Viaggi
di Simone Stefanini 30 Ottobre 2014

10 musei inquietanti in cui non vorresti rimanere chiuso di notte

Quando viaggi, due musei li vai a vedere per forza. Io ho sempre avuto un po’ l’incubo di rimanere chiuso in un museo di notte. Boh, magari vado in bagno e quando esco non c’è più nessuno, le luci sono spente e mi ritrovo bloccato dentro questi stanzoni pieni di storia, di oggetti che sembrano potersi muovere e prendere vita.

Ok questo è un problema mio, lo so, però i seguenti sono 10 musei in cui non vorrei proprio mi accadesse una cosa del genere, perché la mattina, il personale potrebbe trovarmi morto stecchito. Per voi coraggiosi, invece,  potrebbe anche essere un ottima guida per la notte di Halloween, casomai vi trovaste in uno di questi posti.

 

Vent Haven Musem – Il museo dei pupazzi dei ventriloqui. Fort Mitchell, KY, U.S.A.

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Memorabilia e centinaia di pupazzi dei ventriloqui. Quei nani mostruosi che parlano con la voce del loro padrone e ti fissano dai loro occhi grandi e morti. Ecco. Luogo di sicuro fascino per i serial killer in ferie. Immaginatevi di vagare di notte tra queste bambole assassine… morte certa. Nel caso siate così coraggiosi da visitarlo, questo è il sito con tutte le info. Ci fanno anche dei convegni sull’arte del parlare senza aprire la bocca, casomai foste del ramo.

 

Le catacombe dei cappuccini – Palermo, Italia

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Mummie. Scheletri. Tutta gente vera, che una volta faceva le cose e che ora invece ti guarda e ti invita a raggiungerli. 8000 salme mummificate, custodite sotto la Chiesa di santa Maria della Pace a Palermo. Mi dicessero: ti diamo 3500 € al mese per fare le pulizie alle catacombe durante la notte: no, grazie e arrivederci. Tra l’altro, l’attrazione è la mummia di Rosalia Lombardo, una bambina conservata perfettamente in una teca, che si dice ogni tanto apra gli occhi. No, no, no. Nemmeno per 5000 €. Preferisco povero ma vivo. Qui trovate le info per una bella gita romantica con la fidanzata.

 

Glore Psychiatric Museum – Il museo dei trattamenti psichiatrici ai malati mentali. St. Joseph, Missouri, U.S.A.

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Manichini sottoposti ad ogni genere di nefandezza spacciata per medicina e scienza psichiatrica. Vasche piene di acqua fredda, sedie “tranquillizzanti” con le scosse elettriche, torture illegali. E intanto, uomini di plastica dappertutto. Si spengono le luci, se ne odono le urla e il giorno dopo tra i pazzi ci trovate anche il sottoscritto. Info qui, passiamo oltre che ho i brividi.

 

Il museo della morte – Hollywood, Los Angeles, U.S.A.

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4 stelle su TripAdvisor. Museo dedicato alla morte in ogni sua forma. Bare, foto che sembrano prese da Rotten, video di morti celebri. Una cosa hollywoodiana insomma. Fa meno paura dei precedenti ma sono debolino di stomaco e faccio comunque volentieri a meno di trovarmi di fronte a pezzi di cadavere. Sito qui.

 

Museo della tortura e della pena di morte – San Gimignano (SI), Italia

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Qui vengono mostrati con dovizia di particolari, gli attrezzi che venivano usati per la tortura alle “streghe” e agli eretici durante l’Inquisizione e tutti gli strumenti per la pena di morte in generale. Due musei al prezzo di uno. Statue splatter in ogni angolo, descrizioni che fanno accapponare la pelle e tutte le volte si esce pensando a quanto orrore l’essere umano possa arrivare a fare. Ci sono stato recentemente e ho imprecato duro di fronte al boia. No, non vorrei essere l’uomo delle pulizie. Info qui, il museo è un franchising del terrore e si trova anche in altre città italiane.

 

Museo delle mummie – Guanajuanto, Messico

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Ribadisco il più sentito no grazie al ritrovarmi faccia a faccia con 110 mummie, le più morte nell’atto di urlare, poichè  seppellite vive durante un’ondata di colera nell’800. No, nemmeno di giorno. figuriamoci di notte. Basta così. Info.

