Society
di Claudia Di Meo 17 Dicembre 2014

I 10 amici scrocconi che tutti abbiamo conosciuto

E se non li conosci, vuol dire che lo scroccone sei tu

Lo “scroccone” è quell’individuo che si muove avidamente tra amici e conoscenti, sempre pronto ad approfittare della prima occasione utile per elemosinare un caffè, una sigaretta, cene o un posto letto (tra universitari accade spesso), promettendo di ricambiare il favore il prima possibile. Per qualche oscuro motivo, però, quel “prima” non arriva mai. Se anche voi avete un amico che rispetta questo profilo non avrete difficoltà a riconoscerlo in uno di questi 10, altrimenti mi dispiace dirvi che quell’amico potreste essere proprio voi.

 

1) Il posacenere umano
Ogni volta che ti accendi una sigaretta, magari dopo un esame o una giornata stressante di lavoro, intento a startene cinque minuti in pace e gustartela fino a consumare il filtro, ecco che magicamente appare alle tue spalle il tuo amico, che peggio di un cane da tartufo ha sentito la puzza di fumo. È lui quello dei famosi “due tiri”. Quello che, alla domanda “che sigarette fumi?”, risponde sempre “quelle degli altri”.

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2) Il caffeinomane
Un caffè costa solo un euro in fondo e offrirne uno non ha mai fatto fallire nessuno. Il problema è che lui, il caffeinomane, ne prende 15 al giorno e di quei 15 nella migliore delle ipotesi ne paga 3. Ha debiti al bar sotto casa e anche in tutti quelli del vicinato, perfino la macchinetta automatica dell’università rabbrividisce quando lo vede passare. Ovviamente ha debiti anche con i suoi amici:
– Andiamo a prendere un caffè, ti va?
– Ma si dai!
– Grande,paghi tu però che non ho spicci.

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3) La pattumiera
È l’amico che ti si siede accanto ogni volta che andate a pranzo o cena fuori, quando è il momento di ordinare studia il menù per circa 20 minuti, facendo aspettare il cameriere, per ordinare il piatto meno caro, in genere un’insalata. Come al solito dice di non aver molta fame, ma in realtà sta solo aspettando che mostri segnali di cedimento tra il secondo e il terzo piatto che hai preso. “Quello lo finisci?”: è la sua tipica frase d’attacco.

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4) Usucapione
Questo tipo di “scrocco” è tipico soprattutto fra le donne, ma anche agli uomini sarà capitato di prestare una maglia o un qualsiasi oggetto ad un amico. Bene, stiamo parlando di quegli stessi indumenti o oggetti di cui avete solo un vago ricordo, perché non li avete mai più rivisti. Ogni volta che avete provato a richiedergli qualcosa indietro, il vostro amico vi chiede scusa quasi piangendo e poi vi propina una serie di storie fantascientifiche e assurde, morale della favola: ormai è suo.

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5) L’autostoppista
Non ha la macchina o se ce l’ha è parcheggiata in garage da anni. Non importa che sia una Fiat Uno del 1989 o una Ferrari, per lui è un vero e proprio feticcio ed utilizzandola gli sembrerebbe di farle violenza. Per questo ogni volta che bisogna andare da qualche parte, sapete già che vi toccherà prendere la vostra, passarlo a prendere e riportarlo. Ah, ovviamente è lo stesso che quando dite di dover mettere benzina invece che proporsi per dividere, vi prende in giro perché la sua invece “va” a metano.

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6) Il criminale informatico
Per la polizia postale è un vero e proprio criminale che si piazza sotto casa delle persone o fuori dagli uffici per rubare la connessione ad internet, ma per voi è semplicemente il vostro amico o compagno di studi che tutti i giorni è in casa vostra per controllare Facebook o lavorare, perché a casa sua il modem casualmente non funziona mai. Si dice che sei veramente amico di una persona quando arrivato in casa sua il telefono ti si connette in automatico alla rete wi-fi.

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7) Il senza tetto
Soprattutto tra universitari capita spesso di restare a dormire a casa degli amici, perché magari si è fatta una certa e senza macchina tornare a casa di notte è un’impresa. Per lui però è più un’abitudine o una mossa strategica, ogni sera si autoinvita a cena e casualmente dopo poco collassa sul divano, a quel punto a svegliarlo vi sentite una carogna.

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8) L’alcolista
Chi beve da solo si strozza, ma a bere con lui a strozzarsi è il portafoglio. “Dai il prossimo giro lo offro io”, lo promette ogni volta che vi avvicinate al bancone per prendere una birra o un drink, ma finito quello fugge più velocemente di Bip Bip e si dà per disperso per i successivi tre weekend.

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9) Call center
È sempre con il telefono in mano, dalla madre ai telefoni hot, non è mai sicuro con chi stia parlando, ciò che è sicuro è che lo fa con il vostro telefono perché lui finisce i minuti gratis già il secondo giorno del mese.

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10) Mani bucate
Quando siete insieme ha sempre qualcosa da comprare, ma puntualmente ogni volta che uscite il vostro amico ha lasciato il portafogli in casa oppure dice di non aver contanti e per qualche ragione nelle vicinanze non ci sono bancomat. A quel punto sapete già cosa sta per chiedervi: “Mi presti 5 euro?”, con tutte le volte che glieli avete prestati, vi sareste potuti comprare un computer nuovo o permettere una settimana di cena da Cracco e quando ci pensate vi sale l’istinto omicida, ma in fondo meglio un amico oggi che 5 euro domani.

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Serigrafia a due colori, dimensioni 20×30 cm Edizione limitata di 40 esemplari Giò Pistone Gio Pistone è nata a Roma. La scelta dei soggetti, spesso figure di fantasia tendenti al mostruoso, caratterizzati da colori molto forti, nasce prestissimo a seguito di incubi notturni. Disegnarli il mattino seguente fu un’idea della madre per affrontare la paura. Presto gli incubi si sono trasformati in vere e proprie visioni da cui ancora oggi attinge. Si è appassionata alla scenografia di teatro dove ha continuato ad approfondire i suoi sogni e il suo innato amore per il grande. In seguito ha lavorato e viaggiato con La Sindrome Del Topo, un gruppo di creatori di strutture di gioco e sogno, con cui si occupava di disegnare, costruire e progettare giostre e labirinti. Ha cominciato a lavorare in strada nel ‘98 attaccando in giro per Roma i suoi disegni fotocopiati. Ha collaborato con varie realtà italiane e internazionali. Ha partecipato a mostre in tutta Europa in particolare presso il Museo MADRE di Napoli, l’Auditorium di Roma, il Museo Macro di Roma e partecipato ad eventi di Street Art quali «Scala Mercalli», «Pop up», «Subsidenze», «Visione Periferica», «Alterazioni», «M.U.Ro». Tratto dal catalogo della mostra La bellezza fa 40  
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