TV e Cinema
di Simone Stefanini 23 Ottobre 2017

Andare in un cinema pieno di adolescenti fa schifo

Commenti ad alta voce, selfie, pop corn tirati ovunque, risate, litigi e applausi a più riprese. Gli adolescenti al cinema sono una piaga

Siete stati al cinema questo weekend? In caso affermativo, potreste aver visto IT di Andres Muschietti, una vera dichiarazione d’amore all’adolescenza,  il film che sta spopolando anche nel nostro paese, con incassi di oltre 6 milioni di euro (contro i meno di 5 milioni di euro incassati da Blade Runner 2049 in tre settimane di programmazione). Un fenomeno horror generazionale che ha riportato tutti al cinema, nonostante fosse vietato ai minori di 14 anni.

In sala infatti, oltre agli evidenti under 14, si sono avvicendati i venti-trenta-quarantenni che hanno letto Stephen King e vogliono fare il paragone libro-film, ma anche quelli che ricordano bene lo spavento preso nel 1990 quando hanno visto per la prima volta Pennywise il clown interpretato da Tim Curry nel minifilm tv. Una sala eterogenea che ripropone la tradizione millenaria del fastidio: gli adolescenti al cinema.

Siamo sicuri che anche voi siate stati adolescenti, ovvero esseri umani traboccanti di ormoni, ascelle pezzate, voce a volume mille, vestiti che neanche la Caritas e urgenza di imporsi a livello individuale. Una volta giunti in sala, a quell’età si cerca assolutamente quello/a che ci piace e ci si mette accanto, per provare l’approccio, la mossa del giaguaro, quello sbadiglio a braccia larghe che si trasforma in un abbraccio, anticamera del limone. Fin lì tutto ok, certi film sono fatti apposta per conoscersi meglio, il problema si presenta quando gli adolescenti si recano al cinema in branco, allo stato brado.

 

 

In quel caso esistono dei codici di appartenenza, richiami della foresta che in qualche modo abbiamo fatto anche noi ma che fortunatamente rimuoviamo quando diventiamo adulti e di colpo ci ritroviamo a pensarla come i nostri genitori. In soldoni: andare a vedere un film in un cinema pieno di adolescenti è la morte.

Un’esperienza di puro sdegno, di cristallina corruzione del sistema nervoso centrale, che ti fa empatizzare coi grandi educatori del passato, da Erode ad Annamaria Franzoni. Gli adolescenti al cinema infatti si dividono in un paio di macrocategorie, che durante l’adolescenza seguono molto il gender (salvo eccezioni che confermano la regola): i maschi sono giovani scimmioni che tirano i popcorn dalla galleria, ti mettono letteralmente i piedi in testa e producono chiassose risate e fischi di approvazione durante le scene che possano ricordare anche alla lontana il sesso. Alcuni di loro, non esattamente adoni, ci provano con la comicità e sparano battute su ogni dialogo, con conseguenti risate grasse del branco.

 

 

Le ragazze dal canto loro sono le cheerleader, che se ne stanno in gruppo e mentre ti godi il film parlano ad alta voce dei cazzi loro, stanno sui social illuminando a giorno il cinema con gli schermi dei loro cellulari costosissimi e, nel caso il film sia un horror, urlano prima, durante e dopo le scene di paura, per poi distrarsi completamente nelle altre scene e continuare a spettegolare.

 

 

Insieme, questi due cataclismi umani portano a fenomeni tipo: applauso interminabile quando il cattivo viene ucciso, litigi in stile ghetto youth per il posto a sedere, i pop corn, offese inenarrabili ai personaggi più deboli per manifestare la propria superiorità a livello di specie, quella danza rituale dell’alzarsi in piedi a caso per cambiare posto almeno 100 volte a film e quella sindrome da futuro blogger che consiste nel commentare tutte le scene, dalla prima all’ultima, per esprimere la propria intelligenza e al contempo non farti capire un cazzo.

