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di Mattia Nesto 8 Aprile 2020

Cronaca di un professore virtuale

Tutti parlano di videolezioni ma in pochi le hanno davvero sperimentate: abbiamo raggiunto il professore Andrea Maricelli per farci raccontare cosa si provi a stare dietro la cattedra virtuale

Arrivati a questo punto ormai molte famiglie, studenti e professori si sono abituati. Stiamo parlando delle videolezioni o della didattica online che, da quando le scuole sono state chiuse, hanno preso il posto delle lezioni faccia a faccia. Eppure, al di là di esserne interessati direttamente, non sappiamo quanti di voi siano a conoscenza a livello proprio tecnico e di routine su che cosa sia le videolezioni e su cosa voglia dire fare insegnamento tramite computer o device di qualsiasi natura. E allora, per saperne di più, abbiamo raggiunto il professore Andrea Maricelli, tra i primi in Italia ad avere iniziato a fare lezioni online, per farci spiegare meglio questo nuovo mondo con il quale, volenti o nolenti, dovremo sempre più confrontarci nei prossimi mesi.

Avresti mai pensato che un giorno, neppure troppo lontano, avresti potuto fare lezione da casa?
Potuto sì, dovuto no. Nella mia scuola, gli Istituti De Amicis Di Milano, siamo già molto “digitali”. Abbiamo iPad per tutti gli studenti e i docenti, quindi la possibilità è sempre stata assolutamente a portata di mano… ma che ci sarebbe stata necessità… e questa necessità poi!

Quando hai saputo che occorreva attrezzarsi per fare lezioni telematiche?
Abbiamo passato la settimana di carnevale ad organizzare tutto, lavorando in tre docenti giorno e notte. Il 2 marzo eravamo pronti. I ragazzi non hanno perso un giorno di lezione

La prima volta che assieme ai tuoi studenti hai iniziato a spiegare qual è stata la loro risposta?
Ottima: i ragazzi hanno risposto benissimo da subito e, ancora oggi, dicono di “avere bisogno” (anche questo è inaspettato, esplicitamente, da loro!) del nostro appuntamento quotidiano, che preferiscono al non far nulla. Poi usi “spiegare”… e su questo ci sarebbe un mondo pedagogico da spalancare… mica si può fare lezione frontale in un momento così!

Se dovessi elencare tre difficoltà nel fare lezione via web quali sarebbero?
Forse il chiedere loro di tenere aperta la videocamera, poi la scelta del metodo, fondamentale per arrivare ai ragazzi e infine la scelta del metodo di valutazione.

E invece tre potenzialità o comunque aspetti positivi?
1) Ci siamo. In questo delirio, in questa tragedia siamo lì gli uni di fronte agli altri e, in questo modo si mantiene la relazione.

2) Il re è nudo: l’insegnante è “senza voti”. I ragazzi sono tutti promossi: questo scopre le carte dei docenti. Colui che ha sempre fondato la sua autorità su valutazioni e minacce cadrà; il docente autorevole invece potrà finalmente far scoprire ai suoi studenti che studia – soprattutto – per altro

3) Inevitabilmente i docenti si sono dovuti adeguare alla situazione e questo ha costituito un’impennata nelle loro competenze tecnologiche… si fa di necessità virtù.

Credi che una volta passata l’emergenza quest’esperienza di apprendimento a distanza potrà essere reiterata? Non stiamo dicendo che entrerà come punto fermo del prossimo programma scolastico senza dubbio ma magari se ne potrà parlare…
Ci sono moltissimi studenti che potrebbero aver bisogno, per svariati motivi, di questo tipo di lezioni in altre occasioni. Ci sono decine di App che i docenti stanno imparando ad usare e che ha senso pensare di utilizzare anche tornati alla normalità. Personalmente sogno una classe senza lavagne, in cui gli studenti possano guardarsi l’un l’altro e col docente, con un Setting d’aula completamente libero, cosa assolutamente assicurata dalle varia lavagne collaborative che stiamo usando quotidianamente… ma questo è solo il primo passaggio…

Potrebbe funzionare bene per materie un po’ sacrificate in questi anni, come Storia dell’Arte…
Assolutamente vero, in effetti ci sono mille modi per osservare architetture e dipinti, molto meglio che se li avessimo davanti: il flyover di Apple Mappe e la realtà aumentata sono solo due di essi, giusto per fare un esempio. In fondo se uno ci pensa bene un’offerta di lezioni telematiche potrebbe essere molto interessante. Ma anche per approfondimenti, variazioni sul programma scolastico o, perché no, approfondimenti su argomenti specifici.

Ma a proposito tu che rapporti hai con la tecnologia?
Io non faccio testo, sono Apple Distunguished Educator, Apple Professional Learning Specialist (formatore certificato) ed Apple Education Specialist presso C&C Consulting…. E la mia scuola è una Apple Distinguished School… Ho vinto qualche cosa? Ahaha. Per me la tecnologia è lavoro e vita. È bellissimo, sorprendente e incredibilmente utile ciò che permette di fare e penso che, se oggi non ne fossimo pervasi, questo periodo sarebbe molto più difficile e rischioso. In tutto questo, però, insegno anche latino e, come diceva il buon Orazio, “quello del Carpe diem”, “est modus in rebus: c’è una misura in tutte le cose. Dobbiamo sempre e comunque essere noi ad usare la tecnologia, mentre ho l’impressione che alcuni esseri umani oggi rischino di diventare dei prolungamenti del centro notifiche dei loro telefoni.

Perché leggendo i giornali ci siamo accorti come spesso e volentieri si parli delle difficoltà di accesso che hanno gli studenti ma magari anche lato professori non è tutto rosa e fiori…
Dietro la parola “docenti” c’è un mondo: un’umanità variegata e multicolore all’interno della quale puoi trovare di tutto. Alcuni di loro, certamente, sono un po’ più indietro nelle competenze d’uso di device tecnologicamente avanzati rispetto agli altri, ma moltissimi sono quelli che hanno da subito desiderato di apprendere i modi per rivedere i loro studenti, parte importantissima della nostra vita. Ci sono certamente, per tutti, anche difficoltà di accesso materiali (dispositivi che mancano, connessioni internet lente…) ma il Ministero si è mosso per garantire alle scuole l’acquisto di strumenti e formazione, e i cittadini hanno ricevuto l’invito a condividere le reti veloci con i vicini se sanno che intorno a loro c’è qualche studente impegnato nell’homeschooling.

Hai coniato un’espressione proverbiale per dare il benvenuto ai tuoi studenti via web?
No, do il buongiorno a tutti e chiedo a ciascuno come stia. Per me è importante far sentire loro una vicinanza che lo schermo fatica altrimenti a far passare.

Come ultima domanda la classica domanda del menga: ma sul serio c’è l’obbligo di accendere la webcam durante le lezioni?
CON ME SI! È fondamentale – sempre – vedere gli studenti. Io faccio lezione dal mio Mac portatile cui collego l’iPad. In questo modo i contenuti passano da iPad, mentre sullo schermo del laptop ho i loro visi. Questo serve anche a sdrammatizzare, quando si coglie qualche sbadiglio o qualche espressione buffa da commentare per divertire un po’ e poi ripartire. Le lezioni devono essere dialogate, ed è bello e necessario vedere le loro espressioni: in questo modo si può cogliere meglio l’andamento della discussione… insomma… sembra proprio di essere in classe!

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