TV e Cinema
di Simone Stefanini 16 Novembre 2016

Stasera Casa Mika sembra Fantastico di Pippo Baudo (ma sono passati più di trent’anni)

Non si esce vivi dai grandi varietà Rai, neanche stavolta

mika raiplay

 

Nella nostra epoca, i complotti sono all’ordine del giorno e ieri sera ce n’è venuto in mente uno: Mika non è un essere umano, è un robot tipo Super Vicky a cui viene cambiato l’hardware volta per volta, a seconda degli impegni che deve affrontare.

Nella prima puntata del suo one man show Stasera Casa Mika su Rai2, il popolare cantante mezzo UK, mezzo libanese è diventato l’avatar di Pippo Baudo quando conduceva Fantastico, lo spettacolone del sabato sera di Mamma Rai con cantanti, attori e ballerini, tutto all’insegna della nazionalpopolarità.

Il Mika che ci ha restituito la televisione di stato, dopo un lavaggio del cervello che nemmeno il giovane Alex di Arancia Meccanica, è un presentatore all’antica di uno show all’antica, con poche concessioni al 2016 (vedi l’ospitata di LP, vero momento clou della serata).

 

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L’hard disk di Mika viene riempito con mille edizioni di Sanremo, con i varietà con le gemelle Kessler e Don Lurio, con i testi di Fabio Volo e Moccia e via, alla conquista degli ascolti.

Andiamo con ordine: lo show di Mika riguarda il suo incontro con l’Italia, e fin qui non ci piove. C’è da dire però che gli italiani, questo incontro lo fanno un po’ tutti i giorni e che della canzone in napoletano con l’orchestra o di Rosamunda cantata con Renzo Arbore, a volte ne farebbero anche a meno, per tentare di entrare con le unghie e con i denti negli anni non dico 2000, ma magari ’90, in cui nel resto del mondo c’erano i Nirvana e da noi Paolo Vallesi.

Lo studio è tutto colorato, perché Mika è uno colorato e lo sappiamo. Nel pubblico però ci sono un sacco di signore fresche di permanente bianco/violetta del parrucchiere. Si capisce già che sarà una faticaccia. La “coinquilina” di Mika è Sarah  Felberbaum, che dovrebbe ricoprire il ruolo di co-conduttrice e che invece spunta ogni tanto a leggere qualcosa dal gobbo, fingendo complicità.

 

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Mika canta con Malika Ayane Io che non vivo senza te (comodo singolone del 1965, per tenere sveglie le signore coi capelli blu) e poi presenta Francesco Renga come se fosse uno rilevante, lo ricopre di complimenti e lo fa cantare ben due volte, vendendocelo a peso d’oro. Che io sappia, Mika ha scritto pezzi con Madonna e Pharrell Williams, quindi: autori, andiamoci piano con la rilevanza di Renga, altrimenti si rischia di scadere nel grottesco.

Quando arriva il siparietto comico con una Virginia Raffaele molto sottotono, inizio a non capire più se sono io o se è lui, in ogni caso qualcosa si è rotto nella nostra comunicazione. Io mi aspettavo che Mika portasse alla Rai un pizzico di modernità in più e invece niente, la Rai sembra essere la palude in cui affonda Artax, il cavallo di Atreyu ne La Storia Infinita.

 

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Ah, comunque Mika balla davvero Don Lurio e canta davvero Rosamunda con Renzo Arbore, non era una battuta di quelle satiriche. Poi arriva Sting, col suo fisico perfetto a 134 anni e ci fa pesare il fatto che la sua vita sia meravigliosa. Ma i momenti più appassionanti, Stasera Casa Mika ce li regala alla fine: prima si parla di Napoli e di come la gente stia male, ma abbia voglia di riscatto, quindi ci mostra un’orchestra in cui suonano ragazzi del rione Sanità e la invita sul palco, mentre lui canta un pezzo in napoletano. Alla fine il pubblico si alza in piedi per tradizione, perché verso una certa nei programmi Rai ci si deve sentire napoletani.

Io non mi sento per niente napoletano, vuoi perché non sono di Napoli, vuoi perché mi sono rotto i coglioni della retorica da almeno 20 anni. In ogni caso, non finisce qui: c’è il siparietto per i sordomuti che mimano la sua canzone, quello per gli omosessuali in cui Gianmarco Tognazzi e ir libanese di Romanzo Criminale interpretano una scena de Il Vizietto, poi c’è Mika che fa il taxista a Roma, Mika che parla di mafia con Pif, Mika che dice molte volte la parola “coglioni” con Marco Giallini, Mika che ci mostra i suoi cani e alla fine, quando ormai anche Alberto Lupo avrebbe spento la tv, arriva lo sketch a letto con Benji e Fede, cantanti fenomeno per un pubblico di minorenni.

 

Ok, tutto torna: i due fastidiosi ragazzetti sono stati chiamati alla fine così le dodicenni avrebbero tenuta alta l’attenzione dei genitori e dei nonni fino alla fine. E con loro gli ascolti, che di fatto hanno premiato Stasera Casa Mika con un buon risultato. Ci sono però altri dubbi che non riesco a dipanare: perché chiamare LP, che fa una splendida versione di Lost on you nel mezzo di un baraccone per over 50? Perché questo revival? Non sappiamo se Mika ne sia al corrente ma in Italia questa eterna riproposizione del glorioso passato non è mai finita, ma proprio mai. È un paese in cui la Rai fa programmi in prima serata tipo il concerto per Padre Pio, ed è tutto dire.

 

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C’è bisogno di riproporre uno sketch degli anni 70, peraltro bello-non-bellissimo, per parlare di omosessualità? Ai tempi serviva per sdoganare, oggi sembra avvalorare tutti i cliché. C’è bisogno di ricordare che Napoli è bella ma non ci vivrei perché c’è la malavida? Il pubblico anziano non ha già tutti gli altri programmi Rai? Perché dover plasmare Mika per farlo diventare un Brignano un po’ esotico? Ma Mika non ce l’avevano venduto come una stella internazionale? Cosa ci fa ancora in Italia? Non è che alla fine abbiamo creato il nuovo Heather Parisi?

Questa domanda potremmo farla proprio a Heather Parisi, che presto condurrà un programma in Rai con la Cuccarini. Arriveranno in studio con la Delorean guidata da Mika?

 

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