 

 

Di soluzioni legali all’annoso problema, purtroppo non ce ne sono anche se l’idea di fare la sala per adulti e quella per adolescenti è forte, ma poi se la proponi ti danno del dittatore cannibale, quindi la tieni per te. Morale della fiaba: i film che hanno per protagonisti gli adolescenti, di solito sono fatti per gli adulti nostalgici, perché quando sei davvero adolescente pensi solo a un paio di cose e la cinematografia di gruppo di solito non è tra queste.

 

 

 

COSA NE PENSI? (Sii gentile)

DAL NOSTRO SHOP

35,00 €

Locandina de "Il Film del Concerto" di Andrea Laszlo De Simone

Locandina numerata e autografata del Film del Concerto di Andrea Laszlo De Simone con l'Immensità Orchestra, in triennale di Milano. L'illustrazione originale della locandina è a cura di Irene Carbone, illustratrice e fumettista torinese con studi alla Scuola Internazionale di Comics, dal 2015 nel duo creativo Irene&Irene e da tempo coinvolta nel progetto Andrea Laszlo De Simone per la realizzazione delle copertine dei dischi "Immensità" ed "Ecce Homo", i video d'animazione "11:43" e "Sparite Tutti", oltre ad aver ideato la creatività della cover digitale di "VIVO". Per “Il Film Del Concerto” ha realizzato a mano un'opera che riconduce al migliore immaginario cinematografico di Federico Fellini. L'opera sarà stampata in pochissime copie in edizione limitata, autografate dagli artisti.  
5,00 €

MANIFESTO "MI AMI Festival 2020"

MANIFESTO ufficiale “MI AMI Festival 2020” grafica disegnata da Alkanoids. Gli ordini verranno evasi dopo il 20 luglio.
25,00 €

Maglietta de "Il Film del Concerto" di Andrea Laszlo De Simone

Maglietta in edizione limitata per il concerto di Andrea Laszlo De Simone.  
35,00 €

Senza Titolo Serigrafia di Thomas Raimondi

Serigrafia a due colori, dimensioni 20×30 cm Edizione limitata di 40 esemplari Thomas Raimondi Nato a Legnano (MI) il 17 Maggio 1981. Laureato al Politecnico di Milano in Design della Comunicazione. Graphic e visual designer freelance attivo nella scena underground con numerose pubblicazioni (Luciver Edition, Faesthetic, Belio, Le Dernier Cri, Laurence King.) e mostre in Italia e all’estero. Le ultime personali «Burn Your House Down» nel 2013 presso la galleria Kalpany Artspace di Milano (Circuito Rojo) e la residenza d’artista per Alterazioni Festival 2014, Arcidosso (GR) con l’istallazione site-specific «Inside/Outside». Lavora e ha lavorato per diverse realtà nazionali ed internazionali come VICE, Rolling Stone Magazine, Rockit, Mondadori, Men’s Health, Salomon, Motorpsycho, T-Post e molte altre. Nel 2008 ha ricoperto il ruolo di docente d’illustrazione presso l’accademia NABA di Milano continuando, a oggi, a collaborare con regolarità. Tratto dal catalogo della mostra La bellezza fa 40
15,00 €

Serigrafia Unicorno

Il bellissimo unicorno tutto righe di Andrea Minini  è una serigrafia ad 1 colore, di dimensioni 50x70 cm
28,00 €

KIT "MI AMI Festival 2020"

KIT “MI AMI Festival 2020” Contiene: una t-shirt una shopper un kit semi misti a scelta una lattina bevanda del desiderio Il kit che avresti desiderato.  Gli ordini verranno evasi dopo il 20 luglio.
5,00 €

SHOPPER "MI AMI Festival 2020"

Shopper ufficiale “MI AMI Festival 2020” grafica disegnata da Alkanoids. Bag bianca cotone con illustrazione multicolor. La shopper che avresti voluto acquistare. Gli ordini verranno evasi dopo il 20 luglio.
15,00 €

Maglietta "La bellezza fa 40"

100% cotone Maglietta bianca Gildan Heavy Cotton Illustrazione di Alessandro Baronciani per la mostra "La bellezza fa 40" Serigrafata a mano da Corpoc.
TENIAMOCI IN CONTATTO
>
Iscriviti alla newsletter, niente spam, solo cose buone
>
CORRELATI >