La Roma è stata costretta a cambiare rotta per l’attacco nelle ultime ore di oggi, 3 giugno 2026. Da Trigoria è infatti arrivata la conferma che la pista Gianluca Scamacca si è fermata: l’Atalanta lo ha blindato fino al 2028. Così il club giallorosso, con Gian Piero Gasperini a caccia di un centravanti di rotazione alle spalle di Malen, ha rimesso mano alla lista. In questo momento il nome che avanza di più è quello di Andrea Pinamonti, mentre sullo sfondo restano soluzioni più complicate e più pesanti sul piano economico. Dentro la società, la sensazione è chiara: il vice non sarà scelto in fretta. Anche perché, almeno per adesso, la priorità sembra essere un’altra.
Scamacca blindato dall’Atalanta: perché la pista per il ritorno in giallorosso si è chiusa
Per qualche giorno l’idea di vedere Scamacca alla Roma aveva ripreso forza. C’erano diversi elementi che facevano pensare a una strada riaperta: il legame con la città, il rapporto con Gasperini, il contratto in scadenza nel 2027. Poi è arrivato lo stop, secco. L’Atalanta ha esercitato l’opzione di rinnovo già prevista nell’accordo del centravanti romano, portando la scadenza al 2028 e di fatto togliendolo dal mercato, almeno alle condizioni che la Roma aveva in mente.
A Bergamo il segnale è stato interpretato come una scelta precisa: tenersi stretto il giocatore e ripartire da lui. A Trigoria, invece, la notizia è stata accolta come una doccia fredda. In teoria, un investimento importante dei Friedkin potrebbe anche riaprire il discorso, ma al momento non è uno scenario considerato reale. La Roma, infatti, non vuole destinare una fetta pesante del budget a una prima punta che partirebbe comunque dietro nelle gerarchie. E allora si volta pagina. Ancora una volta.
Pinamonti prende quota: costi, rendimento e incastro tattico nel sistema di Gasperini
Nel nuovo scenario, il nome che sta guadagnando terreno è quello di Andrea Pinamonti, classe 1999. Un profilo meno pesante di Scamacca e, proprio per questo, più adatto all’idea di un vice Malen. L’attaccante del Sassuolo piace per motivi molto concreti: conosce bene la Serie A, garantisce una certa continuità sotto porta e ha caratteristiche che a Gasperini piacciono, soprattutto per il lavoro in area e per la capacità di giocare anche spalle alla porta.

Nell’ultima stagione ha chiuso con 9 gol: non un bottino da copertina, ma numeri dentro un percorso stabile. Prima aveva già raggiunto la doppia cifra con l’Empoli nel 2021-2022, con il Sassuolo nel 2023-2024 e con il Genoa nel 2024-2025. Non è il nome che accende i titoli, questo è chiaro, ma è uno di quelli che possono dare equilibrio a un reparto. Il contratto scade nel 2027 e proprio questa situazione può aiutare una trattativa senza trasformarla per forza in un affare lampo. Da parte del giocatore, stando a quanto filtra nelle ultime ore, c’è gradimento per la destinazione. Il nodo resta il costo dell’operazione: la Roma vuole capire se ci sono margini per chiudere a cifre sostenibili, evitando rilanci e aste. E sotto questo aspetto Pinamonti viene considerato un incastro credibile.
Vlahovic resta un’idea di lusso: l’ostacolo ingaggio e la questione del posto da titolare
Più dietro, ma ancora presente nei ragionamenti, c’è Dusan Vlahovic. Il nome pesa, inevitabilmente, perché parliamo di un attaccante che per età e curriculum alzerebbe il livello della rosa. Però oggi la pista assomiglia molto più a una suggestione che a una trattativa vera.
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Il primo problema è l’ingaggio di Vlahovic, troppo alto rispetto al tipo di profilo che la Roma cerca per completare il reparto. Il secondo è tecnico: il serbo vuole garanzie da titolare e difficilmente accetterebbe di arrivare per alternarsi o partire alle spalle di qualcun altro. E qui il discorso, di fatto, si spegne da solo. Per i giallorossi avrebbe senso solo in condizioni molto diverse, sia sul piano economico sia su quello del ruolo. E adesso quelle condizioni non ci sono. Tradotto: Vlahovic alla Roma resta un nome da tenere d’occhio, ma non una pista davvero calda.
Non solo centravanti: perché la vera priorità del mercato romanista sono gli esterni offensivi
Il punto vero, infatti, è questo: nel calciomercato Roma, la riserva in mezzo all’attacco non è la voce più urgente. La richiesta di Gasperini va soprattutto sugli esterni offensivi. Servono almeno due innesti tra ali e trequartisti capaci di portare strappo, uno contro uno e gol. È lì che il club sta concentrando attenzione e risorse. Anche perché il futuro di Soulé, oggi, non viene più considerato intoccabile come qualche mese fa.
Il profilo che piace di più al tecnico resta Mason Greenwood, ma il Marsiglia valuta il giocatore attorno ai 50 milioni di euro: una cifra alta, difficile da affrontare. Restano sotto osservazione anche Crysencio Summerville del West Ham e Antonio Nusa del Lipsia, due nomi diversi ma accomunati dalla capacità di allargare il campo e creare superiorità. Negli ultimi giorni è spuntato anche Domenico Berardi, che gradirebbe la Champions League, ma al momento non risulta in cima alla lista giallorossa. C’è invece più attenzione su Julian Brandt, classe 1996, in scadenza il 30 giugno con il Borussia Dortmund dopo una stagione chiusa con 11 gol tra campionato e coppe. Sarebbe un’occasione a parametro zero, per di più gradita a Malen, che con lui ha già giocato in Germania. Sul tavolo c’è anche Kerim Alajbegovic, talento del Bayer Leverkusen nato nel 2007 e valutato attorno ai 20 milioni. La linea della Roma, in questa fase, sembra piuttosto netta: prima gli uomini che servono a dare forma all’attacco di Gasperini sulle corsie e tra le linee, poi il tassello al centro. Il vice Malen arriverà, ma senza forzature. E oggi, dentro questo quadro, Pinamonti è il nome più realistico.




