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di Mattia Nesto 13 Settembre 2017

#ExpressiveAsians è l’hashtag per denunciare i pregiudizi contro le persone di origine asiatica

Un direttore del casting ha detto che non ci sono molti ruoli per gli attori asiatici perché sono monoespressivi e tutti uguali. Si è scatenata una mega polemica

 

Tutto è nato da un articolo pubblicato qualche giorno fa su Paste, che tratta la poca presenza degli attori di origine asiatica nei film di Hollywood e nelle principali serie tv. Nel pezzo viene riportata la dichiarazione di un direttore di casting che afferma: “Ho lavorato con diversi attori asiatici ma tutti hanno lo stesso difetto: sono totalmente inespressivi. Sono in difficoltà ad esprimere emozioni sul loro volto e di conseguenza è molto difficile che siano richiesti sul mercato cinematografico“. Com’è ovvio che sia queste parole hanno sollevato un bel po’ di polemiche da parte di persone asiatiche e non: oltre ad attori e star del mondo dello spettacolo, ha protestato anche un sacco di gente comune, in un modo davvero curioso e creativo.

 

Su Twitter infatti è stato lanciato l’hashtag #ExpressiveAsians da accompagnare a foto, video o gif che ritraggono persone asiatiche intente nelle più buffe e strane espressioni possibili. E i risultati, oltre ad essere molto simpatici, sono anche la migliore risposta nei confronti di chi taccia gli asiatici “di essere tutti uguali” e di non “avere espressioni”.  Basta vedere alcune di queste foto per ricredersi totalmente!

https://twitter.com/meerenai/status/906320911774519296

Un modo elegante e assolutamente di grande impatto per opporsi ad uno dei più beceri pregiudizi razziali che, ahinoi, ancora al giorno d’oggi è molto diffuso.

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Serigrafia a due colori, dimensioni 20×30 cm Edizione limitata di 40 esemplari Giò Pistone Gio Pistone è nata a Roma. La scelta dei soggetti, spesso figure di fantasia tendenti al mostruoso, caratterizzati da colori molto forti, nasce prestissimo a seguito di incubi notturni. Disegnarli il mattino seguente fu un’idea della madre per affrontare la paura. Presto gli incubi si sono trasformati in vere e proprie visioni da cui ancora oggi attinge. Si è appassionata alla scenografia di teatro dove ha continuato ad approfondire i suoi sogni e il suo innato amore per il grande. In seguito ha lavorato e viaggiato con La Sindrome Del Topo, un gruppo di creatori di strutture di gioco e sogno, con cui si occupava di disegnare, costruire e progettare giostre e labirinti. Ha cominciato a lavorare in strada nel ‘98 attaccando in giro per Roma i suoi disegni fotocopiati. Ha collaborato con varie realtà italiane e internazionali. Ha partecipato a mostre in tutta Europa in particolare presso il Museo MADRE di Napoli, l’Auditorium di Roma, il Museo Macro di Roma e partecipato ad eventi di Street Art quali «Scala Mercalli», «Pop up», «Subsidenze», «Visione Periferica», «Alterazioni», «M.U.Ro». Tratto dal catalogo della mostra La bellezza fa 40  
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