Roma si prepara a diventare un grande palcoscenico a cielo aperto. Dal 7 al 13 giugno 2026, tra piazze, scuole, mercati, fermate della metro, battelli sul Tevere e parchi, debutta la prima edizione di Roma in Musica, il progetto voluto dal Campidoglio con Daniele Silvestri direttore artistico. L’idea è semplice e ambiziosa insieme: portare la musica fuori dai luoghi tradizionali, farla arrivare nei quartieri e renderla davvero accessibile, non solo a chi la suona per mestiere ma anche a chi vuole ascoltare, partecipare, fermarsi un momento.
Roma in Musica, così nasce la festa diffusa voluta da Silvestri e Campidoglio
La manifestazione parte da un’idea lanciata nel 2025 e adesso messa nero su bianco in un programma vero, costruito attorno a un principio preciso: niente maxi concerto isolato, ma una festa diffusa della musica dentro la vita di tutti i giorni della città. Daniele Silvestri, che ha lavorato al progetto insieme al sindaco Roberto Gualtieri, ha spiegato che l’obiettivo non era mettere in piedi un evento classico, ma da subito una manifestazione diffusa, capace di tenere insieme generi, pubblici e linguaggi diversi.
Al centro c’è meno l’esibizione in sé e più la partecipazione. Nel cartellone entrano così concerti, jam session, parate, prove aperte, ascolti collettivi, cori e momenti di improvvisazione. C’è anche una scelta chiara da parte dell’amministrazione: coinvolgere ogni municipio, far entrare la musica nei quartieri e mantenere l’accesso libero. L’assessore Massimiliano Smeriglio ha spiegato di aver voluto lasciare un po’ da parte “la logica performativa”, per favorire invece situazioni in cui le persone possano stare insieme. Meno rigidità, più città.
Da piazza Navona al Tevere, la città si riempie di concerti, parate e proiezioni
Per orientarsi tra i tanti appuntamenti, il Comune di Roma ha preparato una mappa interattiva online con eventi e aggiornamenti di un calendario destinato a muoversi giorno dopo giorno. La rassegna si allarga in tutta la città: piazze, mercati rionali, istituti scolastici, spazi all’aperto, fermate del trasporto pubblico e perfino un battello sul Tevere, in programma per l’11 giugno, che porterà musica lungo le banchine. Il via, domenica 7 giugno, sarà una parata da piazza Mastai a piazza Navona, una sfilata sonora che Silvestri ha definito con ironia “una decisa cagnara”. In testa ci saranno tre marching band — Samba Precario, Cecafumo e Altrabanda — seguite dai cittadini, ai quali verranno distribuiti piccoli strumenti come i kazoo. All’arrivo, vicino alla Fontana dei Quattro Fiumi, è prevista anche la Banda del Corpo di Polizia Locale.

Nel programma c’è spazio pure per il cinema: alla Casa del Cinema sono in calendario proiezioni dedicate a Ennio Morricone, con il documentario di Giuseppe Tornatore, a Gabriella Ferri, nel film firmato da Alessandro Galluzzi, e al trio Fabi-Silvestri-Gazzè, raccontato da Francesco Cordio. C’è poi il Tram Jazz, che il 10 giugno farà un percorso speciale. Nel complesso, la formula mescola posti abituali e luoghi dove di solito si passa senza fermarsi. Stavolta, invece, l’idea è proprio quella: fermarsi.
I nomi in cartellone: Cammariere, Tosca, Gazzè e gran finale al Parco Schuster
Accanto alla partecipazione diffusa, Roma in Musica mette in campo anche alcuni nomi già conosciuti dal pubblico romano. Secondo il programma diffuso dal Comune, Sergio Cammariere è atteso l’8 giugno, Tosca il 9 giugno, Stefano Fresi il 10 giugno e Max Gazzè l’11 giugno. Nel materiale pubblicato finora non compare invece Francesco De Gregori: il suo nome era circolato lo scorso anno, ma al momento non risulta nel calendario ufficiale.
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La chiusura è prevista per il 13 giugno al Parco Schuster. Nel pomeriggio spazio agli studenti musicisti; la sera, invece, un concerto guidato da Daniele Silvestri, con una scaletta ancora in via di definizione, seguito da un momento dedicato alla scena rap. Anche il sindaco Gualtieri, parlando della rassegna, ha fatto capire che salirà sul palco per una jam session: “La musica non è solo una forma d’arte, ma un potente motore aggregativo praticato da tantissime persone”, ha detto. Una battuta, sì, ma solo fino a un certo punto. Perché il cuore della manifestazione sembra stare proprio qui: accorciare la distanza tra il palco e la città.
L’appello ai quartieri: spazio ai cittadini, ai musicisti e ai negozi che aprono le porte
Una parte centrale del progetto riguarda chi non vive di musica, ma suona, canta o prova con gli amici. Il Campidoglio ha previsto infatti la possibilità, per chi vuole esibirsi in modalità unplugged, di inviare una comunicazione al proprio Municipio: saranno poi gli uffici a registrare l’attività e a indirizzarla negli spazi individuati. In pratica, ogni zona della città dovrà avere un suo punto dedicato. L’invito è stato allargato anche ai commercianti. Alcuni negozianti delle vie del Pellegrino, di Monserrato e di Governo Vecchio hanno già aderito, scegliendo di aprire le porte ai musicisti durante la settimana della rassegna. È un dettaglio che racconta bene il senso dell’iniziativa: non solo eventi da vedere, ma luoghi da vivere.
Silvestri, invitando i cittadini a unirsi alla parata del 7 giugno nel tratto del proprio municipio, ha parlato di un’idea “nel segno di un felice appartenere, non di una competizione”. E qui si giocherà la vera sfida della prima edizione: capire se Roma in Musica riuscirà a diventare un appuntamento fisso del calendario capitolino, mettendo insieme centro e periferie, artisti affermati e dilettanti, pubblico e quartieri. La scommessa parte da qui. Dalle strade, prima ancora che dai palchi.




