Tragedia: smetteranno di produrre il pluriball, la plastica con le bolle da far scoppiare

Potrebbe sparire l’unico svago che ci permette di sopravvivere ai traslochi

Geek
di Marco Villa facebook 3 luglio 2015 10:14
Tragedia: smetteranno di produrre il pluriball, la plastica con le bolle da far scoppiare

pluriball Flickr

È una delle poche cose che salvano la mente umana durante quei momenti tragici e di grande stress emotivo che rispondono al nome di trasloco. Mentre sei lì a impacchettare il servizio buono della zia Anastasia o l’orribile collezione di Swarovsky da mettere in mostra ironicamente, mentre stai compiendo questi atti contronatura sai che c’è qualcosa in grado di salvarti in mezzo secondo, qualcosa che fa “pop pop”.

Il pluriball è una delle poche cose in grado di mettere d’accordo ogni persona: non conta l’età o il fatto che tu sia un manager di Wall Street o uno che dipinge i muri per strada, se hai davanti un foglio di pluriball lo fai scoppiare.

È così da sempre, ma sarà così per poco: come riporta The Verge, infatti, è stato messo a punto un nuovo tipo di imballo protettivo che ha minori costi di produzione e trasporto. Il pluriball è un ottimo prodotto per attutire colpi, ma proprio per questo motivo non è facile da trasportare: ogni foglio contiene piccole bolle d’aria, che ovviamente fanno aumentare di volume il prodotto e rendono i rotoli scomodi da trasportare. Ecco allora la soluzione pensata da Sealed Air, importante società del settore: usare fogli di pluriball sgonfiati, che poi i clienti gonfieranno con un’apposita pompa. Risultato: costi di trasporto drasticamente ridotti per via della diminuzione del volume del pluriball. Ovviamente il cliente non può mettersi a gonfiare le bolle una ad una, quindi le singole bolle sono state sostituite da un’unica grande bolla bislunga, come quella che vedete nell’immagine tratta dal Wall Street Journal (via IlPost.it).

Esatto: niente più bolle da scoppiare. È tragedia vera. Adesso durante i traslochi l’unica fonte di distrazione sarà costituita dalle copie della Gazzetta dello Sport degli anni ‘90.

Pop Pop.

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