TV e Cinema
di Simone Stefanini 25 Febbraio 2019

L’Oscar a Rami Malek per Freddie Mercury, che fesseria

And the winner is:

È tarda notte quando Rami Malek vince l’Oscar come miglior attore protagonista per la sua interpretazione di Freddie Mercury nell’acclamato quanto inconsistente Bohemian Rhapsody. A quell’ora sto dormendo, ma sento come una strana forza oscura che turba i miei sogni sereni, un incubo assurdo fatto di di dentiere oversize, baffi posticci, deeeee oooooooooh e giacche di pelle gialla. Un orrore in cui persone create al computer seguono una ributtante riproposizione di parte del concerto al Live Aid dei Queen, la stessa band che l’anno prima suonò a Sun City durante l’Apartheid  per soldi, facendo incazzare tutti i colleghi.

Nell’incubo, persone di ogni etnia, religione e classe sociale cantano al cinema, disturbandomi. Battono le mani, intonano “Oh mamma mia mamma mia mamma mia let me go”, si disperano quando Baffo si ammala ed escono dalla sala felici perché di limoni omosessuali se ne sono visti pochi. Mi sveglio presto, controllo il mio feed, Rami Malek ha davvero vinto l’Oscar e mi sento come il 5 marzo del 2018, il post elezioni politiche che sembrava scritto da Charlie Brooker di Black Mirror.

La prima cosa che mi salta in mente è: che fesseria. Rami Malek è un adulto di 37 anni, famoso per aver indossato il cappuccio e un’espressione sola nella serie tv Mr. Robot e poi poco altro, fino alla grande chiamata per interpretare il defunto cantante degli incredibilmente non defunti Queen nel biopic più famoso di tutti i tempi, dopo l’allontanamento dal progetto di Sacha Baron Cohen per contrasto di visione d’insieme con Brian May e Roger Taylor.

In una categoria che vedeva concorrere al titolo Christian Bale ingrassato in modo inumano per Vice, Bradley Cooper cantante (davvero) in A Star Is Born, Willem Dafoe splendido Van Gogh e Viggo Mortensen (forse non la sua miglior interpretazione, quella in Green Book, ma Viggo è Viggo e non si discute), l’ha spuntata proprio Rami Malek, che in Bohemian Rhapsody ha indossato dentiera e baffi finti, outfit da sezione costumi di carnevale di Amazon e ha mimato le canzoni dei Queen.

Parliamoci chiaro: Serena Rossi in Io sono Mia ha cantato, Luca Marinelli in Principe Libero pure, Claudio Santamaria in Ma il cielo è sempre più blu anche. L’hanno preso l’Oscar? No. L’ha preso forse Joaquin Phoenix, perfetto interprete/cantante di Johnny Cash in Walk the Line? No, solo la nomination. Ha forse preso l’Oscar Federico Angelucci che ha cantato We Are the Champions a Tale e Quale di Carlo Conti? Neanche per idea, eppure somigliava a Freddie più di Rami Malek.

Ecco, il metro di paragone stavolta non è con gli attori e neanche con Beppe Fiorello che allarga le braccia su RaiUno nella fiction su Modugno: è con gli imitatori. Ha vinto l’Oscar come miglior attore un imitatore in playback e il fatto che milioni di persone in tutto il mondo abbiano amato il film, non sposta di una virgola il giudizio. D’altra parte, milioni i persone hanno votato per l’attuale governo italiano, per Donald Trump negli Stati Uniti, hanno sfilato col braccio alzato durante le storiche dittature europee, hanno pianto quando Lady Gaga piange in tv (una media di 6 volte al giorno), hanno cantano almeno una volta nella vita una canzone dei Queen. Milioni di persone non leggono un libro da una vita e, prima di Bohemian Rhapsody, hanno evitato il cinema come la peste. Grazie all’Oscar pop(ulista), ora milioni di persone penseranno che imitare qualcuno sia il miglior modo di rendergli omaggio o, peggio, di svolgere il mestiere dell’attore.

