Society
di Simone Stefanini 9 Marzo 2020

Come lavorare da casa e non impazzire: il tutorial

Lo smart working è possibile, basta che vi diate delle regole ferree da seguire

Mi chiamo Simone, ho gli anni che ho (cit. Boris) e  da otto di questi lavoro da casa. Sono ancora vivo, non ho perso i capelli (cioè sì, ma quello era di famiglia), vivo in un paesino sperso nella campagna toscana in cui la fibra è ancora il cereale che serve per avere una buona attività intestinale e, comunque, riesco a fare il mio lavoro in maniera decente senza ciondolare per casa come uno zombie privo dei basilari punti di riferimento. Come faccio? Facile: sono il dittatore di me stesso e con gli anni ho affinato tecniche survivaliste che mi permettono di contrastare l’avanzata del Nulla.

In questi giorni, molti di voi avranno a che fare con questa esperienza per la prima volta e si sentiranno persi senza i colleghi, le urla del capo, la pausa pranzo e tutte le cose che si fanno a lavoro. Non scoraggiatevi, ce la potete fare, ma dovete darvi delle regole ferree.

Createvi uno studio in casa

Siete tutti contenti perché da oggi potrete lavorare sul divano col laptop sulle ginocchia, Netflix accesa, cibo spazzatura sparso ovunque senza nessuno che vi controlli? Nein. Voi siete il controllore di voi stessi e quanto più disciplinati riuscite ad essere, tanto più riuscirete a portare a casa risultati senza frignare, lamentarvi o impazzire. Adibite uno spazio della casa a studio personale, meglio se con una porta che possa chiudervi fuori dal resto del mondo (cioè coinquilini, famiglia, televisioni accese etc). Lavorate solo lì, se non avete spazio createvi uno studiolo in camera, l’ho fatto per 4 anni e sono sempre vivo. Ce la potete fare anche voi.

 

Vestitevi come se doveste uscire

Se non volete diventare creature mutanti metà essere umano metà muffa, rimettete la sveglia ad un orario consono che vi permetta di lavarvi, fare colazione e preparare tutte le cose di cui avrete bisogno durante il giorno: caffé, pranzo, dare una pulita in casa (perché un ambiente confusionario crea confusione) e vestitevi come se doveste uscire di casa.  Stare in tuta tutto il giorno vi renderà degli hikikomori orribili alla vista e al tatto. Non provate neanche a mettervi la camicia quando avrete delle call via Skipe sopra i pantaloni del pigiama, perché il vostro raziocinio potrebbe avere delle falle. Lavatevi, vestitevi, sterilizzatevi, date una botta di disinfettante anche a tastiera e mouse e iniziate la vostra giornata lavorativa a grandi linee alla stessa ora tutte le mattine.

 

Preparatevi il pranzo in anticipo

Ricordate quando andavate a mangiare fuori o compravate cibo già pronto al supermercato? Eh, altri tempi, ma forti della vostra spesa settimanale, oculata ma non ossessiva, avrete tutti gli ingredienti per farvi da mangiare anche se in cucina siete delle mostruose chiaviche. Fate sì che la vostra dieta sia bilanciata, le vitamine di questi tempi sono indispensabili per non prendervi raffreddori e scambiarli per virus strani. Per pausa pranzo, mi raccomando pochi carboidrati altrimenti vi buttate sul divano e addio produttività. Se riuscite, lavate subito i piatti e fate qualche esercizio fisico per mettere in moto la digestione. Non fate quelle facce, due flessioni le fa anche Hayao Miyazaki allo Studio Ghibli (ogni 2 o 3 ore i suoi dipendenti hanno l’obbligo di alzarsi dalla scrivania per mettere in moto il corpo), potete riuscirci anche voi. Una volta finita la pausa, rimettetevi al lavoro.

 

Parlate costantemente con colleghi e capi

Una delle problematiche principali con lo smart working è quella di sentirsi dannatamente soli. Nessun dialogo, nessuna battuta, ciò che fate sembra non servire a niente e invece è molto importante, specie in tempi come questo: ogni posto di lavoro conservato è un posto di lavoro guadagnato. Tra un compito e un altro, fate due minuti di chat con colleghi, sentite costantemente il parere dei capi sul vostro operato, fatevi sentire presenti ma non assillate, che anche gli altri stanno lavorando.

 

Non distraetevi sui social

A lavorare in casa, col computer costantemente acceso, viene quasi naturale dare un’occhiata a Facebook, Instagram e tutti i social di cui disponete, per surrogare la vita sociale. Un’occhiata è un conto, mezz’ora  è un altro. Dovete rimanere produttivi, togliervi qualche soddisfazione lavorativa nonostante la nuova sistemazione e iniziare a litigare con sconosciuti sui social non è la soluzione.

 

Una volta finito di lavorare, staccate davvero

Quando lavorate da casa, a volte vi sembra di non staccare mai. Per questo motivo dovete stare dietro agli orari di lavoro e, una volta finito il vostro, meglio se chiudete il computer e vi mettete a fare altro, fosse anche un aperitivo in solitaria o con gli affetti (tenuti a un metro di distanza), grazie agli ingredienti previamente comperati nella spesa oculata di cui sopra. Qualunque cosa includa buon senso e distrazione, al momento, è necessaria per sopravvivere alle giornate tutte uguali passate in casa tra il lavoro e la vita normale. Anche noi, come tutti, vi raccomandiamo di non uscire di casa se non per cause di forza maggiore e di contribuire con il vostro senso civico a rallentare l’epidemia. Noi saremo sempre qui, a divertirvi e procurarvi un po’ di serenità a costo zero.

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