TV e Cinema
di Mattia Nesto 8 Maggio 2018

7 motivi per rivedere Yuppies, il primo film con Boldi e De Sica

Dopo l’annuncio  di un nuovo film assieme, ripercorriamo la prima tappa di una delle coppie che, volenti o nolenti, ha fatto la storia della commedia all’italiana

 

Un post muto, senza commenti, senza bisogno di niente se non del post stesso: così, la scorsa settimana, Christian De Sica ha annunciato Amici come prima, il ritorno (il cui titolo è molto indicativo) al cinema in compagnia di Massimo Boldi. Già, Boldi più De Sica,  gli alfieri della commedia all’italiana brutta, pecoreccia e scoreggiona, ma che, chi più chi meno, alla fine tutti conosciamo.

 

Dopo vent’anni, grosso modo, di film insieme infatti, Boldi e De Sica si erano lasciati, lasciati male nel 2005, subito dopo Natale a Miami. Un divorzio di quelli rancorosi, pieno di veleni e di ripicche, anche basse. Però, dopo un lungo tira molla e una lettera, strappalacrime scritta da Boldi a De Sica (di cui Yotobi ne ha fatto uno dei migliori pezzi di Youtube Italia e che vi proponiamo qui sotto), “l’amore è tornato a trionfare sull’odio”, per la felicità degli appassionati, dei fan e, ovviamente, anche dei produttori e dei gestori (poretti) delle sale cinematografiche.

 

 

Già ma quando è iniziato questo sodalizio così duraturo? Beh le basi sono gettati sul set di Pompieri, dove i due entrano in simpatia, ma è il vero primo film che li vede assieme a livello di duo comico è, forse il loro migliore: si tratta di una, non temiamo di dirlo, vera e propria pietra miliare del cinema italiano anni Ottanta. Parliamo di Yuppies – I giovani di successo.

 

Nonostante siano passati trentadue anni dall’uscita, Yuppies è ancora stracitato, strabusato e strarivisto, legalmente o meno, un po’ dappertutto, anche da giovani e giovanissimi, segno che è proprio entrato nel costume italiano. Noi proviamo qui sotto ad elencare i sette principali motivi. Seguiteci ma vi prego: innanzi tutto ingiacchettatevi, poi un paio di moccassa ai piedi e mi raccomando, orologio legato al polsino. Via, anda, si comincia.

 

 

1) Boldi + De Sica: buona, buonissima la prima

 

A stretto contatto non avevamo mai lavorato prima. Ma, fin dalle primissime battute, si capisce che Boldi è nato per fare la spalla a De Sica. Certo già nelle serate infuocate al Derby Club o nei programmi Antennatre Lombardia, Massimo Boldi si era fatte le ossa come spalla di, tra gli altri, Teo Teocoli e Enzo Jannacci, ma qui raggiungiamo l’apice. De Sica, che fino ad allora aveva intrepretato sempre ruoli o da imbranato un po’ sovrappeso oppure da finto figo (Sapore di mare sta lì a confermalo) ora si presenta asciutto, bello e figo: la parte del dentista fedifrago gli calza a pennello. E Boldi? Beh Boldi è l’amico sposatissimo, serissimo e buffissimo, un notaio tutto d’un pezzo che, pur amando la moglie e la vita tranquilla, sobillato dallo stesso De Sica si rovinerà con le sue mani. I due sono nati per stare assieme, la loro intesa è elettrica e le battute, sempre pesanti eh, dinamite pura.

Battuta cult: “Stasera esci?”, “Ma va, mia moglie mi ha preparato il minestrone da scaldare!”. “Ah io invece ti ho apparecchiato due mignottone da trombare, fai un po’ te, eh”.

Si ride, si ride in modo pesante ma si ride.

 

2) Sì, un tempo Ezio Greggio faceva ridere

Nell’era dei meme e dell’umorismo diffuso in rete pensare che ci sia stato un tempo in cui Ezio Greggio facesse realmente ridere è difficile da credere. Eppure, riguardando Yuppies, si capisce tutto. Greggio, che in quegli anni faceva furore a Drive In, interpreta il ruolo di venditore d’auto e, in, diciamo così, combutta con una splendida Corinne Cléry, costruisce tutto un gioco di battute, modi di dire, comportamenti, e status-symbol in serie davvero irresistibile. È giocoso, sul pezzo, rapido nei dialoghi e irrefrenabile: ma come ha fatto il suo umorismo a ridursi come oggi?

Battuta cult: “Signora, sua figlia è peggio del digestivo Antonetto, lo prende anche in tram”.

