TV e Cinema
di Chiara Grizzaffi 21 Gennaio 2016

Cosa resterà di Girls, la serie tv più importante di questi anni

I personaggi di Girls puoi odiarli, ma ti costringono a guardarti allo specchio

https://www.youtube.com/watch?v=KQeGxQDG7hM

È (quasi) ufficiale, mancano solo due stagioni alla fine di Girls. Significa poco quasi due anni e una ventina di episodi, ma già ora si può dire che Lena Dunham ha realizzato l’ambizione del suo alter ego, Hannah Horvath: “I think I may be the voice of my generation… at least a voice, of a generation”. Classe 1986, Dunham ha infatti all’attivo un film, Tiny Furniture, distribuito dall’etichetta del cinema d’autore per eccellenza Criterion (il nome di Dunham figura accanto a quelli di Fellini, Kurosawa, Bresson, per dire); un libro, Not That Kind of Girl, per il quale l’editore ha pagato la bellezza di 3.7 milioni di dollari; e una serie tv per HBO, Girls appunto, che non farà gli ascolti di altri prodotti di punta del canale, come Game of Thrones, ma che si è imposta come un piccolo fenomeno di culto.

Se sei una ragazza che non risponde a certi canoni di bellezza, gli unici ruoli che hai a disposizione in tv di solito sono quello di cadavere in Law and Order o al massimo di vicina di casa/amica/compagna di scuola del protagonista di turno, e i privilegi (figlia di due artisti importanti, Dunham è cresciuta nella New York che conta) non bastano a sovvertire certe regole. Ma Lena Dunham ha altre doti: talento, senso dell’umorismo, e soprattutto il coraggio di esporsi nonostante questo significhi, nell’era dei social, ritrovarsi qualche migliaio di commenti che oscillano di solito dall’#escile, se sei Kate Upton o Emily Ratajkowski, agli insulti o alle minacce di morte se non lo sei. Perciò Lena si cuce addosso un personaggio e una serie, Girls, che sono quanto di più onesto – e sgradevole – si sia visto in tv ultimamente: se le fan di Sex and the City si sdilinquivano di fronte a Carrie e alle sue massime pensando “com’è vero” e “come vorrei essere lei”, di fronte a Girls in poche, almeno all’inizio, sentono di potersi identificare con la viziata, presuntuosa e egoriferita Hannah.

 

girls-1  Il cast di Girls

 

E non va meglio con le altre tre protagoniste: Marnie (Allison Williams), insicura cronica, capace di lamentarsi di nulla e forse il personaggio che in assoluto riesce a rendersi più imbarazzante (il suo videoclip raggiunge un livello di disagio che non credevamo possibile); Jessa (Jemima Kirke), che si professa uno “spirito libero”, ma in realtà dipende tanto dalle droghe che dagli uomini che sceglie per compensare l’assenza di una figura paterna e oltretutto è l’amica peggiore di sempre, una di quelle che mentre sei via presenta al tuo fidanzato la tizia per cui ti pianterà; e Shoshanna (Zosia Mamet), che farebbe quasi tenerezza nella sua ingenuità infantile se non fosse anche tremendamente convinta di essere migliore degli altri solo per il suo titolo di studio. Verrebbe quasi da simpatizzare col cast maschile (a Dunham il merito, tra l’altro, di aver lanciato uno dei volti più interessanti oggi, Adam Driver, il Kylo Ren di Star Wars: The Force Awakens), se non fosse che Adam è forse troppo “originale” per essere umanamente sopportabile e Ray (Alex Karpovsky) talmente irascibile che stare con lui è come fidanzarsi col blog di Beppe Grillo.

 

lena-dunham-girls  Lena Dunham in una scena di Girls

 

L’avrete capito: i personaggi di Girls sono piene di difetti, molti dei quali talmente esasperati che il rischio macchietta è dietro l’angolo, ma grazie alla scrittura attenta e calibrata di Dunham nel corso delle sue quattro stagioni hanno acquisito spessore, umanità. Le loro vicende, e le dinamiche relazionali che li legano, sono tutt’altro che semplificate o edulcorate: per quanto viziati, o volubili, i personaggi di Girls sono anche estremamente fragili, e per loro (come per noi), diventare adulti significa soprattutto ammettere di non essere all’altezza dell’immagine che cercano di dare di sé e riconoscere la difficoltà di costruire dei legami che durino oltre la beata incoscienza dei vent’anni. E i tanti momenti difficili e dolorosi che la loro crescita comporta costringono lo spettatore a ridefinire le sue aspettative sul tono della serie – Girls è uno di quei prodotti per i quali è si usa il termine dramedy, proprio perché sfugge a una definizione di genere ben precisa.

