Saga di Twilight
TV e Cinema
di Eva Cabras 17 maggio 2018

Twilight compie 10 anni e ho deciso di guardarlo per la prima volta

Il primo Twilight usciva 10 anni fa e ne ho sempre parlato male senza averlo visto. Ho rimediato, ma ho scoperto che avevo perfettamente ragione.

Dieci anni fa, nel 2008, veniva presentato al mondo il primo film della saga di Twilight, adattato dai romanzi di Stephenie Meyer e dedicato alla storia d’amore travagliata tra la mortale Bella Swan e il vampiro Edward Cullen. Per dieci anni ho commentato sarcasticamente e utilizzato Twilight come esempio lampante di pessimo cinema e pessima narrazione, ma l’ho fatto dall’alto del pulpito di chi non ne aveva mai visto mezzo.

In sostanza, pratico bene e razzolo male, perché reputo insensato criticare qualcosa a scatola chiusa, ma la mia avversione a priori era talmente forte che è sopravvissuta per una solida decade. Apostrofata per la mia arroganza, ho deciso di fare ammenda e di sottopormi alla visione immersiva della saga, guardando per coerenza tutti e cinque i film realizzati e verificando finalmente se mi fossi sbagliata. Non mi ero sbagliata, ma vediamo nel dettaglio come si sono comportati i miei più incalliti pregiudizi.

“La storia d’amore tra Bella ed Edward è super banale”

Vero. Bella è la nuova arrivata del liceo di Fork, impacciata, sarcastica, diffidente, introversa, praticamente una Joey Potter aggiornata, ma con le stesse smorfiette fastidiose. Edward è il bonazzo della famiglia Cullen, un clan di tipi strani che escono solo quando fa cattivo tempo. Tra i due parte immediatamente una raffica di sguardi languidi ma titubanti, che vorrebbero creare tensione ma finiscono spesso per degenerare in momenti LOL da manuale, tipo quando lui ha i conati sentendo l’odore di lei. Edward pare il classico bello e letteralmente dannato, arriva in slow motion e non sta simpatico all’altro maschio alfa nella vita di Bella, il futuro licantropo Jacob, che per ora interpreta la parte del ragazzo buono ma sfigato. Dopo un bel po’ di tira e molla emo a suon di espressioni costipate, Edward e Bella ammettono di amarsi, ma devono separarsi per non rischiare che lui faccia merenda con la sua nuova fiamma.

Mentre il vampiro è altrove, Bella si deprime e si avvicina a Jacob, con cui sembra scattare qualcosa. Facendo parte del triangolo, a Jacob viene fatto l’upgrade, diventa figo, si taglia i capelli e trascorre gran parte del tempo in scena a petto nudo. Quando Edward torna, tra lui e Jacob ha inizio un’infinita scaramuccia testosteronica, che vede entrambi super frustrati anche per la dilagante assenza di sesso che permea l’intera saga di Twilight. Il rovesciamento di prospettiva dal vampiro iper sessualizzato a quello astinente rappresenta certamente una novità, ma non tutto ciò che è nuovo è anche migliore. Alla fine Bella sceglie Edward, lo sposa e ci fa una figlia mezza vampira, che (attenzione) si scoprirà essere la compagna del destino di Jacob! Ha fatto cilecca con la madre ma è destinato a bombarsi la figlia! Questo è decisamente il dettaglio che non mi aspettavo, per il resto Giulietta e Romeo con gli occhi rossi.

 

“Voglio troppo bene ai vampiri per vederli ridotti così”

Vero. I vampiri li abbiamo visti in tutte le salse, ma da loro mi aspetto ancora una certa dignità. Il mio problema con i non morti di Twilight sta nella scelta di metterli nell’angolo. Sì, Edward è sempre combattuto tra amare Bella o mangiarla, ma il suo fascino tormentato ha poco a che fare con il bere sangue. Non vediamo mai Edward perdere veramente il controllo, non vediamo mai il suo vero lato oscuro. Diamine, anche il suo passato in cui mangia solo criminali è noioso! Dovremmo sospettare che è pericoloso, ma non ci vengono mai dati indizi a riguardo. La famiglia Cullen è bizzarra ma simpatica, non ha sfumature oscure, perché quelle vanno soltanto ai vampiri cattivoni, che compaiono raramente e fanno pessime figure.

I Cullen sostanzialmente cacciano animali e preferiscono stare all’ombra, perché se esposti al sole assumono una cangiante carnagione glitterata. Alla faccia dei dannati immortali. Nel primo film viene posta la questione dell’anima di Edward, ce l’ha o no? Sarebbe stata una questione interessante e ovviamente è stata abbandonata per inserire più facce costipate e sguardi corrucciati. I vampiri di Twilight non hanno fascino, non hanno neanche i canini e quando si fronteggiano soffiano come gatti infastiditi. Che colpo al cuore.

