“La storia infinita” compie 37 anni, ecco perché tutti dovremmo leggerlo una volta nella vita

È importante leggere il capolavoro di Michael Ende a fondo, perché dentro c’è la risposta a qualcosa che ci chiediamo da sempre: come diventare grandi

Libri
di Simone Stefanini facebook 1 settembre 2016 11:49
“La storia infinita” compie 37 anni, ecco perché tutti dovremmo leggerlo una volta nella vita

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Le librerie tedesche nel settembre del 1979 sono diventate luogo di processione per tutti quei ragazzi che si sentivano emarginati, solo perché amavano leggere e visitare luoghi con la fantasia. Quelli che hanno trovato nel libro La storia infinita di Michael Ende una personale Bibbia alla quale rifarsi quando le cose si mettono male, per capire se stessi e il mondo esterno attraverso il proprio mondo interiore.

È stato pubblicato dalla casa editrice Thienemann Verlag di Stoccarda e da quel giorno ha venduto più di 10 milioni di copie in tutto il mondo. In Italia è arrivato due anni dopo, nel 1981 grazie all’edizione Longanesi.

Inutile girarci troppo intorno, il successo del film omonimo di Wolfgang Petersen del 1984 ha contribuito a far diventare il libro un classico della letteratura per ragazzi, ma il film in realtà mette in scena solo la prima parte del romanzo, e in ogni caso a Michael Ende non è mai piaciuto.

 

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Tutti conoscete la trama parziale del libro, quella in cui Bastiano Baldassarre Bucci (Bastian nel film) entra nel mondo di Fantàsia mediante la lettura di un libro magico e aiuta Atreiu, il guerriero ragazzino a salvare l’Imperatrice del regno dall’avanzare del Nulla, una forza oscura che tutto distrugge.

Dopo esserci riuscito, diventa l’eroe del mondo dell’immaginazione, ma le cose si complicano perché  l’Imperatrice incarica il bambino di ricreare il regno di Fantàsia partendo proprio dall’immaginazione di Bastiano e lui esagera, creando un’immagine di se stesso molto diversa dalla realtà.

Nella sua mente, lui diventa un uomo forte, coraggioso e saggio, pronto a perdersi in ogni avventura nel mondo sterminato di Fantàsia. Ogni volta che esprime un desiderio però perde un ricordo della sua vita reale, trovandosi presto intrappolato in quella prigione dorata per sempre.

L’amico Atreiu torna in suo aiuto promettendo di finire le storie che Bastiano ha iniziato e quest’ultimo riacquista i ricordi, riuscendo finalmente a tornare alla propria vita, cambiato per sempre.

 

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Il libro, in patria, ha scatenato anche feroci polemiche. La critica tedesca del tempo lo ha in parte accusato di fornire ai ragazzi una facile scappatoia al mondo reale (uhm: ma non sono forse tutti così i libri?) e di non fornire ai ragazzi gli strumenti per affrontare la vita vera. Teniamo presente che nel 1979 la Germania si trovava nel pieno della Guerra Fredda, Berlino era ancora divisa dal muro, e la situazione era ben diversa da quella attuale.

Vale ancora la pena di leggere un libro come questo nel 2016? Sì, forse anche più di prima. Innanzitutto perché il nostro mondo è minacciato dal Nulla, che ha preso parte ad ogni aspetto della vita, dai social alla politica. Ma questo è l’aspetto più banale. È un libro importante perché apre una porta dimensionale vera e propria al lettore, che si trova a leggere le avventure di un altro lettore e si immedesima alla perfezione nell’avventura.

 

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Oggi paradossalmente, la parte più consapevole del libro non è quella famosa, in cui c’è la contrapposizione tra luce e buio, bene e male, fantasia e vuoto culturale. Nella nostra società è importante capire la seconda parte, quella in cui a sognare troppo si rischia di rimanere intrappolati in una rete vischiosa di immaginazione e confonderla con la vita vera.

Pensate solo ai litigi furibondi tra sconosciuti sui social, in cui ognuno è una persona e insieme un avatar costruito secondo i propri desideri.  È importante, oggi più che mai, rimanere ancorati alla realtà per non farsi risucchiare dalla Fantàsia fabbricata ad arte e accessibile a tutti.

Prima di scrivere qualcosa di cui non sappiamo niente, prima di augurare la morte a qualcuno oppure di vivere inseguendo il bisogno della facile affermazione mediante caterve di like, potremmo studiare il percorso di Bastiano e capire quanto nella vita serva tutto, in perfetto bilanciamento.

La fantasia non esisterebbe senza la realtà e ci sono dei momenti in cui abbiamo bisogno anche del Nulla, per toccare io fondo e risalire. La Storia Infinita è un romanzo sull’equilibrio, la vera chiave per diventare grandi.

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