Society
di Simone Stefanini 10 Aprile 2017

Berlusconi, Di Maio e la politica spettacolo che diventa grottesca

Dalla pioggia di dollari sulle popolazioni siriane devastate dalla guerra alle manifestazioni d’affetto nei confronti degli ovini, la politica spettacolo torna a tenere banco in Italia

 corriere video

A meno che non abbiate vissuto in una grotta, questo weekend sui social hanno tenuto banco due esternazioni politiche che difficilmente potevano passare inosservate e che hanno fatto rapidamente il giro dei social, provocando la solita quantità eccessiva di meme e commenti al veleno.

In effetti stavolta è molto difficile non schierarsi con le reazioni dell’internet, perché una cosa è il populismo, la demagogia e il marketing politico, altro è tuffarsi coi panni e tutto nell‘abisso del grottesco tanto caro a H. P. Lovecraft. I due esempi che stiamo citando sono il video di Silvio Berlusconi mentre allatta gli agnellini per la Domenica delle Palme e l‘intervista a Luigi Di Maio in cui il vicepresidente della Camera dei Deputati dice la sua su come risolvere il conflitto in Siria.

Il primo è stato proprio Di Maio: intervistato sui missili USA sganciati contro la base aerea dei raid chimici in Siria, ha affermato, testuali parole: “I missili lanciati dagli Usa costano circa 60 milioni di dollari. Se avessero sganciato 60 milioni in banconote sulle popolazioni non li avrebbero aiutati di più? Quanto stiamo spendendo in armamenti sulla Siria? Se li avessimo dati alle popolazioni sicuramente le avremmo aiutate di più”. Agevoliamo il video per gli increduli.

Il probabile candidato Premier del M5S,  a forza di semplificare il dibattito politico, ha fatto uno scivolone nel vasto multiverso dell’assurdo. Invece di prendere una posizione chiara sull’accaduto, che ha preferito dare la sua formula: una pioggia di banconote sopra le popolazioni che non hanno niente e che niente potrebbero comprare coi soldi, oggi, tra le macerie. Questo gesto circense e plateale, nel film surreale che ci siamo fatti in testa, provocherebbe solo ancora più saccheggi e scorribande da parte delle fazioni armate. Ma poi, perché un qualunque Stato del mondo dovrebbe rispondere a un attacco vigliacco e assassino con le armi chimiche (sia ad opera di Assad o meno) con una bella pioggia di dollaroni a caso, sulle madri e i padri che piangono i figli? Non si può collegare un eccidio che sa di Olocausto alle ansie economiche della medio piccola borghesia italiana, a meno di non accollarsi una pessima figura, come in effetti ha fatto.

Fortunatamente, il ritorno di Silvio Berlusconi con uno dei suoi più memorabili video ci riporta alla dimensione di politica spettacolo a cui ci ha abituato durante gli anni d’oro dei suoi mandati ventennali, stavolta però, vuoi perché Silvio inizia ad avere un’età, vuoi per l’oggetto del servizio, riesce a provocare un forte imbarazzo. Nel video pubblicato dal Corriere della Sera infatti, su invito di Michela Vittoria Brambilla, decide di diventare vegano e di salvare quattro o cinque agnellini dal macello per il pranzo di Pasqua. Vestito casual, con pantaloni comodi e felpa, si fa ritrarre nel giardino di Arcore con la Brambilla e la fidanzata Francesca Pascale mentre abbraccia, bacia e allatta le giovani pecore, con buona pace delle popolazioni nella guerra di cui sopra.

 

Come potete immaginare, le immagini dell’ex premier intento a scambiare tenerezze con gli ovini ha scatenato l’incredulità e il cinismo dell’internet, ma in ogni caso se n’è parlato tutto il giorno.

Queste due scene sono diametralmente opposte, ma in qualche modo sintomo della stessa necessità politica di vincere le future elezioni con ogni mezzo. Nei sondaggi aggiornati, il M5S e il PD se la contendono per una manciata di voti, ma il Movimento 5 Stelle continua a essere in testa. A fare da ago della bilancia, proprio Forza Italia che ad oggi è il terzo partito in Italia, nonostante sia stato dato per morto almeno una decina di volte. La politica spettacolo e che le dichiarazioni sopra le righe ci hanno dato Donald Trump e la Brexit, sembra però chiaro che il panorama politico internazionale necessiti un senso di responsabilità che negli ultimi anni sembra perso in favore di una corsa a chi la spara più grossa.

 

 Triste Mietitore

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