 

“Oggettivamente i film sono mediocri”

Vero. Anche passando sopra alla banalità della love story, i film della saga di Twilight non offrono granché alla storia del cinema. Le sceneggiature non brillano per acume, si basano su dialoghi spesso insostenibili per vacuità e su personaggi nettamente caratterizzati al limite della caricatura. I cattivi sono sempre cattivi e perdono sempre. I pochi antagonisti degni di nota non lasciano il segno, tipo la vampira Victoria che praticamente non fa altro che correre per due film interi e finisce ammazzata da Edward senza nemmeno farlo sudare. Poi ci sono i Volturi, visivamente più retrò e sofisticati, che tramano nell’ombra e al momento della battaglia scappano a velocità supersonica per fifa.

Non parliamo poi degli effetti speciali, che magari nel primo film potevano essere comprensibilmente sotto tono, ma rimangono inguardabili anche nei capitoli successivi. Dopo aver guadagnato milioni su milioni non si riesce ancora a vedere una CGI decente alla fine della saga, dove si raggiunge il picco del fastidioso con la figlia neonata di Bella ed Edward, una sorta di Cicciobello digitale di cui non sono proprio riuscita a capire la necessità.

 

“Sono troppo vecchia per questa roba”

Non del tutto vero. Sicuramente sono troppo vecchia per guardare Twilight con gli occhi sognanti di un’adolescente in cerca dell’amore eterno, ma il fenomeno è andato ben oltre le ragazzine. C’è tutto un esercito di donne adulte che ha guardato sognante la storia di Bella, rimpiangendo magari la propria giovinezza e fulminando con disgusto il proprio compagno che lavora in banca o le proprie rughe nello specchio. Sono troppo giovane per capire il loro interesse, per guardare a una storia d’amore del genere con invidia o struggimento. Forse il problema non è l’età. A questo punto penso di essere contemporaneamente troppo vecchia, troppo giovane, ma anche culturalmente fuori target. Di sicuro il problema non sta nella mancanza di sensibilità al romanticismo, perché sto sempre piangendo per Chiamami col tuo nome. Il fatto è che probabilmente trovo poco realistico questo specifico tipo di romanticismo iper-pudico dalle forti connotazioni religiose, dovute in parte al background mormone di Stephenie Meyer.

 

L’intera saga di Twilight è infatti un perfetto manifesto di “vietato scopare”. Bella ed Edward traccheggiano per tre interi film, si evitano, si amano, si perdono, si ritrovano, poi viene fuori la storia del matrimonio. Bella ammette chiaro e tondo che l’astinenza ha stufato, ma Edward è un bigottone di inizio ‘900 e non concederà le sue non morte grazie senza prima avere l’anello al dito. Bella è presa per sfinimento, arriva all’altare con l’entusiasmo di un gatto portato dal veterinario, ma l’ormone la tiene concentrata. Quando finalmente la coppia si appresta a consumare, il “vietato scopare” è sempre lì che veglia su di loro.

 

Ovviamente avviene durante la luna di miele e, come si poteva prevedere, le aspettative rendono i penosi incontri sessuali dei due ancora più deludenti. Bella deve praticamente obbligare Edward puntandogli una treccia d’aglio alla testa e lui acconsente senza particolare trasporto. Gli amplessi (ben due) sono tristi e casti, intervallati da almeno 200 partite a scacchi. Alla fine comunque viene fuori che aveva ragione Edward a voler aspettare, non perché abbia rischiato di voler assaggiare una spremuta di Bella, ma perché l’insoddisfatta neo moglie rimane istantaneamente incinta. E quando dico istantaneamente intendo in maniera letterale. In sostanza, il sesso è ok soltanto dopo che sarai morta, stupida umana arrapata.

 

Inoltre, il grosso problema che ho scoperto avere con Twilight è la totale mancanza di identificazione o empatia con la protagonista. Se almeno durante il primo film Bella/Joey Potter ha ancora la capacità di ritrarre la giovane “diversa dalle altre”, eletta o destinata a chissà cosa di grande, dopo la fuga di Edward per proteggerla da lui stesso, Bella inizia a seguire uno schema che puzza di dipendenza emotiva. Passa giorni interi presa dalla paranoia e dal vuoto interiore e poi si riavvicina a Jacob. La sua vicinanza sembra farla stare meglio, ma è un palliativo e lui mangia la foglia. Anche il tipo di personaggio a cui si lega mi ha fatto storcere un po’ il naso.

 

Sia Edward che Jacob sono essenzialmente buoni ma nascondo una natura pericolosa, entrambi cercano di tenerla lontana perché rischiano di perdere il controllo e farle del male, ma lei torna sempre da uno dei due. Sarà perseveranza o masochismo? Sarà sindrome della crocerossina? Bella sarà mai capace di stare da sola e risolversi i problemi in autonomia? Non lo sapremo mai perché finisce per diventare vampira, assimilando (o facendosi assimilare) completamente lo stile di vita di Edward, con cui trascorrerà l’eternità, come vuole la sua trasformazione e il suo matrimonio perfetto da rivista patinata.

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