 

o-LENA-DUNHAM-ADAM-DRIVER-GIRLS-SEASON-3-facebook Quotesgram - Lena Dunham e Adam Driver

 

Se i protagonisti di Girls prima li odi, ma poi te ne innamori, è proprio perché al netto dei tratti caricaturali costringono il proprio target di riferimento a guardarsi allo specchio e a riconoscere, insieme alle proprie ambizioni e al proprio coraggio, anche la propria superficialità e i propri privilegi. Oltretutto, anche con Girls Dunham fa del proprio corpo la cartina al tornasole del sessismo e della misoginia diffusi: mostrandosi nella sua normalità ed esponendosi alle critiche feroci degli immancabili leoni da tastiera (ma anche di tanti critici e giornalisti…), ha messo a nudo (passatemi il gioco di parole) il diffuso atteggiamento discriminatorio nei confronti del femminile.

L’annuncio della fine “programmata” di Girls non è una brutta notizia: probabilmente la serie si concluderà prima di aver tirato troppo la corda e soprattutto prima che le sue protagoniste diventino delle noiosissime adulte. La stessa Lena Dunham è cresciuta, del resto, e continua la sua conquista dei media: dopo un film, una serie tv e un libro, tocca alla stampa con la newsletter Lenny, versione 2.0 di una testata giornalistica che promette opinioni brillanti su “feminism, style, health, politics, friendship and everything else”. E in questi giorni, Dunham è in prima linea nella campagna elettorale della Clinton: prove generali prima di entrare anche in politica? Nel frattempo ci accontentiamo di aspettare la quinta stagione di Girls, in onda dal 21 febbraio su HBO.

 

lena-dunham-hillary-clinton

COSA NE PENSI? (Sii gentile)

DAL NOSTRO SHOP

10,00 €

Maglietta unicorno Better Days

100% cotone Maglietta bianca Serigrafia con l'unicorno di ANDREA MININI realizzata per il Better Days Festival 2016.  
35,00 €

Senza Titolo Serigrafia di Giò Pistone

Serigrafia a due colori, dimensioni 20×30 cm Edizione limitata di 40 esemplari Giò Pistone Gio Pistone è nata a Roma. La scelta dei soggetti, spesso figure di fantasia tendenti al mostruoso, caratterizzati da colori molto forti, nasce prestissimo a seguito di incubi notturni. Disegnarli il mattino seguente fu un’idea della madre per affrontare la paura. Presto gli incubi si sono trasformati in vere e proprie visioni da cui ancora oggi attinge. Si è appassionata alla scenografia di teatro dove ha continuato ad approfondire i suoi sogni e il suo innato amore per il grande. In seguito ha lavorato e viaggiato con La Sindrome Del Topo, un gruppo di creatori di strutture di gioco e sogno, con cui si occupava di disegnare, costruire e progettare giostre e labirinti. Ha cominciato a lavorare in strada nel ‘98 attaccando in giro per Roma i suoi disegni fotocopiati. Ha collaborato con varie realtà italiane e internazionali. Ha partecipato a mostre in tutta Europa in particolare presso il Museo MADRE di Napoli, l’Auditorium di Roma, il Museo Macro di Roma e partecipato ad eventi di Street Art quali «Scala Mercalli», «Pop up», «Subsidenze», «Visione Periferica», «Alterazioni», «M.U.Ro». Tratto dal catalogo della mostra La bellezza fa 40  
35,00 €

