra più rosea aspettativa. Immersi in un mondo futuristico e tragico, che ricorda un po’ quello di Blade Runner un po’ quello di A Ghost in the Shell, Astral Chain è uno dei giochi con il combat-system più particolare, visto che il nostro protagonista principale è legato, letteralmente, al proprio Legion, una creatura extra-dimensionale che gli uomini utilizzano per combattere altre creature che provengono da altre dimensioni. Tutto chiaro no? Insomma il classico titolo del Sol Levante, tutto ritmo e hack and slash che non poteva proprio non conquistarci anima, cuore e dita!

 

6. Resident Evil 2 Remake

Se dovessimo limitarci alla categoria dei remake, Resident Evil 2 sarebbe primatista assoluto. Il lavoro operato da Capcom, grazie ai miracoli fatti con il RE Engine è stato qualcosa di clamoroso ma la cosa che maggiormente abbiamo apprezzato di questo remake è il fatto di aver riproposto meccaniche nuove e, più contemporanee, senza per forza snaturare il concept del titolo originario (e che come tanti negli anni Novanta era protagonista fisso e dei nostri incubi e dei nostri sogni). Tornare a Racoon City ci ha fatto provare la stessa strizza di allora, con un botto di pixel in più a questo giro. E sì, Mister X è sempre quella roba talmente inquietante che alla fine si finisce per volergli bene.

 

5. Luigi’s Mansion 3

L’esclusiva di casa Nintendo è stata una vera e propria festa per gli occhi. Non solo infatti il terzo capitolo delle avventure del fratello in verde di Mario è, di gran lunga, il migliore della serie ma si tratta anche di uno dei titoli realizzati con la maggior cura degli ultimi tempi. Gli ambienti dell’hotel sono infatti una vera e propria caccia all’interazione, con un sacco di meccaniche segrete, piccole azioni e percorsi alternativi che si possono prendere che alle volte viene propria voglia di gridare al miracolo. Se non avete letto la nostra recensione eccola qui: in questo modo potrete capire perché, a volte, la paura possa essere tanto dolce.

 

4. Disco Elysium

Ve lo diciamo subito prima che vi possiate fare strane idee: noi amiamo e stra-adoriamo i giochi di ruolo. Ecco quindi che in modo scontato non potevamo letteralmente adorare Disco Elysium. Basato sui lavori dello scrittore e sceneggiatore estone Robert Kurvitz, Disco Elysium è un rpg particolarissimo che getta il giocatore in un mondo fatiscente e molto contemporaneo, con una capacità di personalizzazione e di scelta praticamente infinita. Siamo poi rimasti davvero per la qualità di scrittura, degna davvero delle migliori serie televisive degli ultimi anni. E la notizia secondo cui, forse, potrebbe essere presto tradotto interamente in italiano non ha potuto che farci gioire di pura felicità. Ah se vi siete persi il discorso degli sviluppatori durante la cerimonia di premiazione ai TGA vi conviene recuperarlo qui. Piccolo spoiler: si parla di Marx.

 

3. Control

Ed eccoci, finalmente, al podio e prima di parlarvi del, bellissimo, Control, permetteteci una riflessione. Il nostro podio è interamente occupato da nuove ep, questo per ribadire come, al netto di remale, part 2 e serie che non terminano mai, il mondo dei videgiochi ha un sacco di creatività e, perché no, voglia e modo di rischiare. Ma torniamo al titolo di  Remedy Entertainment. Control è stata, letteralmente, una cavalcata all’interno di un level-design che dire ispirato è dire poco, con un narrativa particolarissima, ispirato alle nuove derive e sperimentazioni della weird-fiction (tipo Casa di foglie per capirci).  Nonostante non sempre l’ottimizzazione sia eccellente, anzi specie su Playstation 4 base il gioco gratta abbastanza, i giochi di luce, i poteri che si possono sbloccare (levitazione, dannazione, la levitazione) Control ci ha fatto battere forte il cuore. E non vediamo l’ora di giocare ai dlc, tutti gratuiti, già annunciati dai ragazzi di Remedy.

 

2. Sekiro Shadows Die Twice

Fin dalla prima volta che con il nostro pad ci siamo messi a brandire la katana in Sekiro abbiamo compreso come tra le mani avessimo un grande gioco. E non soltanto perché, almeno a nostro avviso, abbiamo avuto la possibilità di sperimentare il migliore combat-system di questa generazione, almeno per un action-game, ma perché il combattimento-ritmico di Sekiro è stato, letteralmente, una sfida personale e un cimento individuale. Imparare la parata perfetta che ci permettesse di deviare il colpo dell’avversario e, nel contempo, puntare con la nostra lama al collo dello shinobi nemico non è stato facile ma una volta appresi i rudimenti del combattimento è stata una festa delle lame. Come se non bastasse abbiamo amato tantissimo i paesaggi e le ambientazioni di Sekiro e la storia del lupo solitario con un braccio solo ci ha toccato nel profondo. E un paio di scontri con i boss, beh sono diventati di diritto, e immediatamente, tra i nostri scontri videoludici di sempre. Vero Scimmia Guardiana?!

 

1. Death Stranding

Della creatura di Kojima, probabilmente, ne avrete sentito parlare in tutte le salse e quindi non parleremo del gioco in sé. Ci concentreremo invece sull’impatto culturale del titolo. Infatti siamo di fronte, senza dubbio, non soltanto ad uno dei titoli videoludici più importanti del decennio ma proprio a una delle opere con la maggior caratura sociale e culturale degli ultimi dieci anni, ovvero uno di quegli accadimenti che, letteralmente, fanno da spartiacque. Sia per la particolare narrativa, sia per la descrizione del mondo di gioco, sia per gli attori scelti, sin dai primi trailer il gioco di Kojima ci aveva stregato. Ora, una volta provato e (stra)giocato non potevamo che metterlo in cima alla nostra classifica sui migliori giochi di quest’anno: Once there was an explosion, a bang that gave birth to time and space.

 

 

 

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