Per una struttura frequentata da bambini tra i 3 e i 6 anni non è più solo un disagio: è un problema vero. A denunciarlo sono i genitori, che raccontano di mal di testa, nausea, spossatezza e malori tra i piccoli alunni e anche tra il personale scolastico. Dentro la scuola, spiegano, il clima è ormai diventato insostenibile.
La denuncia dei genitori: classi roventi, nausea e spossatezza tra alunni e operatori
La segnalazione partita dalle famiglie è netta: così, dicono, non si può andare avanti con la normale attività scolastica. Nelle tre sezioni dell’istituto, frequentate da una sessantina di bambini, il caldo avrebbe raggiunto livelli tali da causare disturbi fisici evidenti. E alla scuola dell’infanzia il problema pesa ancora di più, perché i bambini più piccoli soffrono l’afa, la disidratazione e l’aria ferma molto più degli adulti. Non parliamo di ragazzi autonomi, capaci di gestire da soli il malessere o di spiegare bene come stanno. Per questo i genitori chiedono un intervento rapido, senza rinvii.
Nella lettera inviata agli assessori del II Municipio, le famiglie avvertono che, in assenza di soluzioni in tempi brevi, si rivolgeranno alle autorità competenti per tutelare minori e lavoratori. Il senso della denuncia è chiaro: non è una generica protesta per il caldo di maggio, ma il racconto di un edificio che, nelle condizioni attuali, finisce per peggiorare il problema invece di limitarlo.
Le criticità dell’edificio e la richiesta al II Municipio: climatizzazione e schermature solari subito
Secondo i genitori, le cause sono soprattutto strutturali. Le pareti della scuola sono quasi interamente finestrate, ma mancano tapparelle, serrande o altri sistemi in grado di fermare il sole nelle ore più calde. A questo si aggiungono soli due condizionatori nella sala centrale, ritenuti del tutto insufficienti per raffrescare le classi. Un dettaglio solo in apparenza secondario: in edifici come questo il sole entra, ristagna e trasforma le aule in serre, soprattutto se non ci sono protezioni esterne.
Da qui la richiesta rivolta al municipio: installare sistemi di climatizzazione nelle aule e predisporre interventi per limitare l’irraggiamento solare. Le famiglie chiedono misure immediate per rendere la scuola davvero frequentabile già a fine primavera. Resta aperto il nodo dei tempi: quando di mezzo ci sono bambini così piccoli, anche pochi giorni possono pesare, e il rischio è che la risposta arrivi quando l’anno scolastico sarà ormai finito.