 

Museo Dupuytren – Aberrazioni e deformazioni fisiche. Parigi, Francia

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Ho vomitato guardando le immagini su Google. Non ci andrei nemmeno con Scarlett Johansson. Tutto ma proprio tutto ciò che di più disturbante si può trovare in natura, lì c’è. Freak in formalina, statue di gente deforme, roba che in confronto il nuovo American Horror Story è Fantaghirò. Umanamente sono vicino a tutti loro, ma non esiste che varchi quella porta. Alcune foto per voi che pensate di avere più coraggio di me.

 

Mutter Museum – Aberrazioni e deformazioni fisiche. Philadelphia, U.S.A.

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Idem come sopra, ma in America. Sempre no. Info qui.

 

Museo Lombroso – Torino, Italia

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Ho avuto la fortuna di recarmi anche qui. Lombroso era un medico ossessionato dal rapporto tra la fisionomia ed il comportamento deviante. Per anni ha dissezionato cadaveri e studiato teschi. In questo museo, cere di briganti, facce di morti ad ogni angolo, scheletri e silenzio. Sono impressionabile, ma ho resistito stoicamente. Qui trovate la storia e le informazioni.

 

L’ospedale delle bambole – Lisbona, Portogallo

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Questo non è propriamente un museo, ma è quanto di più spaventoso mi potrebbe capitare, laddove mi ci trovassi rinchiuso nottetempo. Si riparano bambole di tutti i tipi e dunque, vi sono bambole mutilate di tutti i tipi. Migliaia di testoline, di occhi sgranati, di capelli in stile gattara, pronti a svegliarsi e a condurmi alla pazzia. Lo visiterei di giorno, molto volentieri. La notte, invece, non vorrei nemmeno abitare nello stesso quartiere. Sito ufficiale qui.

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Senza Titolo Serigrafia di Martina Merlini

Serigrafia a due colori, dimensioni 20×30 cm Edizione limitata di 40 esemplari Martina Merlini Martina Merlini, artista visiva bolognese, classe 1986, vive e lavora a Milano. Il percorso artistico di Martina Merlini si snoda multiformemente nel solco dell’esplorazione, coinvolgendo una pluralità di tecniche, materiali e supporti che convergono nella ricerca di un equilibrio formale delicatamente costruito sull’armonia di elementi astratti e geometrici. Attiva dal 2009, ha esposto in numerose gallerie europee e americane. Dal 2010 al 2013, insieme a Tellas, intraprende il progetto installativo Asylum, che viene presentato a Palermo, Bologna, Milano e Foligno. Nell’estate del 2012 viene invitata a partecipare a Living Walls, primo festival di Street Art al femminile, ad Atlanta. Nel dicembre 2013 inaugura la sua seconda personale, «Wax» all’interno degli spazi di Elastico, Bologna, dove indaga l’utilizzo della cera come medium principale del suo lavoro, ricerca approfondita nella sua prima personale americana, «Starch, Wax, Paper & Wood», presso White Walls & Shooting Gallery, San Francisco. Tratto dal catalogo della mostra La bellezza fa 40  
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Senza Titolo Serigrafia di Roberta Maddalena

Serigrafia a due colori, dimensioni 20×30 cm Edizione limitata di 40 esemplari Roberta Maddalena Artist, creativity trainer Roberta Maddalena nasce a Giussano nel 1981.Vive e lavora a Milano. Laureata in Design per la Comunicazione al Politecnico di Milano, si specializza in parallelo all’università in Incisione Calcografica, e successivamente in cultura tipografica e Type Design. Segue studi musicali, specializzandosi in vocalità extraeuropee ed ergonomia vocale, sviluppando profondo interesse per l’etnomusicologia, in particolare per l’Asia, esperienza che la porterà ad avvicinarsi a calligrafia orientale e danza contemporanea. Da questi percorsi nascono nel 2013 le sue performance a inchiostro, esperienze fondate sulla relazione segno-corpo, e disegni e dipinti in cui forme e colori evocano la realtà universalmente percepibile e conosciuta, ma ne svelano l’aspetto più mistico e intimo. Sempre nel 2013, dopo sei anni di attività come illustratrice, nascono progetti di creativity training rivolti a privati e aziende: workshop in cui i partecipanti sono guidati nello sviluppo della propria creatività fuori dal quotidiano, per sviluppare capacità di osservazione e movimento, applicabili nella vita come nella professione. Tratto dal catalogo della mostra La bellezza fa 40
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Senza Titolo Serigrafia di Thomas Raimondi