COSA NE PENSI? (Sii gentile)

DAL NOSTRO SHOP

35,00 €

Senza Titolo Serigrafia di Moneyless

Serigrafia a due colori, dimensioni 20×30 cm Edizione limitata di 40 esemplari Moneyless Nato a Milano nel 1980 Teo Pirisi aka Moneyless. Per anni ha ricercato e investigato i diversi aspetti delle forme e degli spazi geometrici come artista visivo. Dopo essersi diplomato all’Accademia d’Arte di Carrara (corso multimedia), Teo ha frequentato un corso di Design della Comunicazione all’Isia di Firenze. Contemporaneamente sviluppa una carriera artistica che lo porta ad esibire i suoi lavori in spazi pubblici e luoghi abbandonati.Teo è anche graphic designer e illustratore freelance; negli ultimi anni ha partecipato a diverse esibizioni collettive e personali in Italia e nel mondo. Tratto dal catalogo della mostra La bellezza fa 40
70,00 €

SERIGRAFIA "SE MI AMI VALE TUTTO" - ed. limitata firmata - MI AMI 2014

Serigrafia ufficiale della 10° edizione del MI AMI 2014 dimensioni: 50x50 cm stampata a 2 colori (nero + argento) edizione limitata di 50 esemplari ognuna numerata e firmata dall'artista disegnata da Alessandro Baronciani serigrafata a mano da Corpoc venduta non incorniciata (spedita arrotolata in un tubo) disponibili anche la versione UOMO+UOMO e DONNA+DONNA Gli ordini saranno evasi dopo il MI AMI.
15,00 €

Maglietta "La bellezza fa 40"

100% cotone Maglietta bianca Gildan Heavy Cotton Illustrazione di Alessandro Baronciani per la mostra "La bellezza fa 40" Serigrafata a mano da Corpoc.
10,00 €

Maglietta Amarti mi affatica

100% cotone Maglietta bianca Serigrafia con scritta "Amarti m'affatica".
10,00 €

KIT GARDENING “MI AMI Festival 2020”

KIT GARDENING “MI AMI Festival 2020” Contiene: una shopper un kit passiflora, peperoncino, melanzana un kit mimosa, pisello, salvia Il kit che avresti desiderato.  Gli ordini verranno evasi dopo il 20 luglio.
10,00 €

-GIGA +FIGA

100% cotone Maglietta nera Serigrafia con slogan minimalista per nerd con stile. Gli ordini saranno evasi dopo il MI AMI.
35,00 €

Inés Sastre Serigrafia di Alessandro Baronciani

Serigrafia a due colori, dimensioni 20×30 cm Edizione limitata di 40 esemplari Alessandro Baronciani Alessandro Baronciani vive a Pesaro e lavora a Milano come Art Director, grafico e illustratore. Ha lavorato per diverse agenzie pubblicitarie come direttore di campagne a cartoni animati. Le sue illustrazioni sono state stampate per molti brand come Martini, Coca Cola, Bacardi, Nestlè, Audi, Poste Italiane e Vodafone. Lavora per libri per bambini pubblicati da Mondadori, Feltrinelli e Rizzoli, quest’ultima ha anche pubblicato il suo primo libro, Mi ricci!, completamente pensato, scritto e illustrato da lui. Alessandro disegna fumetti. Ha pubblicato 3 libri di fumetti intitolati Una storia a fumetti, Quando tutto diventò blu e Le ragazze dello studio Munari. Per molti anni ha disegnato e pubblicato i suoi fumetti da solo, come un esperimento fai-da-te mai provato prima in Italia: i suoi fumetti venivano spediti in abbonamento e gli abbonati diventano parte delle storie che disegnava. Suona inoltre la chitarra e canta nella punk band di culto Altro. Tratto dal catalogo della mostra La bellezza fa 40
35,00 €

Senza Titolo Serigrafia di Ester Grossi

Serigrafia a due colori, dimensioni 20×30 cm Edizione limitata di 40 esemplari Ester Grossi Nata ad Avezzano (AQ) nel 1981. Diplomata in Moda, Design e Arredamento presso l’Istituto d’Arte Vincenzo Bellisario, nel 2008 ha conseguito la laurea specialistica in Cinema, Televisione e Produzione Multimediale presso il DAMS di Bologna. Si dedica da anni alla pittura e ha all’attivo diverse mostre in Italia e all’estero; è vincitrice del Premio Italian Factory 2010 e finalista del Premio Cairo 2012. Nel 2011 è stata invitata alla 54° Biennale di Venezia (Padiglione Abruzzo). Come illustratrice ha realizzato manifesti per festival di cinema e musica (Imaginaria Film Festival, MIAMI, Teatro Lirico Sperimentale di Spoleto) e cover per album di band musicali (A Classic Education, LIFE&LIMB). Collabora frequentemente con musicisti per la realizzazione di mostre e installazioni pittoriche-sonore. Tratto dal catalogo della mostra La bellezza fa 40
TENIAMOCI IN CONTATTO
>
Iscriviti alla newsletter, niente spam, solo cose buone
>
CORRELATI >