ASL Roma 1 punta sul digitale insieme a MioDottore e mette mano a due problemi molto concreti per i cittadini: prenotazioni intramoenia H24 e comunicazioni sugli screening di prevenzione più rapide e mirate. La novità, annunciata il 27 maggio 2026, nasce per semplificare l’accesso ai servizi sanitari e ridurre il solito percorso a ostacoli fatto di telefonate, attese, orari rigidi e promemoria che si perdono per strada.
Sei presidi già attivi: così parte il nuovo sistema di ASL Roma 1
Il nuovo canale digitale riguarda sei strutture della ASL Roma 1 già presenti sulla piattaforma MioDottore per le prestazioni dei medici specialisti aziendali in regime intramoenia: Ospedale Santo Spirito in Sassia, Ospedale San Filippo Neri, Ospedale Oftalmico, Presidio Nuovo Regina Margherita, Presidio Cassia Sant’Andrea e Centro per la Salute della Donna e del Bambino Sant’Anna.
In pratica, i cittadini possono controllare le disponibilità collegate al CUP regionale e prenotare online a qualsiasi ora, tutti i giorni. Il servizio si affianca a quello telefonico, senza sostituirlo. Il punto, però, è chiaro: spostare online una parte di operazioni che finora si concentravano in fasce orarie precise. Un cambio che pesa soprattutto per chi lavora tutto il giorno, per chi riesce a pensarci solo la sera o per chi, davanti a una linea occupata, finisce per rimandare.
Prenotazioni H24, promemoria in app e pagoPA: cosa cambia davvero
La novità più evidente è la possibilità di prenotare una visita intramoenia H24 con uno strumento già noto a molti utenti. Secondo quanto dichiarato da Luca Puccioni, CEO di MioDottore, oggi “1 italiano su 3 utilizza già l’app di MioDottore per gestire la propria salute”. Il senso dell’operazione è tutto qui: portare anche nel pubblico strumenti che molti già usano, senza costringere le persone a ripartire da zero con un nuovo sistema.

Oltre alla prenotazione, l’app permette di ricevere promemoria prima della visita e indicazioni utili anche per il pagamento tramite pagoPA. Può sembrare un dettaglio, ma spesso i problemi nascono proprio lì: un orario segnato male, il dubbio su dove pagare, un documento dimenticato, l’incertezza su come presentarsi all’appuntamento. Se queste informazioni arrivano in modo chiaro e al momento giusto, tutto diventa più semplice: meno passaggi allo sportello, meno conferme da chiedere, meno rischio di scoprire all’ultimo di aver sbagliato giorno.
Screening via sms e mail: la mossa per aumentare le adesioni
L’altro fronte aperto dalla collaborazione è quello della prevenzione. La ASL Roma 1 è tra le prime realtà della Capitale ad aver introdotto, con il supporto dell’ecosistema MioDottore, un sistema di comunicazione digitale per promuovere gli screening. I cittadini che rientrano nei criteri previsti per determinati percorsi vengono avvisati tramite sms, mail o notifiche, in base alla fascia d’età o al profilo sanitario.
Qui il cambiamento è meno visibile di una prenotazione online, ma non meno importante. La comunicazione tradizionale, spesso affidata alla posta, sconta tempi lunghi e tanti punti deboli: lettere che arrivano tardi, inviti che si perdono, messaggi letti quando ormai organizzarsi sembra complicato. Il digitale prova a tagliare questa distanza e a far arrivare il promemoria prima, in modo più diretto. L’obiettivo non è solo ricordare uno screening, ma ridurre quel rinvio continuo che spesso, più che un rifiuto vero e proprio, finisce per allontanare i controlli.
Meno code e appuntamenti più gestibili: la vera prova è sull’organizzazione
La promessa dell’operazione è doppia: rendere più semplice la vita ai cittadini e alleggerire il lavoro delle strutture. Giuseppe Quintavalle, Direttore Generale della ASL Roma 1, ha definito la digitalizzazione “un dovere strategico” per rendere la sanità pubblica più vicina e accessibile. Il nodo è la gestione dei flussi: se un cittadino può confermare, spostare o annullare un appuntamento attraverso i canali digitali, diventa più facile riutilizzare gli slot liberi, organizzare ambulatori e professionisti, ridurre i tempi morti.
Anche le code agli sportelli vanno lette così: non solo un disagio per chi aspetta, ma il segnale di un sistema che concentra troppe piccole operazioni tutte nello stesso posto. Portarne una parte online vuol dire liberare risorse e dare più elasticità al servizio.
Resta, naturalmente, un punto da non perdere di vista: non tutti hanno la stessa dimestichezza con app e notifiche, quindi le alternative più semplici, come telefono e sportello, dovranno restare. Ma la direzione è chiara: in una sanità sempre più mista, tra presenza fisica e strumenti digitali, il valore non sta nella tecnologia in sé. Sta nel fatto che prenotare senza perdere un’ora o ricevere il promemoria giusto per uno screening può cambiare, e molto, il rapporto delle persone con la cura di sé.

