Governance Poll 2026: Chiara Frontini è la sindaca più apprezzata del Lazio, settima in Italia
Sessanta per cento di gradimento, un balzo di 25 posizioni rispetto al 2024 e il primato assoluto tra i comuni del Lazio: i numeri del Governance Poll 2026 raccontano una storia di consenso in costante ascesa per Chiara Frontini, sindaca di Viterbo, che si conferma il volto più apprezzato dell’amministrazione locale laziale. L’indagine annuale condotta da Noto Sondaggi per Il Sole 24 Ore, pubblicata il 6 luglio 2026, fotografa la fiducia dei cittadini italiani verso i propri sindaci, restituendo una mappa della governance locale che nel Lazio presenta dinamiche tutt’altro che scontate.
Frontini, eletta nel 2022 come espressione di liste civiche di orientamento centrodestra con il 64,9% dei consensi alle urne, ha trasformato quella legittimazione elettorale in un capitale di fiducia amministrativa che il sondaggio di quest’anno certifica con evidenza: settima a livello nazionale, prima nella sua regione. Un risultato che, nel contesto del governance poll 2026 dedicato ai sindaci, emerge con particolare nitidezza se confrontato con le performance delle altre città laziali.
Il podio nazionale: Funaro prima, poi Fioravanti e Manfredi
Prima di analizzare il quadro laziale, è utile inquadrare il contesto nazionale in cui si inserisce la performance di Frontini. La classifica del Governance Poll 2026 vede al primo posto Sara Funaro, sindaca di Firenze, che ha guadagnato 11 punti percentuali rispetto al 2025, un balzo che segnala una luna di miele con i cittadini fiorentini particolarmente intensa nella fase iniziale del suo mandato. Completano il podio Marco Fioravanti, sindaco di Ascoli Piceno, e Gaetano Manfredi, primo cittadino di Napoli: tre profili molto diversi per dimensione della città governata, colore politico e storia amministrativa, accomunati da un livello di gradimento che li colloca ai vertici della fiducia istituzionale locale in Italia.
In questo quadro competitivo, il settimo posto di Frontini assume un peso specifico considerevole. Scalare fino alla settima posizione assoluta in una classifica che misura il consenso tra i sindaci di tutta Italia — dai piccoli comuni alle grandi metropoli — significa imporsi in un confronto che non ammette sconti legati alla dimensione del territorio governato.
La traiettoria di Frontini: 25 posizioni guadagnate in due anni
Il dato più significativo che emerge dall’analisi del governance poll 2026 per i sindaci non è tanto la posizione assoluta di Frontini, quanto la traiettoria che ha percorso per raggiungerla. Rispetto al 2024, la sindaca di Viterbo ha guadagnato 25 posizioni in classifica, un avanzamento che nel panorama dei sondaggi sulla governance locale italiana non ha molti precedenti di analoga portata. Rispetto all’anno precedente, il miglioramento è stato di ulteriori 2 posizioni, a conferma di una curva di consenso che non ha subito interruzioni.
Questo tipo di crescita progressiva e costante è generalmente interpretato dagli analisti come il segnale di un’amministrazione che riesce a tradurre le promesse elettorali in percezione concreta di cambiamento da parte dei cittadini. Non si tratta di un picco isolato, legato magari a un provvedimento popolare o a un momento mediatico favorevole, ma di un consolidamento che si estende su più rilevazioni annuali. Il 60% di gradimento registrato nel 2026 si confronta con il 64,9% ottenuto alle elezioni del 2022: la distanza è contenuta e fisiologica, considerando che i sondaggi di governance misurano la soddisfazione complessiva dell’operato amministrativo, non l’entusiasmo del momento elettorale.
Il Lazio a due velocità: Viterbo e Roma nel confronto del sondaggio
Il quadro che emerge dal Governance Poll 2026 per il Lazio è quello di una regione in cui le performance amministrative percepite dai cittadini variano sensibilmente a seconda della dimensione e della complessità del contesto urbano. Viterbo guida la classifica regionale con Frontini al settimo posto nazionale e il 60% di gradimento. Latina si posiziona in modo significativo con Matilde Celentano, sindaca della città pontina, che raggiunge il 17° posto nazionale con il 57,5% di approvazione: un risultato che colloca anche lei in una fascia alta della classifica e che conferma come i comuni laziali di medie dimensioni stiano esprimendo una qualità amministrativa percepita superiore alla media.
