Musica
di Mattia Nesto 11 Marzo 2020

Non puoi uscire? Ascolta Radio Quarantenna!

Abbiamo intervistato un gruppo di studenti che in questo periodo di reclusione autoimposta si è inventato una radio

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In questi giorni (per alcuni anche settimane) di auto-reclusione volontaria abbiamo notato come dalla rete siano arrivate le risposte più creative ma anche concrete in risposta a questa stasi per forza di cose. Tra le iniziative più interessanti, oltre che meglio riuscite, c’è Radio Quarantenna, ovvero una web-radio ideata da un gruppo di studenti volto proprio a riempire queste giornate improvvisamente più vuote.

Non è propriamente il momento migliore per fondare una nuova radio…o forse sì?

Quando i tempi diventano bui e “il gioco si fa peso e tetro” le persone si devono ingegnare per passare il tempo, per informarsi, per riuscire a stare insieme anche a distanza. Radio Quarantenna nasce da queste esigenze e da queste volontà: non c’era momento migliore per la nascita di un nuovo strumento per comunicare e per raccontarci delle storie. Il momento presente è serio e cerchiamo di affrontarlo da una parte senza panico o paranoia, dall’altra senza superficialità, restando a casa.

Quando è nata l’idea di Radio Quarantenna?

L’idea è nata ieri sera da una discussione via chat in gruppo di amici: ci abbiamo messo giusto il tempo per mandare un paio di messaggi per decidere che avremmo fatto questa cosa. Siamo rimasti in piedi fino a tardi per provare ad andare in diretta e la mattina del giorno dopo abbiamo trasmesso un episodio zero per presentare il progetto, insieme ad altri episodi pilota, per altri programmi.

 

Da chi è composta la redazione?

Siamo, in larga parte, studenti universitari che vivono a Bolzano. Alcuni di noi hanno competenze di scrittura, altri competenze tecnico-scientifiche, altri ancora un occhio attento per i fatti del giorno. Non ci sono solo studenti: ad esempio in redazione c’è anche Armin Barducci, fumettista e autore di libri.

 

Abbiamo dato un’occhiata al vostro ricco palinsesto e ascoltato qualche vostro programma e ci è parso che, come sorta di minimo comune denominatore, ci sia un po’ di positività, tanta cultura, anche pop e la voglia anche di approfondire l’attualità con dati di fatto, piuttosto che con opinioni. Trovate sia così oppure no?

Grazie per il “ricco palinsesto”! In realtà stiamo lavorando a tanti altri programmi da aggiungere alla programmazione. Ci stanno arrivando messaggi da ogni dove per partecipare, avere uno spazio dove raccontare qualcosa, aiutare con la comunicazione, supportare la radio. Per quanto riguarda l’approccio: preferiamo raccontare le cose che accadono piuttosto che cominciare a interpretarle in modo frettoloso e superficiale. Cerchiamo anche di dare qualche informazione utile sul coronavirus e allo stesso tempo parlare d’altro, per fare compagnia a qualcuno, a chiunque volesse ascoltare. Le arti e la storia delle idee sono un ottimo modo per parlare d’altro.

Nella puntata de “I 25 lettori”, quella legata al mondo della letteratura, avete citato “Prima di noi”, il romanzo Sellerio di Giorgio Fontana. Ora visto che anche qui in redazione ce ne siamo innamorati, ci potreste dire come mai l’avete reso protagonista del vostro palinsesto?

“Prima di noi” è un ottimo romanzo, scritto in modo chiaro ed elegante: è un libro avvincente, una saga familiare che attraversa tutto il Novecento italiano per arrivare fino ai giorni nostri. In “Prima di noi” si capisce qualcosa dell’Italia. C’è sempre una frase, una situazione, una pagina oppure il pensiero di un personaggio che danno la sensazione al lettore di aver afferrato qualcosa che prima gli mancava, sia sulla storia d’Italia, sia sulla condizione umana. Fontana ha una scrittura cristallina, democratica: tutti possono accedere a questo romanzo senza quel timore reverenziale che potrebbe incutere la mole di pagine, quasi 900. Il libro racconta di fughe, diserzioni, amori, malattie, lutti, lavoro, lotte, di passione e di disprezzo per le storie, di amore per la parola quando è poesia, di odio per la parola quando diventa propaganda. Per questo è un romanzo importante e abbiamo deciso di parlarne in trasmissione.

A chi è, principalmente, rivolta Radio Quarantenna?

A chiunque voglia un po’ di compagnia.

Avete pensate anche a degli ospiti, se sì quali?

Stiamo cominciando a ragionarci ora e avremo sicuramente qualche contributo – diciamo così – esterno. Per il momento non posso dire niente…ma continuate ad ascoltarci!

 

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