Senza Titolo Serigrafia di StencilNoire

Serigrafia a due colori, dimensioni 20×30 cm Edizione limitata di 40 esemplari StencilNoire StencilNoire, classe ’75, vive e opera in un paesino del sud Italia, Massafra, dove le problematiche socio-culturali danno spunto quotidiano alle sue opere. Veterano dell’uso del colore, sin da bambino ha fatto dell’arte la sua più grande passione, sperimentando tutte le tecniche artistiche, dai colori a olio, al carboncino, all’aerografo, approdando, nel ’95, nella cultura dello stencil e dello sticker. Ha partecipato a numerosi eventi, sia a livello personale, che col gruppo «South Italy Street Art», del quale è co-fondatore. Fra gli ultimi eventi si annoverano le partecipazioni allo Jonio Jazz Festival, svoltosi a Faggiano (TA), al Calafrika music Festival svoltosi a Pianopoli (CZ), e a Residence Artistic in Country Secret Zone, un esperimento artistico di Street Art chiamato «Torrent 14» organizzato da Biodpi in collaborazione con Ortika, svoltosi a Sant’Agata de’Goti. Vincitore della giuria artisti del 1° Concorso Internazionale d’Arte su Vinile, organizzato dall’associazione Artwo in collaborazione con Ortika Street Art Lovers, dedicato a Domenico Modugno, in occasione dei 20 anni della sua scomparsa. Tratto dal catalogo della mostra La bellezza fa 40
17,00 €

KIT DEL DESIDERIO "MI AMI Festival 2020"

KIT DEL DESIDERIO “MI AMI Festival 2020” Contiene: una shopper quattro lattine Il kit che avresti desiderato.  Gli ordini verranno evasi dopo il 20 luglio.
35,00 €

Senza Titolo Serigrafia di Ester Grossi

Serigrafia a due colori, dimensioni 20×30 cm Edizione limitata di 40 esemplari Ester Grossi Nata ad Avezzano (AQ) nel 1981. Diplomata in Moda, Design e Arredamento presso l’Istituto d’Arte Vincenzo Bellisario, nel 2008 ha conseguito la laurea specialistica in Cinema, Televisione e Produzione Multimediale presso il DAMS di Bologna. Si dedica da anni alla pittura e ha all’attivo diverse mostre in Italia e all’estero; è vincitrice del Premio Italian Factory 2010 e finalista del Premio Cairo 2012. Nel 2011 è stata invitata alla 54° Biennale di Venezia (Padiglione Abruzzo). Come illustratrice ha realizzato manifesti per festival di cinema e musica (Imaginaria Film Festival, MIAMI, Teatro Lirico Sperimentale di Spoleto) e cover per album di band musicali (A Classic Education, LIFE&LIMB). Collabora frequentemente con musicisti per la realizzazione di mostre e installazioni pittoriche-sonore. Tratto dal catalogo della mostra La bellezza fa 40
25,00 €

Maglietta de "Il Film del Concerto" di Andrea Laszlo De Simone

Maglietta in edizione limitata per il concerto di Andrea Laszlo De Simone.  
70,00 €

KIT DELL'AMORE "MI AMI Festival 2020"

KIT DELL'AMORE “MI AMI Festival 2020” Contiene: due t-shirt due shopper quattro kit semi: due kit passiflora, peperoncino, melanzana e due kit mimosa, pisello, salvia quattro lattine bevanda del desiderio Il kit che avresti amato.  Gli ordini verranno evasi dopo il 20 luglio.  
35,00 €

Inés Sastre Serigrafia di Alessandro Baronciani

Serigrafia a due colori, dimensioni 20×30 cm Edizione limitata di 40 esemplari Alessandro Baronciani Alessandro Baronciani vive a Pesaro e lavora a Milano come Art Director, grafico e illustratore. Ha lavorato per diverse agenzie pubblicitarie come direttore di campagne a cartoni animati. Le sue illustrazioni sono state stampate per molti brand come Martini, Coca Cola, Bacardi, Nestlè, Audi, Poste Italiane e Vodafone. Lavora per libri per bambini pubblicati da Mondadori, Feltrinelli e Rizzoli, quest’ultima ha anche pubblicato il suo primo libro, Mi ricci!, completamente pensato, scritto e illustrato da lui. Alessandro disegna fumetti. Ha pubblicato 3 libri di fumetti intitolati Una storia a fumetti, Quando tutto diventò blu e Le ragazze dello studio Munari. Per molti anni ha disegnato e pubblicato i suoi fumetti da solo, come un esperimento fai-da-te mai provato prima in Italia: i suoi fumetti venivano spediti in abbonamento e gli abbonati diventano parte delle storie che disegnava. Suona inoltre la chitarra e canta nella punk band di culto Altro. Tratto dal catalogo della mostra La bellezza fa 40
TENIAMOCI IN CONTATTO
>
Iscriviti alla newsletter, niente spam, solo cose buone
>
CORRELATI >