Il vaccino non è un’opinione, ecco perché è giusto obbligare le famiglie

Nel migliore dei mondi possibili, il libro del Professor Burioni non sarebbe mai dovuto uscire

Libri
di Mattia Nesto facebook 27 ottobre 2016 12:11
Il vaccino non è un’opinione, ecco perché è giusto obbligare le famiglie

14370304_2127968034095035_5997748829248240779_n

 

Ci sono temi che non dovrebbero essere sottoposti a dibattito, temi su cui tutti dovrebbero avere la stessa, chiara posizione e non dovrebbero servire libri per spiegarla. In un mondo normale e dotato di senso, insomma, non sarebbe mai dovuto uscire Il vaccino non è un’opinione del dr. Roberto Burioni, scienziato, ricercatore e insegnante. Il libro, uscito per Mondadori in questi giorni, è un’accorata serie di argomentazioni a favore della vaccinazione. E già il fatto che debba esistere un libro che sostenga i vaccini, fa capire quanto sia assurda la situazione in materia. Dopo averlo sostenuto già in passato, abbiamo contattato il dottor Burioni per capire meglio il contenuto del suo libro.

Partiamo dalla storia: la fazione degli anti-vaccinisti è sempre esistita, giusto? E addirittura ne faceva parte Lord Byron…
Sì, la prima “antivaccination league” si formò in Inghilterra poco dopo la messa a punto del vaccino contro il vaiolo. Tuttavia a quei tempi non esisteva internet, per cui i danni che potevano fare erano limitati. Ancora quando io ero piccolo se si voleva sapere qualcosa sulle vaccinazioni bisognava consultare un’enciclopedia, dove non ci scriveva il primo cretino. Adesso si va su internet e purtroppo troviamo anche il primo cretino che dice scemenze su cose che non conosce e chi non sa riconoscerlo può essere portato a scelte sbagliate e pericolose.

Nonostante queste spinte contrarie però, nel suo libro si afferma che ad un certo punto della nostra storia, siamo stati ad un passo dall’eradicare da tutto il mondo la poliomielite. Come mai non ce l’abbiamo fatta?
Per due motivi: il primo è che in alcuni paesi (Nigeria, Pakistan, Afghanistan) la vaccinazione a tappeto è impedita dalle guerre e dai bombardamenti; il secondo è che in altri paesi (tra i quali il nostro) la vaccinazione a tappeto è impedita da alcuni genitori particolarmente sciocchi che non vaccinano i figli; in entrambi i casi il tasso di copertura vaccinale è sotto la percentuale necessaria per impedire la circolazione del virus.

roberto-burioni-immunologo Laltrogiornale - Roberto Burioni

Potrebbe spiegarci perché è di primaria importanza vaccinare un bambino e soprattutto entro quali tempi?
Le vaccinazioni sono necessarie perché proteggono in maniera sicura ed efficace il bambino contro pericolosissime malattie. Bisogna vaccinare nei tempi e nei modi prescritti, in quanto ritardare le vaccinazioni serve solo a lasciare aperta la porta a infezioni da cui i neonati devono essere protetti il prima possibile.

Molti di quelli che possiamo definire anti-vaccinisti sostengono che i vaccini facciano male e sarebbero motivati dai proventi che la grandi aziende farmaceutiche, le cosiddette “Big Pharma” avrebbero da questo commercio. È vero? I vaccini sono una grande fonte di guadagno?
Le multinazionali farmaceutiche non sono delle istituzioni benefiche e naturalmente guadagnano sui loro prodotti. Ma i vaccini non sono particolarmente remunerativi. Oltre al fatto che quasi tutti i vaccini dell’infanzia non sono coperti da brevetto, bisogna considerare che nel 2015 in Italia tutti i vaccini messi insieme (anche quelli per gli adulti) hanno fatturato circa 315 milioni di euro; una sola malattia infettiva per la quale non abbiamo il vaccino (l’epatite C) ha fatto vendere farmaci per oltre 1.700 milioni nello stesso periodo. Per avere un termine di paragone, i farmaci antiulcera hanno fatturato intorno a 1.000 milioni di euro all’anno.

Nel suo libro si parla di come l’“università di Google”, ovvero informarsi esclusivamente sull’internet, sia più un fatto portatore di danni e di gravi malintesi, piuttosto che una vera e propria forma di conoscenza consapevole.
Purtroppo la disponibilità di informazioni inattendibili da fonti senza alcuna autorevolezza è motivo di molta confusione; aveva ragione Umberto Eco quando ha affermato che internet ha fornito un incredibile platea di colleghi all’ubriacone che una volta si limitava a dire sciocchezze al bar.