Roma presenta invece un profilo diverso. Roberto Gualtieri, sindaco della capitale, si posiziona al 41° posto nazionale con un tasso di gradimento del 54%. Il dato va letto con attenzione: governare una metropoli da quasi tre milioni di abitanti, con le sfide infrastrutturali, sociali e burocratiche che caratterizzano Roma, implica un livello di complessità amministrativa che non ha paragoni con la gestione di un comune come Viterbo. Ciò detto, il sondaggio registra ciò che i cittadini percepiscono, e la distanza tra il 41° posto di Gualtieri e il settimo di Frontini racconta una differenza di soddisfazione che il dibattito politico locale non può ignorare.

Cosa misura davvero il Governance Poll e perché conta
Il Governance Poll di Noto Sondaggi per Il Sole 24 Ore è diventato nel tempo uno degli strumenti di riferimento per misurare la fiducia istituzionale a livello locale in Italia. L’indagine non si limita a registrare la popolarità personale del sindaco, ma cerca di intercettare la soddisfazione complessiva dei cittadini rispetto alla qualità dell’amministrazione, ai servizi erogati, alla percezione di efficienza e trasparenza. È uno specchio imperfetto, come ogni sondaggio, ma è uno dei pochi strumenti sistematici che permette confronti longitudinali — anno su anno — e trasversali — tra comuni di dimensioni e regioni diverse.
Nel contesto del governance poll 2026 dedicato ai sindaci italiani, i risultati del Lazio assumono un interesse particolare perché mostrano come la fiducia istituzionale non sia distribuita in modo uniforme nemmeno all’interno di una stessa regione. Viterbo e Latina, con i loro sindaci rispettivamente al settimo e al diciassettesimo posto nazionale, rappresentano un modello di governance percepita come efficace che i capoluoghi maggiori — Roma su tutti — faticano a replicare.
Il significato politico del primato di Frontini
Eletta nel 2022 come espressione di liste civiche di orientamento centrodestra, Chiara Frontini ha costruito il suo consenso su un profilo amministrativo che i cittadini di Viterbo continuano a premiare. Il fatto che, a distanza di quattro anni dall’elezione, il gradimento si mantenga su livelli elevati — il 60% del 2026 è un dato che molti sindaci in scadenza di mandato non riescono a raggiungere — suggerisce una capacità di gestione del consenso che va oltre la luna di miele post-elettorale.
La traiettoria ascendente nel governance poll 2026 per i sindaci, con quel balzo di 25 posizioni rispetto al 2024, indica che il picco di gradimento non è stato toccato all’inizio del mandato ma si è costruito progressivamente, il che è statisticamente meno comune e politicamente più solido. Significa che i cittadini di Viterbo hanno maturato nel tempo una valutazione positiva dell’operato amministrativo, non si sono limitati a confermare l’entusiasmo del voto.
Un segnale per la governance locale italiana
I risultati del Governance Poll 2026 offrono spunti di riflessione che vanno oltre le singole classifiche. Il fatto che i comuni di medie dimensioni — Viterbo, Latina, Ascoli Piceno — tendano a esprimere livelli di soddisfazione amministrativa superiori rispetto alle grandi metropoli è un fenomeno ricorrente in questo tipo di indagini, e riflette probabilmente la maggiore prossimità tra amministrazione e cittadini che caratterizza i contesti urbani più contenuti. La complessità burocratica, la stratificazione dei problemi irrisolti, la pressione mediatica costante che caratterizza la gestione delle grandi città rendono strutturalmente più difficile costruire un consenso alto e stabile.
Questo non significa che i sindaci delle metropoli siano necessariamente meno capaci, ma che operano in condizioni di partenza molto diverse. Il sondaggio fotografa la percezione, non l’oggettività della performance amministrativa. E la percezione, come sa bene chiunque si occupi di governance locale, è spesso più determinante dei risultati reali nel definire il rapporto tra un’amministrazione e i suoi cittadini.
Quel che i dati del 2026 sembrano suggerire, guardando al Lazio, è che la fiducia istituzionale si costruisce con continuità e coerenza, e che comuni come Viterbo stanno diventando un punto di riferimento regionale in questa classifica non per un colpo di fortuna ma per una tendenza consolidata. Per Frontini, il prossimo appuntamento sarà mantenere — o migliorare ulteriormente — una posizione che oggi la colloca tra i dieci sindaci più apprezzati d’Italia: un obiettivo ambizioso, ma che la curva degli ultimi due anni rende tutt’altro che impossibile.
Questo articolo è stato realizzato con il supporto dell'AI e sottoposto a revisione editoriale.