 

3) Il Dogui

Ogni volta che riappare sullo schermo Guido Nicheli è difficile cambiare canale. E qui, dato che stiamo di Yuppies, non c’è di dire come si appropri della sua parte. “Il cummenda” della commedia non ha problemi a fare il cummenda in questo film. Vessando il povero (ma in realtà un gran leccaculo) Jerry Calà, suo sottoposto, lo porterà a ogni tipo di sotterfugio per poter appartarsi con una squinzia rimediata chissà dove. La gestualità, il modo di muoversi e gli atteggiamenti sono tagliati su misura.

Battuta cult: “Ma sa cosa le dico Rambelli? Le dico che vedo la sua promozione in grave danger, caro il mio bel testone di cazzo!”

 

4) La Milano da Bere ma per davvero

Ora, nonostante sia una commedia, uno dei punti di forza di Yuppies, sin dalle prima scene con in sottofondo i Propaganda è quello di, nonostante tutto, raccontare bene quell’epoca lì, quella della Milano da Bere. Insomma sarà il fatto che tutti i protagonisti avevano sì e no trent’anni, gravitavano tutti su Milano (tranne De Sica, ma con il babbo che si ritrovava era davvero cittadino del mondo) e conoscevano benissimo la realtà raccontata. Ecco perché Yuppies, rispetto agli altri cinepanettoni o comunque commedie di quel genere è ancora oggi fresco, invitante e divertente. Perché era onesto, sincero e si vedeva che si divertivano un sacco.

Battuta cult di De Sica a questo giro: “Felice, mi prepari una crème de menthe con ghiaccio pilè?”.

 

5) Gli anni al contrario

Prendo in prestito, e mi scuso di questo, il titolo di un bellissimo libro di qualche anno fa di Nadia Terranova per citare il linguaggio. In Yuppies, meno che in altri film (tipo Il ras della fossa) è vero ma in modo forse più accurato, si usa il tipico slang metropolitano milanese, che ancora oggi talvolta si cita. Cioè dire determinate parole al contrario, così da non farsi capire da orecchi indiscreti. Alcuni sostengono che questo linguaggio sia stato inventato, alla fine degli anni Cinquanta, da membri della Mala milanese ma probabilmente è stato un’invenzione di un gruppo di amici, niente di più. Fatto sta che il modo in cui lo usano in questo film, è sublime e azzeccato, proprio tanto azzeccato.

Battuta cult (Greggio): “Pronto Lorenzo, allora confermato per questa sera? Mi presenterà al tuo baccanale con gafi annessa”.

 

6) Proust e Drive In

Usare Proust in un film del genere credo che meriti, da solo, un altro giro di vhs.

 

7) I Fab Four

L’ultimo punto, quello cruciale. Yuppies funziona benissimo perché, oltre Boldi e De Sica, tutti, e dico tutti, lavorano benissimo e sono all’apice delle loro rispettive carriere. Carriere che andranno avanti, anche con grandi successi, ma che in quel preciso momento avevano raggiunto il top dei top. Anche Yuppies 2, per altro, è un gran film. Meno fresco del primo chiaramente ma è un bel film. Peccato che poi, chi più chi meno, tutti e quattro i protagonisti del film faranno fatica a re-inventarsi una comicità rimanendo come schiavi dei personaggi interpretati qui. Un loop temporale in cui l’annuncio del ritorno della coppia Boldi e De Sica non è altro che l’ennesimo reboot.  Comunque, per tornare a Yuppies, noi non lo sappiamo cosa ci fosse nell’aria in quegli sul set di Milano, però “la Madonna se ci si divertiva! Provare per credere… e il sabato!”.

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Locandina numerata e autografata del Film del Concerto di Andrea Laszlo De Simone con l'Immensità Orchestra, in triennale di Milano. L'illustrazione originale della locandina è a cura di Irene Carbone, illustratrice e fumettista torinese con studi alla Scuola Internazionale di Comics, dal 2015 nel duo creativo Irene&Irene e da tempo coinvolta nel progetto Andrea Laszlo De Simone per la realizzazione delle copertine dei dischi "Immensità" ed "Ecce Homo", i video d'animazione "11:43" e "Sparite Tutti", oltre ad aver ideato la creatività della cover digitale di "VIVO". Per “Il Film Del Concerto” ha realizzato a mano un'opera che riconduce al migliore immaginario cinematografico di Federico Fellini. L'opera sarà stampata in pochissime copie in edizione limitata, autografate dagli artisti.  
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