Cosa ci aspettiamo dal nuovo Twin Peaks

L’abbiamo aspettata per tanto tempo, tra una settimana inizia la nuova stagione di Twin Peaks

Serie TV
di Simone Stefanini facebook 15 maggio 2017 15:45
Cosa ci aspettiamo dal nuovo Twin Peaks

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Manca solo una settimana alla nuova stagione di Twin Peaks, interamente diretta da David Lynch per Showtime, che andrà in onda in contemporanea con gli Stati Uniti su Sky Atlantic lunedì 22 maggio alle 3.00 del mattino.

Per i fan della serie sembra un sogno, both wonderful and strange, un ritorno alla comunità che più di tutte ha influito ad alimentare ansie e psicosi negli anni ’90, quella Twin Peaks in cui nessuno è come sembra, neanche i gufi.

 

 

Quanto siano diventate di culto prima e fenomeno pop poi le due stagioni della serie, lo sapete bene. Persino il presidente dell’Unione Sovietica Gorbaciov telefonò al presidente americano George Bush Senior per sapere chi aveva ucciso la buonanima di Laura Palmer ed entrambi rimasero a bocca asciutta come tutti gli altri, fino a metà della seconda stagione.

David Lynch, si sa, è un maestro nel mantenere vivo il mistero, tanto che pare neanche il co-autore Mark Frost abbia letto tutta la sceneggiature, né gli attori coinvolti nelle riprese hanno idea dell’interezza della trama, figuratevi noi.

 

 

Da quando nel lontano 2014 al  Lucca Film Festival (a cui eravamo presenti), David Lynch ha fatto intendere che forse ci sarebbe stato uno spiraglio per tornare a Twin Peaks, fino a oggi, a una settimana dalla messa in onda, ci sono stati una manciata di teaser e un trailer decisamente criptico, più qualche foto su Variety e Entertainment Weekly. Niente di più.

 

 

Le aspettative per la nuova stagione sono altissime, nel nostro immaginario dovrà redimere quella mezza disfatta della seconda parte della seconda stagione, quella girata senza l’apporto di Lynch e particolarmente fuori tono.

Ecco cos’è legittimo aspettarsi dalla nuova stagione: una storia ambientata a Twin Peaks, collegata in qualche modo a quella degli anni ’90 ma del tutto nuova, interpretata soprattutto da personaggi nuovi, che interagiranno con quelli originali per diventare parte della stessa comunità.

 

 

Un mistero, un omicidio che abbia le stesse caratteristiche di quelli di cui sono state vittime Teresa Banks e Laura Palmer, un caso Rosa blu, come descritto da Lil in Fuoco cammina con me. Cronaca nera da FBI, per intendersi.

 

 

Che i vecchi personaggi siano del tutto diversi, a partire dall’Agente Dale Cooper. Da ciò che si vede nell’ultimo trailer, Coop che guida da solo di notte in una sequenza che sembra presa da Strade Perdute, è inquieto, per niente rilassato. Potrebbe non essere più buono come lo conosciamo.

 

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Tutta una nuova serie di figure strane all’interno della Loggia Nera, il luogo onirico e simbolico con le tende rosse e il pavimento bianco e nero a zig zag in cui si trovano gli indizi per risolvere i misteri, a costo della propria vita. Dal momento che Frank Silva, l’attore che interpretava Bob, è morto nel  1995, preferiremmo che nessuno lo rimpiazzasse, così come Michael J. Anderson, il Nano, che non farà parte della nuova serie per scelta personale legata all’ingaggio. Non vediamo l’ora di essere stupiti e angosciati dai nuovi volti all’interno della Loggia e accettiamo scommesse su chi sarà lì a turbare i nostri sogni.

 

 

Ci aspettiamo anche la giusta dose di ironia lynchana, quella talmente semplice e nel contempo assurda da diventare subito un classico. Un momento su tutti: il compianto Jack Nance mentre interpreta Pete Martell e chiede ai due agenti di non bere il caffè perché ha trovato un pesce dentro la macchinetta.

I colori del trailer sembrano più cupi rispetto a quelli rossastri della serie originale, meno soap opera e più cinema. Ricordano Mulholland Drive, uno dei capolavori di Lynch, anch’esso nato originariamente come serie tv.

 

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La musica sarà fondamentale per settare il tono e l’atmosfera. Sappiamo che Angelo Badalamenti, il compositore originario della bellissima colonna sonora, sarà della partita ma sicuramente ci saranno nuovi interpreti e nuovi stili rispetto al jazz-gaze malinconico ed etereo che faceva da tappeto ai fatti del 90. In cuor nostro, speriamo non si discosti troppo da quello stile, Twin Peaks deve parte della sua fama proprio alla musica, che è assolutamente riconoscibile anche dopo 25 anni.

 

 

Probabilmente, il fattore che tutti ci aspettiamo di più è che il nuovo Twin Peaks non segua i canoni delle serie tv odierne ma che in qualche modo, riesca ad avere la forza rivoluzionaria dell’originale nel trovare una nuova strada per raccontare una storia e che questa storia sia talmente potente da essere ricordata ancora tra 25 anni. Nessun revival, nessuna concessione alla facile nostalgia, che spesso rende più dolci i ricordi.

Sappiamo con sicurezza ciò che non vogliamo: Miss Twin Peaks, il fidanzatino d’America Billy Zane, un cattivo scialbo come Windom Earl e tutte le sottotrame insulse del Twin Peaks post Lynch, quello dalla risoluzione dell’omicidio Palmer alla penultima puntata.

 

 

Vogliamo un lunghissimo film di David Lynch che abbia in sé tutta la sua poetica, ambientato nella sua cittadina più iconica e un mistero di quelli da perderci il senno. Non importa che venga risolto, noi amiamo teorizzare e lanciarci in voli pindarici, sezionando ogni scena alla ricerca di indizi. Vogliamo sognare, e che questi sogni siano, come dicevamo sopra, both wonderful and strange.

 

 

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