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Home Musica

Perché il MI AMI potrebbe essere il tuo primo festival

by Simone Stefanini
17 Maggio 2018
in Musica
Perché il MI AMI potrebbe essere il tuo primo festival

Chi frequenta da un po’ la musica nuova italiana, quella che a definirla le fai sempre male (alternativa per i 40enni, indie per i 30enni, itpop per i 20enni, trap per i 10enni e via e via), di sicuro conosce il MI AMI, il festival organizzato da Better Days e Rockit che dal 2005 spalma su due o tre giorni il meglio delle uscite italiane dell’anno insieme a qualche bella sorpresa dal passato e tanti nomi nuovi da lanciare, per riempire il circolo Magnolia e tutto il parco dell’Idroscalo di Milano di gente dal pomeriggio alla notte. Un sacco di persone, che a guardarle quando fanno la spola da un palco a un altro viene da abbracciarle tutte.

 

Per chi fosse nuovo dell’ambiente e si fosse accostato solo negli ultimi anni alla scena italiana che viene dal basso, grazie al successo dei vari Calcutta, Thegiornalisti, Lo Stato Sociale, Coez, Motta, Levante, Cosmo, Carl Brave x Franco 126 o Brunori Sas (che hanno tutti suonato al MI AMI), il festival potrebbe essere una realtà tutta da scoprire. Partecipare non ha controindicazioni e sviluppa la curiosità, cosa assai importante. I palchi sono tre e anche se di primo acchito potrebbero sembrare catalogati per importanza, la realtà è un’altra.

.

 

Il palco Pertini è il main stage, quello delle band grosse della sera e del pienone di gente fin dentro il circolo Magnolia. È lì che negli anni si sono succeduti negli anni Liberato, Patty Pravo, gli ex CSI, i Baustelle, Morgan, Carmen Consoli insieme a tutti i big della scena, che da soli valgono il prezzo del biglietto. Non c’è tanto da spiegare, su quel palco c’è il concertone di quelli che per stare in prima fila dovete arrivare un bel po’ prima.

 

La collinetta (quest’anno Palco Havaianas) è un luogo magico, poco da dire. Dal pomeriggio, sul palco si alternano nomi più di nicchia fino ad arrivare alla sera, che equivale alla consacrazione. Andatevi a sbirciare i programmi degli anni scorsi e scoprirete che tutti quelli che sono diventati grandi, sono passati da un concerto trionfale sul palco della collinetta. Tutti. I fan che nel pomeriggio si rilassano sdraiati sull’erba e si lasciano cullare dalla musica, la sera riempiono ogni anfratto e si arrampicano sugli alberelli per vedere meglio. Per Calcutta nel 2016 o per i Thegiornalisti nel 2015 c’era tanta di quella gente che la fila scavallava la collina. Fossi uno di quelli che suonano, dopo la consacrazione su quel palco penserei seriamente di potercela fare.

 

Il Mi Fai è un’anomalia stupefacente. In quel palco si combinano le illustrazioni live dei migliori disegnatori italiani con le esibizioni degli artisti più originali. Si va dall’elettronica alla trap, dai producer al nuovo pop senza soluzione di continuità. È il palco su cui si balla di più e in cui accadono le cose più strane, basti pensare al delirio davanti ai concerti di Pop X e Myss Keta nel 2016, alla presentazione di Populous nel 2017 e alle trap star che lì si sono fatte conoscere da un pubblico più ampio: Izi, Tedua, Rkomi, Laioung fino a Sfera Ebbasta, hanno tutti calcato quel palco. Gli illustratori, poi, sono quelli diventati grandissimi. Negli anni si sono succeduti Zerocalcare, Alessandro Baronciani, Davide Toffolo, Dr. Pira, Johnny Cobalto, Virginia Mori e tanti altri che hanno prestato il loro talento per impreziosire i live delle band sul palco.

 

Ora che hai capito cosa succede al MI AMI, un consiglio: vai a braccio. Farsi la scaletta delle band che volete vedere è giusto, ma una volta lì, lasciati sorprendere da quello che succede. Se stai ballando con gli occhi al cielo, non stare a guardare l’orologio, goditi il momento. Le sorprese sono quelle che fanno del MI AMI un festival magico e pazienza se avrai perso un concerto che avresti voluto vedere, lo recupererai da qualche altra parte. Il MI AMI è un’esperienza di quelle che non ammette titubanze: una volta che sei dentro, ci sei con i panni e tutto.

 

Ricapitolando: le canzoni urlate e la voce che si perde, le foto e le parole con gli artisti che passano di lì, quelle con la vipperia varia in giro, i riccardoni che asciugano i fonici parlando di suono, le birrette e le amicizie nate sotto palco, i baci che vuoi non vuoi ci scappano sempre, le persone che non si vedono da un anno, la sensazione di stare in un posto in cui succede davvero qualcosa.

Ecco alcuni nomi dell’edizione 2018, che si terrà venerdì 25 e sabato 26 maggio al Magnolia di Milano: la reunion dei Prozac + per i 20 anni di Acido Acida, Cosmo, Ex Otago (unica data estiva), Tre Allegri Ragazzi Morti (unica data estiva), Sick Like,  Francesca Michielin, Coma Cose, Frah Quintale, Colapesce, Leo Pari, Yombe, Maria Antonietta, Selton, Machweo, Go Dugong, e tanti, tanti altri.

Visitate il sito ufficiale per il programma completo e tutte le altre informazioni sul MI AMI 2018. Per molti è stato il primo festival, potrebbe esserlo anche per te. Ci vediamo lì.

#miamifestival #invitoalviaggio

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Tags: musica
Simone Stefanini

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