Gli hacker potrebbero controllare i vostri sex toys: non è uno scenario da film di fantascienza, ma una vulnerabilità reale e documentata che riguarda milioni di dispositivi connessi in tutto il mondo. La tecnologia ha fatto passi da gigante, anche in materia di sex toys. Sono lontani i tempi in cui bastava un finto fallo in gomma o plastica e tanto olio di gomito: oggi i sex toys sono sempre più tecnologici e spesso fanno uso di un’app con cui comunicare via Bluetooth, per aumentare o diminuire la stimolazione, cambiare tipo di massaggio e così via. Un mercato globale che vale miliardi di euro e che, secondo i ricercatori di sicurezza, presenta falle preoccupanti.
Per quanto questo possa essere il migliore dei mondi possibili, ci sono comunque dei pericoli che vengono dagli smanettoni. Non, non si tratta di incalliti onanisti, bensì di hacker che possono controllare vibratori e butt plug dall’esterno della vostra abitazione, violando la vostra intimità nel modo più letterale possibile.
Come funziona l’attacco: il caso Pen Test Partners
Il blog Pen Test Partners è formato da computer nerd che hanno deciso di testare la possibilità di far ribellare i sex toys da remoto e ci sono riusciti, scoprendo tra l’altro che di solito, chi usa un butt plug, preso dalla foga si scorda di settare un PIN decente, preferendogli l’indimenticabile 0000 o l’eterno 1234. Facile dunque seminare il panico impostando la velocità massima del tappo anale proprio mentre qualcuno lo sta usando delicatamente, oppure azionarlo nel cassetto mentre stai tentando di fare il bravo padre di famiglia, esponendo a tutti i tuoi vizi segreti.
Il meccanismo tecnico è semplice quanto inquietante: i dispositivi smart comunicano via Bluetooth Low Energy (BLE) con un’app dedicata, spesso senza un sistema di autenticazione robusto. Un hacker nelle vicinanze — o, in alcuni modelli connessi a internet, anche a distanza — può intercettare il segnale e prendere il controllo del dispositivo. Il tutto in pochi secondi, senza che l’utente se ne accorga.
Gli smart sex toys non sono sicuri: cosa dicono i ricercatori
Durante quell’esperimento, i nerd riuniti hanno deciso di non andare oltre, perché il punto non è il creare scandalo ma vedere quanto siano sicuri gli smart sex toys e, amici cari, non lo sono così tanto. I ricercatori hanno identificato tre categorie principali di vulnerabilità: autenticazione assente o debole, trasmissione dati non cifrata e aggiornamenti firmware non verificati. Quest’ultimo punto è particolarmente soffocante: un aggiornamento malevolo potrebbe modificare il comportamento del dispositivo in modo permanente.
Il problema non riguarda solo la privacy fisica. Alcuni dispositivi raccolgono dati sull’utilizzo — frequenza, durata, preferenze — che vengono trasmessi ai server del produttore. Se quei server vengono compromessi, le informazioni più intime degli utenti potrebbero finire in mani sbagliate o, peggio, essere usate come leva in attacchi di tipo sextortion.
Come proteggersi: le precauzioni essenziali
Sapere che gli hacker potrebbero controllare i vostri sex toys è il primo passo; il secondo è agire. Ecco le misure minime che ogni utente dovrebbe adottare:
- Cambiare subito il PIN predefinito: niente 0000 o 1234. Usate una combinazione casuale e non condivisa con altri dispositivi.
- Aggiornare il firmware solo tramite l’app ufficiale del produttore, verificando che la connessione sia sicura.
- Disattivare il Bluetooth quando il dispositivo non è in uso: un segnale attivo è un segnale attaccabile.
- Scegliere brand con una politica di sicurezza trasparente: alcuni produttori pubblicano audit di sicurezza indipendenti; privilegiateli.
- Leggere le autorizzazioni dell’app: se un vibratore chiede accesso ai vostri contatti o alla fotocamera, qualcosa non torna.
Ora sapete che quando sentirete vibrare qualcosa dal nulla e avrete già il telefono in mano, dovrete iniziare a preoccuparvi seriamente. La sicurezza digitale, in questo caso, è anche sicurezza personale.
FAQ: gli hacker e i sex toys connessi
Gli hacker possono davvero controllare i sex toys a distanza?
Sì, in determinate condizioni. I dispositivi che comunicano via Bluetooth senza autenticazione robusta sono vulnerabili a chiunque si trovi nel raggio d’azione del segnale (generalmente fino a 10 metri). I modelli connessi a internet tramite app cloud possono essere attaccati anche da distanze maggiori, se i server del produttore non sono adeguatamente protetti.
Quali sex toys sono più a rischio?
I dispositivi più esposti sono quelli con connessione Bluetooth sempre attiva, PIN predefinito non modificabile e app che non richiedono autenticazione a due fattori. I butt plug e i vibratori controllabili da remoto tramite app sono stati i più studiati dai ricercatori di sicurezza.
I miei dati personali sono al sicuro?
Non necessariamente. Alcuni produttori raccolgono dati di utilizzo senza informare chiaramente l’utente. Leggete sempre l’informativa sulla privacy prima di collegare un dispositivo a un’app e preferite brand che dichiarano esplicitamente di non vendere i dati a terzi.
Cosa devo fare se sospetto che il mio dispositivo sia stato compromesso?
Disattivatelo immediatamente, disconnettetelo dall’app e contattate il servizio clienti del produttore. Se il dispositivo si comporta in modo anomalo — vibrazioni non richieste, modifiche alle impostazioni — è prudente smettere di usarlo fino a quando non avrete verificato l’integrità del firmware.
Questo articolo è stato realizzato con il supporto dell'AI e sottoposto a revisione editoriale.