Serigrafia a due colori, dimensioni 20×30 cm Edizione limitata di 40 esemplari Thomas Raimondi Nato a Legnano (MI) il 17 Maggio 1981. Laureato al Politecnico di Milano in Design della Comunicazione. Graphic e visual designer freelance attivo nella scena underground con numerose pubblicazioni (Luciver Edition, Faesthetic, Belio, Le Dernier Cri, Laurence King.) e mostre in Italia e all’estero. Le ultime personali «Burn Your House Down» nel 2013 presso la galleria Kalpany Artspace di Milano (Circuito Rojo) e la residenza d’artista per Alterazioni Festival 2014, Arcidosso (GR) con l’istallazione site-specific «Inside/Outside». Lavora e ha lavorato per diverse realtà nazionali ed internazionali come VICE, Rolling Stone Magazine, Rockit, Mondadori, Men’s Health, Salomon, Motorpsycho, T-Post e molte altre. Nel 2008 ha ricoperto il ruolo di docente d’illustrazione presso l’accademia NABA di Milano continuando, a oggi, a collaborare con regolarità. Tratto dal catalogo della mostra La bellezza fa 40
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Serigrafia a due colori, dimensioni 20×30 cm Edizione limitata di 40 esemplari Ester Grossi Nata ad Avezzano (AQ) nel 1981. Diplomata in Moda, Design e Arredamento presso l’Istituto d’Arte Vincenzo Bellisario, nel 2008 ha conseguito la laurea specialistica in Cinema, Televisione e Produzione Multimediale presso il DAMS di Bologna. Si dedica da anni alla pittura e ha all’attivo diverse mostre in Italia e all’estero; è vincitrice del Premio Italian Factory 2010 e finalista del Premio Cairo 2012. Nel 2011 è stata invitata alla 54° Biennale di Venezia (Padiglione Abruzzo). Come illustratrice ha realizzato manifesti per festival di cinema e musica (Imaginaria Film Festival, MIAMI, Teatro Lirico Sperimentale di Spoleto) e cover per album di band musicali (A Classic Education, LIFE&LIMB). Collabora frequentemente con musicisti per la realizzazione di mostre e installazioni pittoriche-sonore. Tratto dal catalogo della mostra La bellezza fa 40
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Serigrafia a due colori, dimensioni 20×30 cm Edizione limitata di 40 esemplari VitoManoloRoma Attualmente vive a Milano e lavora come freelance in qualità di grafico, illustratore, animatore e fumettista. Si forma presso il Liceo Artistico statale di Busto Arsizio, poi la compagnia di teatro sperimentale Radicetimbrica e termina gli studi al Politecnico di Milano dove si avvicina al Graphic Design. Durante i primi anni di professione come progettista e illustratore in alcuni studi di grafica milanesi, continua a disegnare e partecipa a mostre collettive di illustratori, fra le quali «Spaziosenzatitolo» (Roma), «Doppiosenso» (Beirut) e «Manifesta» (Milano). Con il collettivo di satira a fumetti L’antitempo fonda l’omonima rivista con la quale vince il Premio Satira 2013 come miglior realtà editoriale italiana. Appassionato di musica africana, afroamericana e jamaicana, colleziona vinili che seleziona con i collettivi Bigshot! e Soulfinger nei locali neri e non di Milano. Tratto dal catalogo della mostra La bellezza fa 40
35,00 €

Senza Titolo Serigrafia di Moneyless

Serigrafia a due colori, dimensioni 20×30 cm Edizione limitata di 40 esemplari Moneyless Nato a Milano nel 1980 Teo Pirisi aka Moneyless. Per anni ha ricercato e investigato i diversi aspetti delle forme e degli spazi geometrici come artista visivo. Dopo essersi diplomato all’Accademia d’Arte di Carrara (corso multimedia), Teo ha frequentato un corso di Design della Comunicazione all’Isia di Firenze. Contemporaneamente sviluppa una carriera artistica che lo porta ad esibire i suoi lavori in spazi pubblici e luoghi abbandonati.Teo è anche graphic designer e illustratore freelance; negli ultimi anni ha partecipato a diverse esibizioni collettive e personali in Italia e nel mondo. Tratto dal catalogo della mostra La bellezza fa 40
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