Le 10 inquadrature più iconiche della storia del cinema a colori

C’è la nostra top ten, ma se volete potete godervene anche un centinaio: da tutte le pellicole più belle di sempre

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I film sono la summa di tutte le arti. Tra musica, architettura, letteratura e coreografia, forse il punto più iconico lo raggiunge proprio la fotografia delle pellicole, che riesce a imprimersi nella mente degli spettatori per sempre. D’altra parte, il cinema è un’insieme di tecniche e di professioni che lavorano insieme per creare il sogno.

C’è un video di Jacob T. Swinney che mostra le inquadrature più iconiche degli ultimi 100 anni. Una vera e propria celebrazione della storia del cinema e delle immagini che hanno ispirato tutte le generazioni di filmaker a venire.

 

 

Di tutti questi film, ne abbiamo presi 10 girati a colori e abbiamo stilato la nostra personale classifica delle scene fotograficamente più iconiche, indimenticabili e immortali della breve ma intensa storia della settima arte.

 

10) La donna che visse due volte (Alfred Hitchcock, 1958)

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I colori saturi, le inquadrature misteriose e si percepisce subito la suspense. In questo capolavoro di Hitchcock, ogni fermo immagine diventa una foto stupenda.

 

9) Star Wars: l’Impero colpisce ancora (Irvin Kershner, 1980)

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Curiosamente, il più bel capitolo della saga di Star Wars non è stato diretto da George Lucas. In ogni caso, queste sequenze valgono tutti e 7 i film.

 

8) Rocky (John Avildsen, 1976)

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La corsa di Rocky, infinita, che culmina con la scalinata da cui si vede tutta Philadelphia, mentre il nostro eroe fa il segno della vittoria. Tutto.

 

7) Il buono, il brutto, il cattivo (Sergio Leone, 1966)

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Il triello. Gli sguardi. L’attesa. Tutto il western è condensato in questa scena, girata dal romanissimo Sergio Leone.

 

6) Breakfast Club (John Hughes, 1985)

THE BREAKFAST CLUB, Judd Nelson, Emilio Estevez, Ally Sheedy, Molly Ringwald, Anthony Michael Hall, 1985. ©Universal Pictures/Courtesy Everett Collection runnerdier.net

BreakfastClub retroland.com

Ogni inquadratura ha fatto scuola per i film adolescenziali a venire e descrive perfettamente i caratteri dei 5 studenti segregati a scuola in punizione.

 

5) I Tenenbaum (Wes Anderson, 2002)

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Si parla di inquadrature iconiche, no? Tutta l’hipsteria parte da qui.

 

4) Apocalypse Now (Francis Ford Coppola, 1979)

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Basterebbe la sequenza iniziale del bombardamento con la musica dei Doors a fare di questo film un capolavoro.

 

3) Shining (Stanley Kubrick, 1980)

The_Shining wikimedia.org

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Ogni singola scena è geometricamente, architettonicamente, fotograficamente perfetta. Sale l’ansia solo a guardare le foto.

 

2) Via col vento (Victor Fleming, 1939)

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Il kolossal simbolo di un’epoca. La sua fotografia è meravigliosa, sembra quasi dipinta. Il bacio più epico della storia del cinema.

 

1) Blade Runner (Ridley Scott, 1982)

Blade-Runner-2-Director deadshirt.net

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Abbiamo scelto Blade Runner perché è il ponte che unisce il vecchio e il nuovo. Una fotografia memorabile, scene oscure ed evocative sotto la pioggia ed effetti speciali perfetti. Un film a cui tutti i nuovi blockbuster dovrebbero fare riferimento.

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Serigrafia a due colori, dimensioni 20×30 cm Edizione limitata di 40 esemplari Giò Pistone Gio Pistone è nata a Roma. La scelta dei soggetti, spesso figure di fantasia tendenti al mostruoso, caratterizzati da colori molto forti, nasce prestissimo a seguito di incubi notturni. Disegnarli il mattino seguente fu un’idea della madre per affrontare la paura. Presto gli incubi si sono trasformati in vere e proprie visioni da cui ancora oggi attinge. Si è appassionata alla scenografia di teatro dove ha continuato ad approfondire i suoi sogni e il suo innato amore per il grande. In seguito ha lavorato e viaggiato con La Sindrome Del Topo, un gruppo di creatori di strutture di gioco e sogno, con cui si occupava di disegnare, costruire e progettare giostre e labirinti. Ha cominciato a lavorare in strada nel ‘98 attaccando in giro per Roma i suoi disegni fotocopiati. Ha collaborato con varie realtà italiane e internazionali. Ha partecipato a mostre in tutta Europa in particolare presso il Museo MADRE di Napoli, l’Auditorium di Roma, il Museo Macro di Roma e partecipato ad eventi di Street Art quali «Scala Mercalli», «Pop up», «Subsidenze», «Visione Periferica», «Alterazioni», «M.U.Ro». Tratto dal catalogo della mostra La bellezza fa 40  
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Senza Titolo Serigrafia di Roberta Maddalena

Serigrafia a due colori, dimensioni 20×30 cm Edizione limitata di 40 esemplari Roberta Maddalena Artist, creativity trainer Roberta Maddalena nasce a Giussano nel 1981.Vive e lavora a Milano. Laureata in Design per la Comunicazione al Politecnico di Milano, si specializza in parallelo all’università in Incisione Calcografica, e successivamente in cultura tipografica e Type Design. Segue studi musicali, specializzandosi in vocalità extraeuropee ed ergonomia vocale, sviluppando profondo interesse per l’etnomusicologia, in particolare per l’Asia, esperienza che la porterà ad avvicinarsi a calligrafia orientale e danza contemporanea. Da questi percorsi nascono nel 2013 le sue performance a inchiostro, esperienze fondate sulla relazione segno-corpo, e disegni e dipinti in cui forme e colori evocano la realtà universalmente percepibile e conosciuta, ma ne svelano l’aspetto più mistico e intimo. Sempre nel 2013, dopo sei anni di attività come illustratrice, nascono progetti di creativity training rivolti a privati e aziende: workshop in cui i partecipanti sono guidati nello sviluppo della propria creatività fuori dal quotidiano, per sviluppare capacità di osservazione e movimento, applicabili nella vita come nella professione. Tratto dal catalogo della mostra La bellezza fa 40
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Serigrafia a due colori, dimensioni 20×30 cm Edizione limitata di 40 esemplari Alessandro Ripane Alessandro Ripane è nato a Genova nel 1989. Ha vissuto e lavorato in Svezia. A causa della mancanza di animali selvaggi nella città di Genova, Alessandro si è comprato molti libri sull’argomento. A causa della mancanza di supereroi nella città di Genova, Alessandro si è comprato un sacco di fumetti a tema. È diventato quindi un esperto in entrambe le categorie, anche se ora disegna un po’ di tutto, tranne gli alieni, perché non è sicuro di come siano vestiti. Ora è impegnato a combattere la caduta dei capelli, a comporre una sofisticata musica del futuro, a imparare come disegnare gli alieni e a guardare tutti i film sui mostri e gli zombi che non ha ancora visto. Tratto dal catalogo della mostra La bellezza fa 40
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