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di Mattia Nesto 22 Gennaio 2021

Abbiamo provato la demo di Resident Evil Village dopo la mezzanotte: non fatelo

Il nuovo capitolo di uno dei franchise più duraturi del mondo dei videogiochi sta per tornare il prossimo 7 maggio

Forse provare la demo, proposta esclusivamente per PS5, di Resident Evil Village, il nuovo capitolo di una delle serie più lunghe e importanti della storia dei videogiochi, non è stata una grandissima idea. E non perché la demo chiamata Maiden sia stata una brutta esperienza videoludica (e sul termine “esperienza” ci torneremo) ma perché vista l’atmosfera da horror-gotico à la Dracula di Bram Stoker non è che siamo andati a dormire belli sereni e rilassati, tutt’altro.

Durante lo showcase di ieri sera Capcom non solo ha rivelato la data di uscita, totalmente multipiattaforma e per le console di nuova e vecchia generazione, ma anche la possibilità, in tempo reale, di provare la demo del nuovo Resident Village, quello che i fan denominano come Resident Evil 8. Prendendo a mani dall’impostazione in prima persona di Resident Evil 7 (anche se al momento non è stato comunicato nulla su un eventuale supporto in realtà virtuale) è stata confermata l’ambientazione in quella che pare proprio essere la Transilvania, con un misterioso e lugubre castello che nasconde al suo intero diversi ambienti: da eleganti sale ricolme di stucchi e mobili eleganti sino a inquietanti segrete piene di cadaveri mutilati e gabbie per torture varie e eventuali.

E proprio da un sotterraneo-prigione prende avvio la demo nella quale saremo chiamati a indossare i panni di una misteriosa “maiden”. La prima cosa che balza all’occhio è l’atmosfera. Grazie al Re:Engine, il motore proprietario di Capcom il senso di inquietudine e vivo orrore che si prova, praticamente a ogni passo, nell’esplorazione delle prigioni è palpabile. Questo senso di angoscia viene acuito dall’uso eccezionale dell’audio, il famoso Tempest Engine proprietario di Playstation 5 e che fa rizzare ogni possibile pelo del corpo al minimo rumore o scricchiolio.

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Intendiamoci: nelle ore immediatamente precedenti lo showcase, sui forum e sui siti specializzati erano letteralmente fiorite un sacco di teorie (alcune delle quali molto buffe) sul possibile prosieguo/sviluppo della trama. Noi non ci entriamo non perché non siamo curiosi ma perché ci piace lasciarvi scoprire di più. Tuttavia occorre soffermarsi su una “protagonista” dell’evento di Capcom, ovvero Lady Dimitrescu che quindi, evidentemente, conferma il setting in Romania del capitolo. Dimitrescu, nel trailer, si vede prima conversare al telefono e poi, accompagnata da inquietanti “sorelle/sodali vampire” dare il benvenuto al protagonista. La Signora Vampiro ha impressionato i fan già dalla prima ora: giunonica al limite del gigantismo, ha un volto enigmatico e un fare molto seducente che, ne siamo sicuri, sarebbe piaciuto un botto a Federico Fellini (piccolo consiglio per la demo: attenti alle porcellane!).  Senza volervi svelare nulla sul contenuto della demo e limitandoci al trailer, possiamo dirvi che un’altra cosa che ci è piaciuta un botto è la tensione sessuale, il gioco di seduzione-morte che le lady vampiro ci hanno trasmesso: era da un po’ di anni che nell’ambito vampiresco non si assisteva a questa scelta stilistica. E il doppiaggio inglese ci è parso molto convincente.

Se quindi audio e estetica ci hanno davvero convinto, qualche perplessità l’abbiamo sulla grafica, ovvero proprio la conta poligonale e la resa su schermo. Non ci sono i “prodigi di illuminazione” di Demon’s Souls tanto per capirci e la natura cross-gen del titolo si nota praticamente a ogni angolo: la mancanza di illuminazione dinamica e la resa di certe texture, in effetti, ogni tanto, fa perdere un po’ la magia del contesto. Altro punto dolente, al netto che durante la demo non si può combattere né fare null’altro che non sia esplorare gli ambienti e raccogliere gli oggetti, è il combat-system, mostrato per qualche manciata di secondi durante lo showcase.

Nonostante sia stato ricordato che quanto veniva mostrato era tratto da una versione ancora non completa del gioco, certi movimenti scattosi, alcune animazioni non pulitissime e, soprattutto, certe reazioni dei nemici veramente troppo basiche ci hanno lasciato qualche dubbio. Tuttavia è davvero troppo presto per parlarne. Così come del resto è molto prematuro discutere della, apparente, deriva soprannaturale di una serie che, negli anni, ci aveva abituato a giustificare tutto, anche le follie più assurde, utilizzando basi più o meno scientifiche e appellandosi alla biologia o alla genetica (la famosa “scienza pazza” tanto amata dai fan). Questa volta, almeno all’apparenza lo ripetiamo, ci sembra tutta un’altra storia.

Ciò che possiamo ancora ribadire è che la demo, nella sua brevità, ci ha lasciato molta acquolina in bocca. La villa/castello, fortemente ispirata alla Villa Spencer del primo, mitologico, capitolo della serie, ci ha conquistato e non vediamo l’ora di spaventarsi a manetta esplorandone i corridoi, buttando un occhio negli anfratti e risolvendo gli enigmi e i puzzle ambientali che, a quanto riferito durante lo show, sono finalmente tornati. Se vi è piaciuto Resident Evil 7, siamo certi, impazzirete per Lady Dimitrescu. Ah, un’ultima cosa: è stata annunciata, ancora a data da destinarsi, una seconda demo, questa volta multipiattaforma. Vi terremo aggiornati. Sperando possa uscire a mezzogiorno a questo giro.

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