Natura
di Camilla Campart 22 ottobre 2018

Il riscaldamento globale mette a repentaglio anche la birra

I cambiamenti climatici renderanno complicata la coltivazione dell’orzo e la conseguente produzione di birra.

Desertificazione, aumento delle temperature, il cambiamento climatico è uno degli argomenti che  dovrebbe far discutere  ben più della politica o del costume, ma che nella realtà non riesce ad entrare nel dibattito giornaliero. Eppure il pericolo è reale.

Il giornale scientifico Nature Plants ci ha svelato che l’aumento delle temperature complicherà la coltivazione dell’orzo e la produzione di lieviti. In questo momento è probabile che il vostro pensiero sia: e la birra? Ebbene sì cari, non solo sarà difficile da trovare, se sarete fortunati nella ricerca vi toccherà sborsare un bel po’ di soldi.

 

Se siete assidui consumatori di birra, forse leggere questa notizia non allieterà la vostra giornata. Sono stati gli scienziati della Peking University, Pechino e diversi altri istituti per la ricerca, i primi a sganciare la bomba. Come sapete l’orzo va da sempre a braccetto con condizioni climatiche favorevoli, proprio come voi con la birra, quindi inevitabilmente patisce l’aumento delle temperature.

Al computer sono state riprodotte cinque ipotetiche e diverse situazioni climatiche ed ecco a voi il risultato: a seconda della drammaticità dello scenario la produzione di birra potrebbe calare del 3 %, se si è ottimisti, fino al 17% nel peggiore dei casi.

 

Meno birra e più soldi da spendere, a seconda della nazione in questione, per poterne sorseggiare una fresca con gli amici al bar. Dramma? Forse avremmo dovuto accennare al fatto che l’articolo fosse consigliato a un pubblico di non amanti del luppolo, speriamo di non avervi eccessivamente turbato. Niente paura, in caso di estinzione non ci si dovrà più porre il problema.

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