Sciocchezze che però possono avere conseguenze molto concrete. Nel libro scrive di Giacomo, un suo paziente. Potrebbe raccontarci la sua storia?
È una storia apparsa sul sito Rete Informazione Vaccini e la lascio raccontare a una mamma: “non sto qui a spiegare perché mi sono convinta che i vaccini fossero pericolosi. Dico solo che poco dopo che mi sono sposata ho cominciato a seguire alcuni blog che parlavano di bambini, perché volevo avere subito un figlio e su queste pagine ho cominciato a sentire storie di “danni” da vaccino, di medici contrari e tutte le altre cose che conoscete bene. È vero, non siamo medici e non siamo laureati in materie scientifiche ma siamo entrambi professionisti, un avvocato e un architetto e non siamo sprovveduti. Quando finalmente sono rimasta incinta ho convinto mio marito a leggere tutte queste cose e anche a lui sono venuti tanti dubbi. Al corso pre-parto abbiamo fatto amicizia con altri genitori e li ci siamo accorti che non eravamo i soli. Così, siamo andati ad un convegno dove ci hanno spiegato che la maggior parte dei vaccini sono inutili, che vaccinare i neonati vuol dire sovraccaricare un sistema immunitario immaturo e causare malattie autoimmuni. Ci abbiamo creduto e il mio bambino, nato senza nessun problema di salute, non è stato vaccinato. Anche perché abbiamo fatto gli esami pre-vaccinali e un medico ci ha detto che era a rischio “effetti collaterali”. Nella mia regione, non ci sono problemi perché non c’è l’obbligo di vaccinare e quindi, a parte qualche colloquio che ci ha un po’ scocciato, non è successo granché. Convegni, libri, esami pre-vaccinali invece ci sono costati un botto, ma cosa non si fa per un figlio? Eravamo così sicuri di noi stessi che non ci siamo preoccupati più di tanto quando al nido il bambino ha preso il morbillo. Ok, aveva 38 di febbre e tantissime bolle ma eravamo sicuri che sarebbe passato senza problemi. Chi di noi non ha avuto il morbillo ed è ancora vivo, vegeto e in salute? Ho letto tantissime volte questa frase e mi sentivo rassicurata. Invece, è successo un casino. Si è aggiunta la tosse e il mal d’orecchi e a un certo punto, la febbre non scendeva più, anzi è salita a 39 gradi, poi a 40 gradi, nonostante farmaci e spugnature. Alla fine siamo andati al pronto soccorso e il mio bambino è stato ricoverato. Ci hanno detto che aveva una brutta otite e che non è raro che succeda durante il morbillo. I pediatri del reparto hanno fatto di tutto e sono stati bravissimi ma il mio bambino ora è sordo perché il morbillo ha attaccato anche il nervo dell’orecchio. Uno specializzando mi ha spiegato che non è raro che succeda e mi ha fatto vedere i numeri. Io e mio marito siamo rimasti sconvolti e ora ci sentiamo in colpa. Non è stato bello scoprire di essere stati vittime di una informazione ingannevole e basata su una visione parziale dei dati.”

Come ultima domanda le chiedo un parere più che medico da cittadino: come mai, secondo lei, tante star e personaggi più o meno famosi, nel corso dell’ultimo decennio, si sono schierati contro i vaccini?
L’essere famosi non vaccina contro l’emettere stupidaggini: in questo senso non funziona neanche il premio Nobel. Kary Mullis  ha vinto il premio Nobel nel 1993 per avere messo a punto una tecnica di amplificazione del DNA che ha letteralmente rivoluzionato la scienza. In seguito ha sostenuto non solo la teoria secondo la quale l’AIDS non è causato da HIV (tenete presente che da quando abbiamo farmaci che bloccano HIV, non si muore più di AIDS), ma anche l’utilità delle previsioni astrologiche e dell’uso di LSD. Francis Crick fece forse la scoperta più importante nella storia dell’uomo, quella della struttura del DNA, e per questo prese il Nobel nel 1962. Negli anni successivi ha affermato prima la necessità della sperimentazione umana forzata sui prigionieri, poi che la vita è stata portata nella Terra dagli alieni con un esperimento. La scoperta della struttura del DNA Crick non la fece da solo, ma insieme a James Watson, che infatti vinse insieme a lui il Nobel. Watson non si pronunciò su alieni e prigionieri, ma dopo avere affermato che una donna avrebbe dovuto abortire nel caso fosse venuta a sapere che il suo bimbo sarebbe nato omosessuale, sostenne che i neri sono meno intelligenti dei bianchi. Insomma, meglio fidarsi della scienza che delle singole persone.

 

Vi raccomandiamo:

COSA NE PENSI? (Sii gentile)